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title: L'impegno dell'Ospedale Sacra Famiglia per l'Ospitalità delle donne
description: L'Ospedale Sacra Famiglia di Erba è un centro chiave nel territorio comasco per l'assistenza alle donne che subiscono violenza. Scopri di più.
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# [L'impegno dell'Ospedale Sacra Famiglia per l'Ospitalità delle donne](https://www.fatebenefratelli.it/blog/ospedale-sacra-famiglia-violenza-donne)

 Scritto da [Fatebenefratelli](https://www.fatebenefratelli.it/blog/author/fatebenefratelli) | 25 novembre 2023

L’Ospedale Sacra Famiglia di Erba è, da anni, punto di riferimento e parte attiva della rete provinciale antiviolenza, il cui **Ente Capofila è il Comune di Como**. **Partecipa** alacremente **ai tavoli istituzionali** di **stesura** delle **linee guida** per la **presa in carico delle donne vittime** di **violenza**, ponendo attenzione al capitolo delle procedure ospedaliere.

Il 5 aprile 2023, un gruppo di operatori sanitari dell’Ospedale ha partecipato al corso di formazione “l’accoglienza in Pronto Soccorso delle donne vittime di violenza alla luce delle linee guida stilate dalla rete territoriale antiviolenza di Como”.

In data 17 novembre 2023, presso il Comune di Como, è stato firmato il nuovo protocollo provinciale stilato alla luce delle nuove modifiche legislative.

## L'accoglienza come chiave per sconfiggere la violenza

Fondamentale è **legittimare la sofferenza** della donna **permettendole di dare voce al dolore**, alla **rabbia,** all’**umiliazione** e a tutto il ventaglio di sentimenti che può provare. È, inoltre, importante **far** **capire alla donna** che, nella Struttura Ospedaliera, ci sono **Persone** che **possono e vogliono aiutarla** e di cui si può fidare.

Il **primo accesso** della donna in ospedale **è rappresentato dal Pronto Soccorso** - generale, pediatrico e ostetrico/ginecologico. Viene assegnato un **codice azzurro**, che indica un'**urgenza differibile** con **60 minuti massimo di attesa**, oppure **arancione** che indica urgenza indifferibile con **15 minuti massimo** di attesa, per garantire **legittimità alla problematica** e la visita in tempi brevi.

## La presa in carico della donna vittima di violenza

Oltre agli operatori sanitari ed ai medici che prendono in cura la vittima è possibile, esprimendo il consenso, **richiedere l’intervento ed il supporto dell’assistente sociale**.

Per il **colloquio medico** viene utilizzato uno **strumento predisposto dal tavolo istituzionale** **provinciale**, cioè una** scheda di rilevazione della violenza**. Questa** permette di valutare l’entità del rischio** in cui si trova la donna e raccogliere informazioni più complete possibili per rilevare la presenza di lesioni fisiche e traumi psicologici.

È **fondamentale identificare l’autore della violenza**, così da poter **schedare l’aggressore**, **verificare** se sono state effettuate **altre** **segnalazioni** dello stesso e monitorare eventuali altri accessi della vittima nel medesimo pronto soccorso oppure in altri.

Se la **prognosi è superiore a 21 giorni**, gli operatori del Pronto Soccorso devono **trasmettere la scheda di rilevazione** della violenza e il **verbale** di Pronto Soccorso all’**autorità giudiziaria** competente, **indipendentemente dalla volontà della donna**.

Se, invece, la **prognosi è inferiore ai 20 giorni**, la scheda di rilevazione della violenza ed il verbale potranno essere inviati all’autorità giudiziaria **solo con il consenso della donna.**

Se dal colloquio medico e/o dell’assistente sociale emerge un **rischio elevato** dal punto di vista della **sicurezza personale** della donna (la quale è **impossibilitata a rientrare al domicilio**), in collaborazione con le **Forze dell’Ordine**, si vaglia la possibilità di **accogliere** la vittima **temporaneamente** **in reparto** di pertinenza.

Un’altra opzione è quella di **prendere contatti con la struttura** di **pronto intervento provinciale** avvisando il **servizio sociale territoriale** e stabilire la donna in centri antiviolenza territoriali (Telefono Donna Como – 031/304585).

**Se** la donna, invece, **non si trova in una situazione di rischio** immediato **si dimette** con rientro al domicilio, proponendo il **contatto con il centro antiviolenza** oppure con il **servizio sociale ospedaliero** per un colloquio in regime ambulatoriale.

 

## Dati di settore anni 2022 e 2023

Nell’anno 2022, presso il Pronto Soccorso dell’[Ospedale Sacra Famiglia di Erba](https://www.fatebenefratelli.it/strutture/ospedale-sacra-famiglia?hsLang=it-it), sono passate dal triage 40 **donne** che hanno **dichiarato di aver subito violenza di genere** e per le quali gli Operatori sanitari hanno **applicato le linee guida ospedaliere** per l’accoglienza delle donne vittime di violenza.

Di queste 40 donne, 13 **sono state accolte nei Reparti** **Ostetrico Ginecologi** e di **Pediatria** al fine di poter poi **lavorare con la rete territoriale** e costruire dei progetti personalizzati di tutela. Di queste 13**, 8 hanno accettato un progetto condiviso** di messa in **protezione** grazie alla collaborazione tra servizio sociale ospedaliero, forze dell’ordine, servizi sociali comunali e pronto intervento comunitario.

Dal **1°** **gennaio al 31 ottobre 2023** l'Ospedale ha accolto in **Pronto Soccorso 35 donne** che hanno dichiarato di aver subito violenza di genere, di cui 8 **hanno proseguito il ricovero nei Reparti di Ginecologia-Ostetricia** o di **Pediatria**. Di queste 4 donne, **hanno poi scelto il collocamento in protezione** presso la rete dei servizi.

## Un dolore non solo fisico

Circa il **95% dei soggetti** che arrivano in ospedale per un episodio di violenza domestica è una **donna**.

Le **conseguenze clinicamente evidenti** all’osservazione delle Pazienti sono **lesioni** **fisiche**, come traumi al volto, agli arti superiori legati a torsioni o fratture da traumi diretti, ed ecchimosi su tutto il corpo.

Non bisogna dimenticare però che **oltre alla violenza fisica** o **sessuale** le donne con un partner subiscono anche **violenza psicologica ed economica**, cioè comportamenti di umiliazione, svalorizzazione, controllo ed intimidazione, nonché di** privazione o limitazione** nell’accesso alle proprie disponibilità economiche o della famiglia.

 

## Il ruolo dell'Ospedale: tra Ospitalità e supporto

L’Ospedale ha il ruolo di **accogliere, valutare** le lesioni subite, **denunciare** alle autorità giudiziarie, ed **accompagnare** nel reparto idoneo per l’accudimento nelle prime 24 ore in attesa che l’Assistente Sociale trovi una collocazione protetta per la donna.

L’Ospedale, attraverso l’assistente sociale presente in ospedale, studia dei percorsi “protetti” per la donna vittima di violenza e gli eventuali figli minori, che prevedano la tutela delle vittime al di fuori di un contesto di ospedalizzazione che deve rimanere solo temporaneo, attraverso la collocazione delle vittime in case di accoglienza o valutando la possibilità di un passaggio temporaneo presso parenti o amici.

L’**Ospedale è un ottimo osservatorio** e “quartier generale” per l’accoglienza e la gestione di donne vittime di violenza. Il Pronto Soccorso, infatti, è il **posto fisico dove le donne si rifugiano** e vengono accudite. Ma per poter offrire protezione **è necessaria la collaborazione ed il dialogo costante** con le Forze dell’Ordine, il Pronto intervento Provinciale ed il centro antiviolenza.

## I Bollini Rosa: simbolo di vicinanza femminile

I **Bollini Rosa** sono il riconoscimento che Onda attribuisce dal 2007 agli ospedali italiani "vicini alle donne", ossia quelle strutture che offrono **servizi dedicati alla prevenzione**, **diagnosi** e **cura** delle principali **patologie femminili**, riservando particolare attenzione alle specifiche esigenze dell’utenza rosa.

All**’Ospedale Sacra Famiglia** di Erba sono stati riconosciuti **due Bollini Rosa** non solo per la **modalità** di **approccio** “sensibile e donna-centrico” alle patologie organiche che possono interessare le donne, che vanno dalle patologie ginecologiche ed oncologiche, a quelle endocrinologiche, ma anche per una **serie di altri servizi altrettanto importanti**, come il **percorso codificato per l’assistenza della Paziente** (e dei figli minori) vittima di violenza di genere, oltre che l’offerta di figure professionali dedicate come l’assistente sociale, il mediatore culturale, la psicologa.

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