Ogni storia ha un punto di partenza.
Quella di UTA non nasce da un progetto, ma da un incontro.
Nel primo capitolo dell’intervista a Fra Luca Beato, tra i fondatori dell’associazione, emerge con chiarezza l’inizio di questo percorso: l’incontro con Fra Fiorenzo e i primi viaggi nelle missioni africane.
Nel primo capitolo dell’intervista a Fra Luca Beato, tra i fondatori dell’associazione, emerge con chiarezza l’inizio di questo percorso: l’incontro con Fra Fiorenzo e i primi viaggi nelle missioni africane.
Non si tratta ancora di un’organizzazione strutturata.
Si tratta di osservare, ascoltare, capire.
Gli ospedali di Tanguiéta e Afagnan, gestiti dai Fatebenefratelli, si trovano ad affrontare bisogni sanitari complessi, spesso legati a patologie che richiedono cure lunghe e continuative, come la poliomielite.
È proprio da questa esperienza diretta che prende forma una domanda che accompagnerà tutto il lavoro di UTA: come garantire un aiuto che non sia occasionale, ma continuo?
Non una risposta immediata, ma una direzione.
Nel 1996 nasce così UTA – Uniti per Tanguiéta e Afagnan.
Un’associazione che fin dall’inizio si pone un obiettivo preciso: sostenere nel tempo il lavoro degli ospedali, affiancando strutture, competenze e persone.
Questo primo capitolo non racconta ancora i progetti.
Racconta il contesto in cui quei progetti sono diventati necessari.
Perché prima delle opere, ci sono sempre le relazioni.
Da oltre trent’anni UTA sostiene gli ospedali di Tanguiéta e Afagnan e le comunità che vi gravitano intorno.
Puoi contribuire anche tu a rendere possibili questi progetti e a continuare questa storia di cura.
Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.