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Al via la seconda edizione della Scuola di Alta Formazione per l’Assistente Spirituale nei contesti di cura

Scritto da Fatebenefratelli | 24 marzo 2026

Quando una persona affronta la malattia, il bisogno di cura non riguarda soltanto il corpo. La letteratura internazionale ricorda che la dimensione spirituale è una delle più trascurate: secondo la Federazione Cure Palliative FCP e la Società Italiana di Cure Palliative SICP, in Italia il 70% dei malati afferma di avere bisogni spirituali insoddisfatti. È in questo contesto che è iniziata la seconda edizione della Scuola di Alta Formazione per l’Assistente Spirituale nei contesti di cura, progetto di particolare rilievo nel panorama italiano, nato per promuovere un’assistenza sanitaria che integri le dimensioni fisiche, psicologiche e spirituali del paziente. La Scuola nasce dalla collaborazione tra l’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli - Provincia Lombardo Veneta, la Fondazione Teresa Camplani, le Suore Ancelle della Carità e la Fondazione TuttoèVita di Prato. L'intento è, da una parte, sensibilizzare gli operatori sanitari all’attenzione ai bisogni spirituali e religiosi e, dall’altra, formare gli assistenti spirituali all’accompagnamento, per offrire ai pazienti la possibilità di un sostegno e conforto spirituale a prescindere dal credo religioso. La scuola è affiliata al Master TuttoèVita della Scuola di Alta Formazione in accompagnamento spirituale nella malattia e nel morire ed ha il patrocinio di A.I.Pa.S - Associazione Italiana Pastorale della Salute.

Il percorso è pensato per professionisti della salute, operatori sociosanitari, religiosi, volontari e persone impegnate nella relazione di aiuto nell’ambito della fragilità umana. L’obiettivo è formare figure capaci di cogliere i bisogni profondi dei pazienti e accompagnarli nella fragilità, qualunque sia il loro credo o la loro storia.

La Scuola propone un approccio interdisciplinare e ricco che unisce lezioni teoriche, laboratori esperienziali, tirocinio e studio personale con contenuti che spaziano dall’antropologia della spiritualità al dialogo interreligioso, dalla consapevolezza della finitudine alla comunicazione empatica, dall’accompagnamento nel fine vita alla valutazione e diagnosi del distress spirituale. La formazione si svolge da marzo a novembre presso la Casa di Cura Domus Salutis di Brescia e si conclude con un diploma di Assistente Spirituale nei contesti di cura.

La seconda edizione ha preso il via il 13 marzo e si è respirata una forte sintonia tra docenti, enti promotori e partecipanti. Fra Massimo Villa, Primo Consigliere Provinciale ed Economo dei Fatebenefratelli, ha aperto i lavori con un’immagine semplice ma potente, che ha subito toccato l’esperienza di chi si accinge a intraprendere questo percorso: “Siamo un piccolo lievito da buttare nella pasta di questo mondo della salute. Questa formazione è preziosa: trasforma la vita di chi la vive e poi la vita degli altri”.

Madre Maria Oliva Bufano, Superiora generale delle Suore Ancelle della Carità, ha ricordato la radice del progetto: “Curare una persona significa prendersi in carico il corpo, lo spirito e l’anima. Abbiamo bisogno di persone coraggiose che sappiano stare accanto ai malati perché possano vivere, e non subire, il tratto di strada che stanno attraversando”.

Un orizzonte più ampio è stato indicato da padre Guidalberto Bormolini, presidente della Fondazione TuttoèVita, che ha sottolineato quanto il contesto della cura oggi sia profondamente trasformato. “Chi accompagna il malato deve confrontarsi con una società multi‑etnica e multi‑religiosa. È fondamentale conoscere le differenti visioni della sofferenza e della morte per offrire un accompagnamento di qualità”. Da qui ha tenuto a sottolineare l’importanza della neonata Associazione Nazionale degli Assistenti Spirituali nella Cura, sostenuta in primis dalla Federazione Cure Palliative e dalla Società Italiana di Cure Palliative, creata per dare rappresentanza e riconoscimento a questa figura professionale in Italia: “Un passo necessario per promuovere il suo ruolo nei percorsi assistenziali e favorire una collaborazione più strutturata con le équipe di cura”.

Il clima della Scuola è fatto anche di un cammino condiviso e di relazione. Don Mauro Rocco, presbitero, assistente spirituale e membro del Coordinamento Didattico, ha ricordato l’importanza della dimensione personale della formazione: “Quando uno cura la propria vita spirituale, contagia. L’invito è ascoltare il bisogno che vi ha portati qui: sarà questo a guidare il cammino”. Un richiamo alla disponibilità a lasciarsi trasformare, passo dopo passo.

Infine, Laura Zorzella, responsabile del Centro Pastorale Provinciale dei Fatebenefratelli e coordinatore didattico e scientifico della Scuola, unitamente a suor Brunella Bonfadini, religiosa delle Suore Ancelle della Carità, assistente spirituale e membro del Coordinamento Didattico, ha messo in luce il senso profondo della collaborazione che sostiene il percorso: “La collaborazione tra enti non è un semplice valore aggiunto: è una necessità. La visione integrale della persona, la sensibilità ai bisogni spirituali e religiosi e l’importanza di prendersene cura in modo adeguato sono aspetti che ci accomunano e che ci hanno spinto a dare vita insieme a questa Scuola”.

In un tempo che spesso accelera, semplifica o frammenta, la seconda edizione della Scuola di Alta Formazione per l’Assistente Spirituale nei Contesti di Cura richiama, invece, alla necessità di una cura che ascolta, accompagna e dona senso.