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title: "Speranze e prospettive di cura: il nuovo farmaco contro l’Alzheimer e la teleriabilitazione cognitiva"
description: "Nuovo farmaco contro l'Alzheimer e teleriabilitazione: scopri le ultime novità terapeutiche raccontate dai ricercatori dell'IRCCS Fatebenefratelli!"
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# [Speranze e prospettive di cura: il nuovo farmaco contro l’Alzheimer e la teleriabilitazione cognitiva](https://www.fatebenefratelli.it/blog/speranze-prospettive-cura-nuovo-farmaco-contro-lalzheimer-teleriabilitazione-cognitiva)

 Scritto da [Fatebenefratelli](https://www.fatebenefratelli.it/blog/author/fatebenefratelli) | 21 settembre 2021

Tra speranze e nuove prospettive di cura: la malattia di Alzheimer, tra le più comuni forme di demenza, rappresenta una delle più importanti sfide che il mondo della sanità moderna è chiamato ad affrontare. Ma nuove strade sembrano profilarsi all'orizzonte.

In occasione della Giornata Mondiale dell'Alzheimer, il Dott. Zanetti, specialista in Geriatra e Gerontologia dell’[IRCCS Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia](https://www.fatebenefratelli.it/strutture/irccs-brescia?__hstc=190934709.763fdc2336384d7f23859ce00a0c177f.1568716850227.1600274016992.1600327657203.829&__hssc=190934709.5.1600327657203&__hsfp=1769587513&hsutk=763fdc2336384d7f23859ce00a0c177f&contentType=standard-page&hsLang=it-it), spiega l'inizio di una possibile nuova era nella cura della patologia, dettata dall'approvazione di un farmaco innovativo. Mentre la Dott. Cotelli dell'Unità di Neuropsicologia illustra i vantaggi della teleriabilitazione cognitiva, avviata con successo dal nostro Istituto di ricerca, leader nel trattamento dell'Alzheimer. 

Continua a leggere. 

 

 

## Un nuovo farmaco contro l'Alzheimer: una svolta rivoluzionaria nella cura della malattia

Il 7 giugno scorso la FDA – [*Food and Drugs Administration*](https://www.fda.gov/), ente nazionale statunitense regolatorio per la convalida dei farmaci e la loro messa in commercio – ha approvato un **nuovo farmaco per il trattamento della malattia di Alzheimer**: è un **evento di grande significato**, destinato a rivoluzionare la cura dei pazienti.

Questa approvazione avviene dopo circa **20 anni di tentativi**, rivelatisi fallimentari. Il farmaco si chiama **Aducanumab**: è un anticorpo monoclonale in grado di eliminare dal cervello gli **accumuli di proteina beta-amiloide**, ritenuta responsabile della malattia di Alzheimer.

Va detto che l’approvazione da parte della FDA è avvenuta contro il parere di una commissione di esperti. Il motivo della **controversia** risiede nel fatto che gli studi sottoposti alla FDA non dimostrano chiaramente e scientificamente l’**efficacia del nuovo farmaco**: ovvero non è dato per scontato che ci possano essere dei benefici sul versante delle funzioni cognitive e sul versante dell’autonomia.

Ma poiché l’accumulo di beta amiloide è ritenuto centrale nel causare l’Alzheimer, la sola dimostrazione della capacità di **ripulire il cervello dall’amiloide** – secondo la FDA – può verosimilmente avere anche **ricadute positive sulla progressione della malattia**.

## Speranza per i malati di Alzheimer: sfide e dibattiti sul farmaco Aducanumab

Questa decisione ha provocato un **accesissimo dibattito** tra gli esperti con schieramenti contrapposti tra i favorevoli ed i contrari: chi scrive – il Dott. Orazio Zanetti – si colloca nella platea dei favorevoli: si tratta di una **svolta epocale e rivoluzionaria**. Il nuovo farmaco rappresenta una **speranza per i pazienti con disturbi cognitivi lievi** e che conducono vita autonoma: Aducanumab potrebbe infatti **rallentare** in modo significativo la progressione verso la demenza.

I **risultati di uno studio** per verificare la reale efficacia del farmaco, richiesto dalla FDA, sono attesi per il **2030**. Va sottolineato che si tratta di un farmaco destinato alle **fasi molto iniziali della malattia di Alzheimer**. In ogni caso, il nuovo farmaco cambia il **mondo dei servizi sanitari** che si occupano di problemi di memoria, i nostri centri per i disturbi cognitivi e le demenze (CDCD), circa 600 nel nostro paese.

Affrontare la **sfida della** [diagnosi precoce](https://www.fatebenefratelli.it/blog/prevenire-alzheimer-consigli-salute-cervello?hsLang=it-it) con l’uso di biomarcatori: come già avvenuto più di vent’anni fa con i **farmaci** oggi disponibili – **donepezil**,** rivastigmina **e** galantamina** – Aducanumab impone una **nuova riorganizzazione dei servizi sanitari**.

*Abbiamo trovato il **“farmaco magico”**?* Assolutamente no. **Perché la beta amiloide non ne è la sola responsabile**: altri meccanismi solo in parte conosciuti concorrono a provocare la malattia.

Verosimilmente, come per altre patologie, sarà necessario **scoprire nuovi farmaci** da associare all’Aducanumab, capaci di agire su altri meccanismi alla base dell’Alzheimer – quali la **proteina Tau** contenuta nei grovigli neurofibrillari – oppure sui **processi infiammatori** che caratterizzano la progressione della malattia.

 

## Teleriabilitazione cognitiva e telemedicina: la tecnologia in aiuto della persona con difficoltà cognitive

Sviluppo ed utilizzo di **strumenti telematici e digitali** all’interno del sistema sanitario: l’emergenza Covid-19 ha sottolineato la necessità di allinearsi a questa nuova sfida per **la somministrazione di prestazioni da remoto**, così da sfruttare al massimo le potenzialità offerte dalla **telemedicina** e dalla **teleriabilitazione**.

Da alcuni anni l’[IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio](https://www.fatebenefratelli.it/blog/alzheimer-passi-avanti-irccs-fatebenefratelli-brescia?hsLang=it-it) – grazie ad un finanziamento del Ministero della Salute – è impegnato in progetti di ricerca finalizzati allo sviluppo e all’applicazione di **protocolli di teleriabilitazione cognitiva**. Il nostro obiettivo è realizzare una *smart therapy* capace di rispondere alle esigenze dei pazienti con difficoltà cognitiva, affinché possano beneficiare di un **trattamento riabilitativo personalizzato** **al proprio domicilio**.

*Cos’è la **teleriabilitazione**?* Si tratta della **fornitura di cure** **oltre i muri dell’ospedale**, mediante un ombrello di metodiche che forniscono uno standard di cura comparabili al *setting* tradizionale *face-to-face* in clinica. Il ***setting* domiciliare**, garantendo un **maggiore libertà** del paziente nell’organizzare il tempo da dedicare alla seduta riabilitativa, permette di prescrivere** *training* ad alta intensità per periodi prolungati**.

 

## La teleriabilitazione dell'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia: tra percorsi personalizzati e sistemi digitali 

Un altro degli aspetti interessanti della teleriabilitazione è quello di **facilitare la relazione tra clinico e paziente**: arrivando al domicilio, consente all’utente di mantenere il proprio **coinvolgimento nella vita sociale e produttiva** e lo rende protagonista in prima persona del proprio percorso di cura, lasciandogli la decisione di come gestire questa routine riabilitativa.

*Cosa facciamo concretamente?* Consegniamo alle famiglie un **tablet**, che contiene** un piano di esercizi cognitivi **con l’obiettivo di potenziare e mantenere abilità specifiche, come la memoria e l’attenzione e da remoto monitoriamo l’esecuzione dei diversi *training*. I **percorsi riabilitativi** proposti sono personalizzati e i **sistemi digitali** aggiustano le difficoltà e i contenuti delle attività riabilitative in funzione della abilità e dei progressi del singolo paziente.

*Perché è importante mantenere la **mente attiva**?* Perché una rete neuronale risponde meglio al danno cerebrale e all’invecchiamento quanto più questa è **connessa** e l’esercizio cognitivo garantisce la **promozione** e il **manteniment**o di questa **forma di plasticità**.

È stato condotto uno studio che ha valutato l'**efficacia di intervento innovativo di riabilitazione cognitiva e teleriabilitazione**, dedicato al potenziamento delle abilità cognitive in soggetti MCI (decadimento cognitivo lieve): i risultati descrivono un **miglioramento **delle abilità di** memoria a lungo termine**, **linguaggio**, **attenzione** e **delle abilità visuo-costruttive** nei soggetti, che hanno ricevuto in istituto il trattamento di riabilitazione cognitiva mediante VRRS (*virtual reality rehabilitation system*) rispetto ai soggetti che sono stati assegnati al gruppo trattamento standard.

 

Se desideri conoscere più nel dettaglio la nostra attività di Ricerca sull'Alzheimer ed altre malattie psichiatriche, **clicca il pulsante in basso!

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