Ci sono progetti che non si vedono.
Non hanno un’insegna, non sono immediatamente riconoscibili, eppure cambiano la vita di intere comunità.
Il pozzo di Afagnan è uno di questi.
Foto di Matteo Biatta dal suo recente viaggio ad Afagnan
Nel 2001 l’U.T.A. Onlus ha sostenuto il progetto del geologo Angelo Bernardi, che ha portato alla realizzazione di una perforazione profonda 400 metri nel terreno dell’ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan, in Togo.
L’intervento è stato progettato con un accorgimento tecnico fondamentale: impermeabilizzare le falde superficiali, naturalmente salate, per raggiungere una falda più profonda e ottenere acqua dolce utilizzabile in modo stabile.
Quando nell’autunno del 2001 l’acqua ha finalmente iniziato a sgorgare, il risultato è stato molto più di un’infrastruttura tecnica.
Quel pozzo ha garantito acqua potabile all’ospedale, permettendo di sostenere nel tempo le attività sanitarie e le esigenze quotidiane della struttura. Ma non solo.
Grazie a quella risorsa stabile, anche i villaggi vicini di Afagnan-ga e Afagnan-bletta hanno potuto crescere e svilupparsi attorno all’ospedale, che rappresenta da anni un punto di riferimento sanitario per l’intera area.
In contesti come questo, costruire un ospedale è già un’impresa complessa.
Mantenerlo funzionante nel tempo è una sfida ancora più grande.
Servono energia, acqua, personale, strutture e risorse continue.
È proprio su questo fronte che l’U.T.A. Onlus lavora da trent’anni: creare le condizioni perché gli ospedali possano continuare a curare, giorno dopo giorno.
Nel corso degli anni, accanto al pozzo di Afagnan, l’associazione ha sostenuto numerosi altri interventi: la ristrutturazione di reparti ospedalieri, la costruzione di alloggi per i medici, il sostegno alla formazione e alle borse di studio, fino alla realizzazione di nuove strutture sanitarie e scolastiche.
Progetti diversi, ma con un obiettivo comune: rafforzare nel tempo la capacità di cura delle comunità locali.
Il pozzo di Afagnan è uno di quei progetti che non fanno rumore, ma che ogni giorno rendono possibile qualcosa di fondamentale: l’acqua che scorre nei reparti, nelle case e nella vita delle persone.
Un’infrastruttura che, col tempo, è diventata vita quotidiana.
Da oltre trent’anni UTA sostiene gli ospedali di Tanguiéta e Afagnan e le comunità che vi gravitano intorno.
Puoi contribuire anche tu a rendere possibili questi progetti e a continuare questa storia di cura.
Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.