Nel capitolo 8 della video-intervista a Fra Fiorenzo Priuli, si entra in uno dei passaggi più delicati e dolorosi della storia recente dell’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta: il periodo della pandemia da Covid-19.
Non è un racconto fatto di numeri o statistiche, ma di scelte, paure, silenzi e responsabilità. Ed è proprio da qui che emerge una verità forte, quasi spiazzante: a Tanguiéta, in molti casi, la paura di andare in ospedale ha causato più vittime del virus stesso.
Durante la pandemia, l’ospedale di Tanguiéta non ha mai chiuso le sue porte.
Pur con mezzi limitati, personale ridotto e informazioni frammentarie su una malattia nuova e poco conosciuta, la struttura ha continuato a garantire cure, emergenze, parti, interventi chirurgici salvavita.
Eppure, come racconta Fra Fiorenzo, qualcosa è cambiato profondamente nel rapporto con la popolazione: molte persone hanno smesso di venire in ospedale.
Non per mancanza di bisogno, ma per paura.
Il timore del contagio, amplificato da voci incontrollate e dall’assenza di informazioni affidabili nei villaggi più remoti, ha spinto molti malati a restare a casa.
Patologie curabili, parti complicati, infezioni trattabili sono diventate improvvisamente fatali, semplicemente perché l’aiuto è arrivato troppo tardi.
Fra Fiorenzo lo racconta con lucidità e dolore:
la pandemia non ha colpito solo con il virus, ma con l’isolamento, il sospetto e la sfiducia.
In un contesto come quello del nord del Benin, dove l’ospedale è spesso l’ultima speranza, rinunciare alle cure ha avuto conseguenze devastanti.
Questo ottavo capitolo non parla solo di Tanguiéta.
Parla di quanto la paura possa essere pericolosa quanto una malattia, ovunque nel mondo.
E di quanto siano preziosi i luoghi – e le persone – che continuano a esserci, anche nei momenti più difficili.
Guardare questa video-intervista significa ascoltare una testimonianza autentica, che ci ricorda perché sostenere l’ospedale di Tanguiéta non è solo un gesto di solidarietà, ma un investimento concreto nella vita, nella fiducia e nella dignità delle persone.