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Le origini di UTA. Quando una relazione diventa un percorso

26 novembre 2025

Ogni storia ha un punto di partenza.
Quella di UTA non nasce da un progetto, ma da un incontro.

Nel primo capitolo dell’intervista a Fra Luca Beato, tra i fondatori dell’associazione, emerge con chiarezza l’inizio di questo percorso: l’incontro con Fra Fiorenzo e i primi viaggi nelle missioni africane.

Guarda il primo capitolo della storia di UTA

 

Nel primo capitolo dell’intervista a Fra Luca Beato, tra i fondatori dell’associazione, emerge con chiarezza l’inizio di questo percorso: l’incontro con Fra Fiorenzo e i primi viaggi nelle missioni africane.

Non si tratta ancora di un’organizzazione strutturata.
Si tratta di osservare, ascoltare, capire.

Gli ospedali di Tanguiéta e Afagnan, gestiti dai Fatebenefratelli, si trovano ad affrontare bisogni sanitari complessi, spesso legati a patologie che richiedono cure lunghe e continuative, come la poliomielite.

È proprio da questa esperienza diretta che prende forma una domanda che accompagnerà tutto il lavoro di UTA: come garantire un aiuto che non sia occasionale, ma continuo?

Non una risposta immediata, ma una direzione.

Nel 1996 nasce così UTA – Uniti per Tanguiéta e Afagnan.
Un’associazione che fin dall’inizio si pone un obiettivo preciso: sostenere nel tempo il lavoro degli ospedali, affiancando strutture, competenze e persone.

Questo primo capitolo non racconta ancora i progetti.
Racconta il contesto in cui quei progetti sono diventati necessari.

Perché prima delle opere, ci sono sempre le relazioni.

 

Un'altro passo avanti

Da oltre trent’anni UTA sostiene gli ospedali di Tanguiéta e Afagnan e le comunità che vi gravitano intorno.

Puoi contribuire anche tu a rendere possibili questi progetti e a continuare questa storia di cura.

 


 

Dai una mano anche tu

Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.

Anche una  piccola cifra può fare la differenza.

 

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Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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