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laboratorio di arteterapia "la bottega dell'arte"

Quando l’inclusione diventa cura: il contributo dei Fatebenefratelli al Congresso Europeo sull’Inclusione Sociale di Marsiglia

Oltre 220 partecipanti provenienti da 12 Paesi europei si sono riuniti il 30 settembre e il 1° ottobre a Marsiglia, accolti dalla Fondation Saint Jean de Dieu e dalla Provincia francese dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio, per il Congresso Europeo sull’Inclusione Sociale. L’appuntamento, organizzato da Hospitality Europe - associazione nata dalla collaborazione tra l’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio e la Congregazione delle Suore Ospedaliere del Sacro Cuore di Gesù - e dal Gruppo di Lavoro europeo sull’Inclusione Sociale, ha visto confrontarsi professionisti, beneficiari e religiosi sull’inclusione sociale e l’autodeterminazione delle persone più vulnerabili.

L’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli - Provincia Lombardo Veneta, in particolare, ha portato al Congresso il racconto di due progetti dedicati all’arte e alla creatività come mezzo per superare gli stereotipi associati alla malattia. Entrambi nascono dalla stessa convinzione: la cura non si esaurisce negli interventi clinici, ma riguarda anche la possibilità per ogni persona di esprimere le proprie capacità e trovare uno spazio attivo nella comunità. 

 

La Bottega dell’Arte: quando la riabilitazione incontra la città

La prima testimonianza è arrivata dall’IRCCS - Centro S. Giovanni di Dio Fatebenefratelli di Brescia: Elena Bertocchi, coordinatrice del Servizio Riabilitativo - Area Psichiatria della struttura, ha presentato la Bottega dell’Arte, laboratorio creativo che da oltre trent’anni si inserisce nella riflessione dell’Istituto sui temi della riabilitazione psicosociale e dell’inclusione.

Alla base del progetto vi è l’idea di uno “spazio riabilitativo diffuso”, capace di superare i confini dell’istituzione sanitaria per intrecciarsi con la vita della città. Attraverso attività artistiche, le persone coinvolte hanno l’opportunità di partecipare a esposizioni pubbliche, collaborare con associazioni, scuole e artigiani del territorio, realizzare installazioni e opere permanenti collocate in diversi spazi della città di Brescia. L’obiettivo non è semplicemente produrre un’opera, ma favorire il superamento del pregiudizio, permettendo alle persone di essere viste non come “malati” ma come cittadini attivi. L’inclusione sociale viene vissuta attraverso esperienze reali, che richiedono responsabilità, capacità relazionali e confronto con il mondo esterno: l’uscita dall’istituzione rappresenta quindi una parte integrante del processo di cura. 

 

"Sostare in Comunità": la fotografia come strumento di partecipazione

"Sostare in Comunità" è invece il progetto realizzato presso il Presidio Ospedaliero Riabilitativo Beata Vergine della Consolata dei Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese (TO), raccontato al Congresso da Paola Vizzuso, responsabile dei progetti riabilitativi - U.O. Riabilitazione Alcool Farmaco del Presidio, e dalla psicologa e psicoterapeuta Elisa Castagno.

Il progetto utilizza la metodologia del Photovoice, una forma di ricerca-azione partecipativa che impiega la fotografia come strumento di riflessione, consapevolezza ed espressione. I partecipanti sono stati coinvolti nella realizzazione di immagini dedicate ai luoghi, alle attività, alle passioni e ai valori che caratterizzano la loro esperienza comunitaria, attribuendo a ogni fotografia un significato condiviso. L’intero percorso creativo, dalla produzione delle immagini alla realizzazione delle musiche, è stato sviluppato direttamente dalle persone coinvolte nel progetto. 

Le fotografie e il video finale sono stati presentati in occasione di “Fili Sottili”, il primo Festival dell’Inclusione Sociale organizzato a Ciriè (Torino) dall’ASL di riferimento, enti del Terzo Settore e associazioni locali, offrendo alla comunità l’opportunità di confrontarsi con una narrazione della salute mentale costruita attraverso il linguaggio dell’arte. 

L’esperienza ha mostrato come la fotografia possa diventare uno strumento capace di superare le barriere e favorire un ruolo più attivo delle persone coinvolte nei percorsi di cura. 

 

L’inclusione è parte della cura

I progetti presentati dalla Provincia Lombardo-Veneta dei Fatebenefratelli mostrano come la salute mentale possa essere sostenuta anche attraverso occasioni concrete di partecipazione e cittadinanza attiva. 

È un approccio pienamente in sintonia con gli obiettivi del Congresso Europeo sull’Inclusione Sociale, che ha posto al centro il diritto delle persone più vulnerabili a essere protagoniste delle proprie scelte e della propria vita. In questo quadro, le esperienze italiane hanno portato a Marsiglia una testimonianza concreta di come l’ospitalità, l’inclusione sociale e la cura possano procedere insieme, trasformando i luoghi della riabilitazione in spazi aperti alla comunità e alle relazioni.