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title: “Feriti dal dolore, toccati dalla grazia”. L'intervista a Fra Marco Fabello
description: Fra Marco Fabello traccia un bilancio della sessione da lui personalmente moderata, dedicata alla geriatria e alle diverse forme di demenza.
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# [“Feriti dal dolore, toccati dalla grazia”. L'intervista a Fra Marco Fabello](https://www.fatebenefratelli.it/blog/intervista-a-fra-marco-fabello)

 Scritto da [Fatebenefratelli](https://www.fatebenefratelli.it/blog/author/fatebenefratelli) | 17 giugno 2019

Alla chiusura del convegno nazionale **CEI della Pastorale della Salute** dal titolo “Feriti dal dolore, toccati dalla grazia”, che si è tenuto nel mese di maggio a Caserta, **fra Marco Fabello**, priore dell’Ospedale San Raffaele Arcangelo di Venezia, ha tracciato un bilancio della sessione da lui personalmente moderata, dedicata alla geriatria e alle diverse forme di demenza.

«Mancano strutture ospedaliere pensate per il malato di demenza, a partire ovviamente dall’Alzheimer. E manca, duole dirlo, una pastorale per il malato e per i familiari. Con l’invecchiamento della popolazione **queste esigenze diventano emergenza**»:

 

## **Qual è lo scenario epidemiologico delle malattie neurodegenerative?**

Abitiamo in una Nazione sempre più anziana e con un tasso di natalità che ci vede ultimi nelle classifiche mondiali. È fisiologico **un incremento delle malattie neurodegenerative** e degli anziani disabili non autosufficienti.   
Un’emergenza che si salda con la crisi economica che, incidendo sulle famiglie, complica l’organizzazione dell’assistenza.   
Il **25%** delle famiglie italiane ha in casa una persona con sintomi di patologie legate a malattie neurodegenerative ed è **doveroso dare delle risposte concrete** alle persone malate e alle loro famiglie, sia nella ricerca di percorsi di cura, che di accompagnamento e di sostegno dei pazienti.

 

## **Come sono stati affrontati questi problemi a Caserta? **

Abbiamo parlato molto e approfonditamente – con esperti del calibro di Carmela Borriello, Luisa Bartorelli e Orazio Zanetti – delle varie forme di demenza, andando a toccare con mano le esperienze condotte nelle strutture specializzate, come il nostro [IRCCS di Brescia](https://www.fatebenefratelli.it/it/ircss?hsLang=it-it).   
Ciascuno ha portato una visione del problema sostanzialmente coincidente con quelle dei colleghi: la visione di **una emergenza silenziosa**, che da medica si fa sociale.

 

## **Qual è la situazione dell’Alzheimer?**

Anche se sono decenni che lo trattiamo, siamo ancora agli inizi in termini di esperienza. **Bisogna ripensare le strutture**: pensare e costruire ambienti adatti per i malati, i quali debbono vivere con dignità la loro vita e non essere persone annichilite e dimenticate, come purtroppo avviene spesso.

 

## **È dunque questa la condizione di molti malati?**

Purtroppo, ancora oggi, quando vengono ricoverati in alcune strutture, i pazienti  perdono la propria identità. Un paziente colpito da demenza ha difficoltà ad esprimersi, ma è dimostrato che – pur avendo molti deficit – può mantenere un residuo di **abilità e di personalità** che vanno coltivate per permanere il più a lungo possibile.   
Curare il corpo anche per preservare **la dignità della persona umana** è il nocciolo dell’Ospitalità che ci ha insegnato San Giovanni di Dio.

 

## **Che spazio ha questo problema nella pastorale della salute?**

Abbiamo chiesto, anche in occasione di questo convegno, che **la Chiesa si doti di una pastorale** per queste persone e per le loro famiglie perché al momento non esistono esperienze pastorali in quest’ambito. I dati epidemiologici dimostrano che neanche come Chiesa possiamo temporeggiare.

 

## **Lei insiste molto sul tema delle famiglie. Cosa rischiano?**

Bisogna **aiutare i caregiver** perché loro stessi spesso si trovano sovraccaricati ed è stato evidenziato come possano diventare vittime della patologia. Non mancano i casi di suicidio.

 

## **A fianco delle famiglie c’è un esercito di badanti. Cosa si fa per loro?**

Nulla e capisco che non si possa far tutto per tutti. Forse, però, per le badanti basterebbe applicare le decisioni che si prendono e che talvolta non costano nulla: è stato deciso di non chiamarle più badanti, ma **assistenti alla persona**. Iniziamo a chiamarle così. Perché la **dignità** del lavoratore procede di pari passo con la sua** professionalità**.

 

La **cura integrale** del paziente attraverso un percorso che sostenga non solo il corpo, ma anche lo spirito, è un principio fondamentale dell’Ordine Fatebenefratelli. L’assistenza dei più bisognosi si accompagna, inoltre, al **rispetto verso la dignità della persona**.

Vuoi scoprire di più sull'Ordine Fatebenefratelli? **Clicca sull’immagine sottostante e ricevi la Carta di Identità dell'Ordine. **

 

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