Nel nuovo capitolo dell’intervista dedicata ai trent’anni di UTA Aps, Fra Luca racconta come un’esperienza nata nella neonatologia dell’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta stia oggi prendendo forma anche ad Afagnan, in Togo.
Non si tratta semplicemente di replicare una struttura.
L’obiettivo è trasferire un metodo di lavoro che ha dimostrato di poter migliorare concretamente la qualità dell’assistenza ai neonati più fragili.
A Tanguiéta il percorso è iniziato con la realizzazione degli spazi dedicati alla neonatologia, resa possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Chiesi e della benefattrice Maria Teresa Bordignon.
Successivamente sono stati sviluppati la terapia intensiva neonatale e la marsupioterapia, una pratica che permette ai neonati prematuri di beneficiare del contatto pelle a pelle con la madre.
La marsupioterapia non sostituisce le incubatrici.
Le affianca.
In contesti dove le culle termostatiche non sono sufficienti per tutti, rappresenta una risposta efficace e sostenibile che consente di garantire cure anche ai bambini più vulnerabili.
L’esperienza maturata a Tanguiéta ha portato Angela Sosa Gonzalez a proporre la realizzazione dello stesso modello anche nell’Ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan.
Per questo è stato necessario progettare e costruire un nuovo edificio dedicato alla neonatologia.
Oggi i lavori sono ormai prossimi alla conclusione.
Ma un edificio, da solo, non basta.
La fase successiva è quella più delicata: rendere il reparto realmente operativo.
Tra gli interventi principali c’è l’impianto centralizzato dell’ossigeno, fondamentale per assistere i neonati che necessitano di supporto respiratorio.
Si tratta di uno degli investimenti più importanti dell’intero progetto.
Accanto a questo, UTA APS sta lavorando anche per dotare l’ospedale di un’apparecchiatura che permetta di riempire bombole portatili con l’ossigeno prodotto all’interno della struttura.
Oggi molte famiglie sono costrette ad acquistarle all’esterno, sostenendo costi spesso difficili da affrontare.
Con questo sistema, l’ospedale potrà fornire ossigeno gratuitamente o a costi molto contenuti, rendendo il servizio accessibile a un numero maggiore di persone.
La cooperazione sanitaria non termina quando un edificio viene inaugurato.
Continua nell’allestimento dei reparti, nella formazione del personale, nella manutenzione degli impianti e nella possibilità di garantire cure ogni giorno.
È questo il significato del progetto che UTA APS sta sostenendo ad Afagnan.
Non realizzare semplicemente una nuova struttura, ma creare le condizioni perché la qualità delle cure possa crescere nel tempo, come è già accaduto a Tanguiéta.
Perché una neonatologia non è fatta soltanto di muri.
È fatta di persone, competenze, strumenti e relazioni che permettono alla cura di continuare.