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title: "Un balzo nella diagnosi di Alzheimer: «Ecco cosa cambia per noi medici»"
description: L'IRCCS San Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia annuncia un'importante novità nel campo della diagnosi dei disturbi cognitivi, tra cui l'Alzheimer.
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# [Un balzo nella diagnosi di Alzheimer: «Ecco cosa cambia per noi medici»](https://www.fatebenefratelli.it/blog/un-balzo-nella-diagnosi-di-alzheimer-ecco-cosa-cambia-per-noi-medici)

 Scritto da [Fatebenefratelli](https://www.fatebenefratelli.it/blog/author/fatebenefratelli) | 26 marzo 2024

Nei giorni scorsi, [The Lancet Neurology](https://www.thelancet.com/journals/laneur/home) ha presentato le nuove linee guida nella diagnosi dei disturbi cognitivi, tra cui l'Alzheimer. 

Continua a leggere per saperne di più.

*"Sono le prime raccomandazioni che utilizzano anche i biomarcatori e sono state realizzate dagli esperti delle maggiori Società Scientifiche in Europa, coordinate dall’[Università di Genova - Irccs Ospedale Policlinico San Martino](https://www.ospedalesanmartino.it/it/), dall’[Università di Ginevra](https://www.unige.ch/) e dall’[Irccs Centro San Giovanni di Dio Fatebenefratelli](https://www.fatebenefratelli.it/strutture/irccs-brescia?hsLang=it-it) di Brescia." *spiega la dott.ssa Cristina Festari, Psycologist Researcher.

*"Consentiranno di dare un nome ai primi segni di deterioramento cognitivo causati da Alzheimer o da un’altra forma di demenza e sono state sviluppate utilizzando la procedura Delphi, coordinata proprio dal nostro Irccs Fatebenefratelli."* continua la dott.ssa Festari.

 

## Perché sono importanti per il sistema sanitario nazionale?

*"Perché razionalizzano e ottimizzano i percorsi diagnostici: in breve, si faranno meno esami e si andrà più a colpo sicuro nell'individuare la causa di certi sintomi"* spiega la geriatra dell’Irccs Fatebenefratelli Cristina Geroldi.

*"Finora, si procedeva in modo più incerto, anche se alcune Regioni si sono poste il problema, hanno investito e hanno anticipato le linee guida: è il caso del Percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) della Lombardia"* continua la dott.ssa Geroldi.

*"Tuttavia, le raccomandazioni devono diventare protocolli e in tal senso serviva una omogeneizzazione a livello europeo, visto che oggi si applicano gli stessi protocolli solo in ambiti territoriali ristretti. Ad esempio, i nostri sono uguali a quelli delle altre istituzioni sanitarie bresciane che si occupano di Alzheimer, ma se soltanto ci spostiamo di provincia qualcosa cambia" *conclude la dott.ssa Geroldi. 

## Cosa cambia per un medico che deve fare una diagnosi?

"I*potizziamo che si presenti una persona affetta da [afasia](https://www.fatebenefratelli.it/blog/afasia-primaria-progressiva-cotelli?hsLang=it-it). Prima si partiva con una risonanza, o una tac, e dei test, e ancora oggi si partirà così, per capire innanzi tutto se abbia problemi vascolari" *risponde ancora la dott.ssa Geroldi.

*"Poi però non si procederà random: per distinguere una afasia progressiva frontotemporale da un principio di [Alzheimer ](https://www.fatebenefratelli.it/blog/morbo-di-alzheimer?hsLang=it-it)procederemo a una FDG-PET nel primo caso oppure a una PET con tracciante amiloide o ai marker biologici del liquor nel secondo: ciò permette avere una diagnosi in tempi più rapidi e, sulla base degli studi che hanno condotto a queste linee guida, anche certi" *sottolinea la dottoressa. 

 

## Quali esami si usano?

*"Per la prima volta, le raccomandazioni - facilmente implementabili in ogni centro specializzato (CDCD) - non sono centrate sulla malattia, ma sul paziente e i suoi sintomi" *spiega la dott.ssa Geroldi.

*"A partire da 11 diverse modalità con cui si presenta un deterioramento cognitivo, in 4 passi successivi e con test differenti a seconda del profilo del singolo paziente, si potrà individuare la patologia responsabile in tempi più rapidi e con minori sprechi di risorse" *continua la dottoressa.

*"Si utilizzeranno oltre ad analisi del sangue, test cognitivi, risonanza magnetica o TAC e in alcuni casi elettroencefalogramma, ma anche l’analisi di specifici marcatori nel liquido cerebrospinale, PET o SPECT di differenti tipologie, scintigrafie... Quando sarà possibile associare l’utilizzo di biomarcatori rilevabili nel sangue, l’iter potrà ridurre fino al 70% gli esami strumentali inutili" *conclude la geriatra Geroldi.

 

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