Tempo per arrivare in radiologia.
Tempo per trasferire un paziente in sicurezza.
Tempo per permettere a un bambino di continuare a respirare durante un’emergenza.
All’Hôpital Saint Jean de Dieu Afagnan, in Togo, l’ossigenoterapia rappresenta una terapia salvavita per molti pazienti, bambini e adulti.
L’ospedale dispone già di una centrale fissa di ossigeno che alimenta i letti dei reparti. Ma oggi esiste una criticità concreta che limita la continuità delle cure: l’impossibilità di riempire autonomamente le bombole mobili utilizzate per:
Attualmente le bombole devono essere acquistate già riempite e trasportate dall’esterno, con costi elevati, tempi lunghi e il rischio di interruzioni imprevedibili delle scorte.
Per questo l’ospedale ha avviato un nuovo progetto: acquistare una macchina per il riempimento autonomo delle bombole di ossigeno direttamente all’interno della struttura.
Un progetto seguito anche sul posto da Angela Sosa Gonzalez, infermiera neonatale impegnata da anni negli ospedali dei Fatebenefratelli tra Benin e Togo, dove accompagna percorsi di rafforzamento delle cure neonatali e della terapia intensiva pediatrica.
Angela racconta un dato che aiuta a comprendere quanto l’accesso all’ossigeno possa diventare fragile:
in una struttura pubblica un’ora di ossigenoterapia può costare circa 8 euro, mentre nel privato può arrivare a 10 euro.
Per molte famiglie, significa trovarsi davanti a una cura necessaria ma economicamente difficile da sostenere.
Da oltre 60 anni, invece, l’ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan continua a garantire ossigeno gratuito ai pazienti, nonostante i costi crescenti della sanità. Una scelta che riguarda non solo l’assistenza, ma l’idea stessa di diritto alla cura.
Aumentare il numero di bombole disponibili e garantire continuità e sicurezza durante gli spostamenti dei pazienti all’interno dell’ospedale e nelle emergenze.
I benefici saranno immediati per:
La nuova macchina permetterà infatti di:
Il costo complessivo del progetto è oggi stimato in circa 20.000 euro.
Secondo le stime dell’ospedale, questo investimento permetterà di ridurre significativamente i costi futuri e di rafforzare nel tempo la sostenibilità del sistema sanitario locale.
Non interventi isolati.
Non emergenze raccontate per qualche giorno.
Ma infrastrutture sanitarie che permettono a medici, infermieri e operatori di continuare a curare ogni giorno, in condizioni migliori e con maggiore autonomia.
Perché curare non significa solo intervenire.
Significa mettere una struttura nelle condizioni di continuare a farlo, ogni giorno.
Oggi puoi contribuire concretamente alla realizzazione di questo progetto.
Una donazione può aiutare l’ospedale di Afagnan a garantire ossigeno disponibile, continuo e accessibile per bambini, adulti e pazienti in emergenza.
Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.