Il 28 agosto la Chiesa celebra la memoria di Sant’Agostino, vescovo di Ippona e dottore della Chiesa. Per i Fatebenefratelli questa ricorrenza riveste un significato particolare: dal 1572 l’Ordine segue infatti la Regola di Sant’Agostino, scelta come riferimento per la vita religiosa e comunitaria.
Pur riconoscendo in San Giovanni di Dio il fondatore e il principale punto di riferimento dell'Ordine, i Fatebenefratelli hanno trovato in Sant'Agostino un altro modello essenziale e concreto per la vita religiosa e comunitaria.
Il vescovo di Ippona, infatti, proponeva una forma di vita ispirata alla prima comunità cristiana di Gerusalemme, fondata sulla condivisione, sulla fraternità e sulla ricerca del bene comune. Un ideale sintetizzato in una delle espressioni più note della sua Regola: “Dovete tutti vivere insieme, come un’anima sola e un cuor solo, e onorare Dio gli uni negli altri”.
Secondo Agostino l’amore verso Dio non può essere separato dall’amore verso il prossimo. Non a caso nella Regola riecheggiano le parole della Prima Lettera di San Giovanni Evangelista: «Chiunque non ama suo fratello che vede, non può amare Dio che non vede» (1 Gv 4,20). Un insegnamento che trova piena espressione nella testimonianza di San Giovanni di Dio, che fece dell’accoglienza e della cura delle persone malate e bisognose il centro della propria vita.
L’umiltà, che Sant’Agostino indica come una virtù fondamentale della vita cristiana, è un altro elemento che accomuna il suo messaggio al carisma dell’Ordine. È lo stesso spirito che anima ancora oggi l’opera dei Fatebenefratelli, chiamati a esprimere la carità cristiana attraverso un “servizio umile, paziente e responsabile”, nel “rispetto e fedeltà alla persona; comprensione, benevolenza e abnegazione” e nella “partecipazione alle angosce e alle speranze” di chi soffre (Cost. 3,15)
Sant’Agostino visse in un’epoca segnata da profonde trasformazioni e assistette anche al sacco di Roma del 410 da parte dell’orda barbarica guidata da Alarico. In un tempo attraversato da conflitti e sofferenze, continuò a richiamare l’importanza della fraternità, della pace e della responsabilità verso gli altri. Un invito di stretta attualità che mantiene tutta la sua forza anche oggi.
Nel giorno della sua festa, ricordare Sant’Agostino significa quindi riscoprire una delle radici spirituali dell’Ordine e il significato più profondo dell’ospitalità: riconoscere nell’altro una persona da accogliere, rispettare e accompagnare, facendo della cura una concreta espressione di fraternità.