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5x1000: quando una firma si fa cura

Scritto da Fatebenefratelli | 26 maggio 2026

Ci sono gesti semplici che hanno un valore molto più grande di quanto immaginiamo. Destinare il 5x1000 all’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli della Provincia Lombardo Veneta è uno di questi: basta firmare nella casella "Finanziamento alla ricerca sanitaria" e inserire il codice fiscale 01647730157 nella propria dichiarazione dei redditi per donare cure e assistenza alle persone malate e alle loro famiglie, sostenendo al contempo lo sviluppo della ricerca clinica più innovativa.

Una scelta che non costa nulla ma significa tanto

Il 5x1000 è una quota dell’IRPEF che viene comunque versata: destinarla non significa fare una donazione aggiuntiva, ma scegliere a chi affidare una parte delle proprie tasse. Un gesto semplice, che si traduce in aiuto concreto.

Dalla salute mentale alla qualità della vita delle persone malate

Il valore del 5x1000 si comprende davvero quando si guarda ai progetti che rende possibili. Interventi che nascono nei contesti di cura e che hanno un obiettivo preciso: migliorare la vita delle persone malate.

La salute mentale è uno degli ambiti in cui l’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli della Provincia Lombardo Veneta è oggi un punto di riferimento.

Tra le attività di ricerca rese possibili dal 5x1000 in questo settore, in particolare, rientra uno studio clinico sulla depressione, disturbo clinico molto diffuso e con un’incidenza in crescita. I ricercatori stanno studiando l’efficacia di interventi integrati che affiancano alle terapie farmacologiche percorsi strutturati di attività fisica e programmi dedicati all’alimentazione. L’obiettivo non è solo ridurre i sintomi, ma intervenire su più dimensioni - emotiva, cognitiva e biologica - per favorire un miglioramento stabile e sostenibile nella quotidianità.

Un altro filone importante riguarda i disturbi della personalità in età giovanile, situazioni complesse in cui le difficoltà emotive e relazionali coinvolgono l’intero nucleo familiare. Per questo, i progetti attivi introducono percorsi articolati che affiancano al lavoro terapeutico con i pazienti interventi specifici per i familiari, offrendo strumenti pratici per comprendere il disturbo, migliorare la comunicazione e ridurre il carico emotivo. È un approccio che rafforza il percorso di cura nel suo insieme e lo rende più continuo nel tempo.

Sempre in relazione ai pazienti più giovani con questa tipologia di disturbo, la ricerca sta approfondendo anche il ruolo dell’attività fisica come supporto terapeutico, studiandone l’impatto non solo sull’umore, ma anche sulla regolazione delle emozioni, sul sonno e sulla salute generale. Si tratta di interventi che puntano a essere concreti e accessibili, in grado di accompagnare la persona anche al di fuori dei contesti clinici.

Accanto a questi progetti, un’attenzione particolare è dedicata alle persone che vivono percorsi di cura più lunghi, soprattutto nelle strutture residenziali. Qui la ricerca si concentra sulle esperienze quotidiane: le relazioni, le attività, il modo in cui la giornata viene vissuta. Attraverso strumenti innovativi, questi aspetti vengono osservati e analizzati per comprendere come possano contribuire a sostenere il benessere dei pazienti, favorire la loro massima autonomia e migliorare la qualità della loro vita durante il percorso di cura.

Tanti progetti diversi, ma uniti da una stessa direzione: trovare soluzioni che non si fermino alla gestione della malattia, ma che aiutino le persone e le loro famiglie a stare meglio in modo concreto, sostenibile e continuativo.