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Afagnan: la nuova neonatologia entra nella fase finale dei lavori

3 marzo 2026

All’ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan, in Togo, il progetto di ampliamento della neonatologia continua ad avanzare.
I lavori, sostenuti da UTA APS insieme ai Fatebenefratelli, hanno ormai superato la fase strutturale principale e stanno entrando nelle finiture tecniche e negli allestimenti che renderanno operativo il nuovo reparto.

 

L’obiettivo del progetto è chiaro: aumentare la capacità di accoglienza e migliorare la qualità delle cure per i neonati prematuri o in condizioni critiche, in una regione dove il numero di parti complessi e trasferimenti ospedalieri è in crescita.

Questo intervento nasce all’interno di un percorso più ampio che UTA porta avanti da anni insieme agli ospedali di Tanguiéta e Afagnan: costruire strutture sanitarie solide, formare personale locale e creare condizioni di cura sempre più sicure e accessibili.

 

Un cantiere ormai vicino al completamento

Secondo il rapporto tecnico aggiornato ad aprile 2026, il grosso delle opere edilizie è praticamente concluso.

L’azienda WARA INVEST ha completato il 99% delle opere strutturali: fondazioni, muri, pilastri, solai e coperture risultano ultimati, mentre restano in corso alcune finiture come serramenti, impermeabilizzazioni e rampe di accesso.

Anche il blocco dei servizi igienici procede regolarmente, con la maggior parte delle opere quasi completato.

parallelamente, la ditta STEPS sta lavorando sugli impianti e sulle finiture interne:

  • impianto elettrico
  • sistema di messa a terra
  • reti idriche
  • posa dei rivestimenti
  • sistemi di drenaggio e scarico
Tra gli ambienti già visibili nelle fotografie di cantiere ci sono l’area di rianimazione neonatale, lo spazio dedicato alla marsupioterapia e i corridoi di collegamento interni.

 

Modifiche per migliorare la qualità degli spazi

Nel corso delle ultime visite operative, alle quali ha partecipato anche Angela Sosa Gonzalez insieme al personale tecnico e sanitario locale, sono state introdotte alcune modifiche progettuali.

Le revisioni riguardano soprattutto:

  • colori degli ambienti,
  • disposizione di pavimenti e rivestimenti,
  • specifiche tecniche delle porte,
  • ottimizzazione funzionale degli spazi

Non si tratta di cambiamenti estetici marginali, ma di scelte pensate per migliorare sicurezza, igiene, durata dei materiali e qualità del lavoro quotidiano del personale sanitario.

Questi aggiornamenti comportano però un adeguamento economico del progetto, con un incremento complessivo stimato in circa 34.500 euro.



Un investimento costruito insieme

Il costo complessivo aggiornato del progetto raggiunge oggi circa 375.000 euro.

Ad oggi sono già stati trasferiti oltre 331.000 euro e restano da raccogliere circa 44.000 euro per completare tutte le attività previste.

Dietro questi numeri ci sono anni di lavoro condiviso tra personale sanitario, tecnici, volontari, comunità locali e sostenitori italiani.

La nuova neonatologia di Afagnan nasce infatti da un percorso iniziato dopo l’esperienza sviluppata a Tanguiéta, dove il lavoro coordinato sulla terapia neonatale e sulla marsupioterapia ha contribuito a ridurre in modo significativo la mortalità infantile.

Il progetto di Afagnan non riguarda soltanto un edificio.
Riguarda la possibilità di curare meglio i primi giorni di vita, formare personale specializzato e creare un reparto capace di accompagnare le famiglie in momenti spesso delicati e complessi.

 

I prossimi passi

Nel mese di maggio sono previsti:

  • completamento delle rampe e dei percorsi sicuri per il trasferimento dei neonati,
  • posa definitiva degli impianti elettrici e idrici,
  • installazione dei sistemi di monitoraggio,
  • completamento dei rivestimenti interni,
  • realizzazione delle aree tecniche esterne.

La direzione dell’ospedale ha espresso riconoscenza verso UTA APS per il sostegno continuo al progetto, definendolo “un investimento fondamentale nella riduzione della mortalità neonatale”.

Ogni avanzamento di questo cantiere è il risultato di una rete che continua a lavorare insieme, tra Italia, Togo e Benin, per rafforzare cure che devono essere presenti ogni giorno, non soltanto nelle emergenze.

 


 

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