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Il cammino vocazionale: tutto ciò che devi sapere

Il cammino vocazionale è un percorso di crescita che parte dal desiderio di ciascuno di noi di trovare uno scopo e dare un significato profondo alla propria vita.

Dal buio del dubbio è possibile trovare una luce, che ci conduce verso nuovi sentieri: attraverso il discernimento, l'ascolto, la riflessione interiore si dà forma alla propria Vocazione, che all'inizio può sembrare solo un bagliore. Questa luce va infatti coltivata con la guida di chi ha già intrapreso questo viaggio ed è disposto a camminare insieme a noi

Tappe, forme di consacrazione, chiamata, guida spirituale: scopri tutto quello che c'è da sapere sul percorso vocazionale. Ecco le sezioni: 

1. Punto di partenza: come trovare il significato della vita

2. Trovare uno scopo, alla ricerca tra dubbio e fede

3. Trovare la propria strada: consigli per scoprire se stessi

4. La Vocazione, la Chiamata di Dio per gli uomini

5. L’accompagnamento: scelta e qualità del padre spirituale

6. Il percorso di discernimento: cos’è, criteri e passi

7. Le figure religiose: differenze tra i cammini spirituali

8. Fatebenefratelli, l’Ordine di San Giovanni di Dio

9. Essere Fatebenefratello e le tappe del percorso

10. La nostra Comunità religiosa: ricchezza del Carisma e tradizione dell'Ordine dei Fatebenefratelli

 

 

Punto di partenza: come trovare il significato della vita

Ognuno di noi è andato incontro ad un momento di smarrimento, confusione, a volte addirittura inquietudine: non c’è uomo o donna che in una particolare stagione della propria vita non si sia sentito incerto sul cammino da intraprendere, sul significato della propria vita, sullo scopo da perseguire.

Quando si è giovani queste domande si presentano con maggiore forza e vigore: si avverte una nostalgia interiore, di una vita che deve trovare ancora un perché e uno scopo. Sono domande comuni alle quali ognuno tenta di dare una risposta, seppure personale e unica, e trovare così la sua strada, il suo percorso da seguire.

Uno degli interrogativi più frequenti è: come si può trovare significato nella propria vita?

La Pastorale Vocazionale della Provincia Lombardo Veneta Fatebenefratelli – in quanto istituzione consacrata alla memoria e al servizio della Chiesa – ha nella sua missione accogliere e guidare chi è alla ricerca di risposte concrete, seppur personali.

L’essere umano non può fare a meno di trovare un senso, una ragione per agire: spesso però le situazioni che viviamo ci appaiono insensate, non ne comprendiamo il significato. Dobbiamo ricordare che noi, a dispetto del Signore, abbiamo una visione limitata delle cose e guardiamo il mondo dalla nostra prospettiva, che anche se può essere corretta, è pur sempre modesta e circoscritta. 

Il senso dell’esistenza umana dipende dal suo futuro, dallo scopo ultimo a cui si tende. È quindi il futuro che dà significato a quello che stiamo vivendo, anche se può al momento sembrarci privo di ragione.

 

 

Trovare uno scopo, alla ricerca tra dubbio e fede

Trovare uno scopo

Nella personale ricerca di un significato, spesso si incorre nell’errore che questo processo sia armonico, lineare, senza ostacoli. Credere che il futuro, aspirazione a cui dobbiamo tendere, sia una continuazione del presente, senza cambiamento né novità è irrealistico: la tensione è parte di questo viaggio.

 Non dobbiamo aver paura di rivolgerle al signore i nostri dubbi e domande: lo stesso Santo Padre ha sottolineando l’importanza di mettere in discussione se stessi e la propria esistenza. Negli Atti degli Apostoli all’annuncio di Pietro per la risurrezione del Cristo alcune genti “sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: che cosa dobbiamo fare?”. Poniamoci anche noi questo quesito: che cosa è bene fare per me e per il mio prossimo? 

"Cosa fare della mia vita? Nel suggerirci questo interrogativo, il Vangelo ci ricorda una cosa importante: la vita ha un compito per noi. La vita non è affidata al caso. È un dono che il Signore ci consegna dicendoci: scopri chi sei, e datti da fare per realizzare il sogno che è la tua vita! Ciascuno di noi è una missione da realizzare”. – Papa Francesco

Ciò significa che trovare uno scopo è essere in tensione, non temere di vivere momenti di sconforto e indecisione: all’origine di questo turbamento c’è la speranza di una vita nuova. Non a caso, il dubbio e la fragilità sono testimonianza di crescita interiore che ci permette di chiarire il fine per cui siamo al mondo.

Vuoi approfondire il legame tra fede e smarrimento, tra spiritualità e incertezza? Leggi “Perché avere fede: il legame tra spiritualità e dubbio”.

Vuoi conoscere le risposte ad alcune delle domande più frequenti che fedeli, giovani e non, ci hanno posto in quanto Pastorale Vocazionale?
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FAQ: 5 domande per riflettere



Trovare la propria strada: consigli per scoprire se stessi

Spianare la strada al raggiungimento del nostro destino è un compito che richiede determinazione e responsabilità: la bussola che deve guidarci è il miglioramento di noi stessi, solo così miglioreremo la nostra felicità e quelle che ci stanno accanto.

Con tutte queste osservazioni resta una domanda centrale: ogni persona dovrebbe cercare e può trovare la strada che gli permette di realizzarsi nel miglior modo possibile? Sicuramente sì. Trovare la propria strada è frutto di un processo intimo e personale, ma cosa bisogna fare?

Ecco alcuni consigli per chi si trova in un momento di particolare indecisione:

  • Interrogati e non fuggire dalla riflessione interiore: spesso la risposta che stai cercando è già in te, basta solo fare chiarezza.

  • Cerca un cammino che sia adatto alle tue sensibilità, talenti, desideri, ambizioni. La giusta strada non consiste in cose da avere o da sapere, ma capire il modo in cui si vuole vivere.

  • Apriti al confronto e al dialogo: dubbi ed incertezze non devono essere affrontati nella solitudine. Ricorda che il nostro primo e più disinteressato interlocutore è Dio, che presta costante attenzione alle nostre vite. Possiamo quindi rivolgerci a Lui grazie al prezioso strumento della preghiera, a qualcuno che ci è vicino oppure ad una persona esterna che ha già fatto esperienza di questi sentimenti, ovvero una guida spirituale.

Per sapere di più sul tema, leggi "Trovare la propria strada: come fare a scoprire se stessi"

Certo, molti – specie in età giovanile – si sentono persi di fronte all’ampia scelta di strade a disposizione nel mondo moderno, ma è da tenere a mente un fondamentale criterio di discernimento: “Fa quello che ti rende migliore e migliora il tuo prossimo”.

 

La Vocazione, la Chiamata di Dio per gli uomini

Strade, vie, sentieri, progetti e speranze: la Parola del Signore se ascoltata e accolta nel proprio cuore ci dona tutto questo. I primi cristiani, chiamati non a caso “quelli della via”, hanno percorso il cammino che Gesù Cristo ha indicato, chiamati ad una missione più grande di loro stessi.

Vocazione religiosa

Non solo in ambito religioso ma nell’intera sfera umana, si sente parlare di Vocazione: ma di cosa si tratta? Nell’accezione comune la Vocazione sta ad indicare una disposizione d’animo, che spinge ciascuno di noi a determinate scelte e stili di vita. In termini spirituali, è la Chiamata – l’appello del Signore per realizzare qualcosa di preciso per Lui – per compiere una missione: è una richiesta a collaborare con Cristo.

Vocazione alla santità nella vita religiosa o sacerdotale o nella vita familiare o, vocazione alla santità nel mondo del lavoro, in casa, a scuola: la Vocazione religiosa è un piano, un progetto che Dio ha pensato per ognuno di noi e a cui rispondiamo attraverso un percorso personale.

Vuoi scoprire quali sono i segni della Vocazione e come riconoscerli? Leggi “Vocazione religiosa: cos'è e come riconoscerne i segni”.

 

 

L’accompagnamento: scelta e qualità del padre spirituale

Trovare la propria strada, comprendere la propria Vocazione e tracciare il proprio cammino di vita: spesso si è spinti a credere che si è soli in queste scelte, perché intime e personali, ma non è così.

Nel percorso di discernimento una figura preziosa può venire in nostro aiuto: la guida spirituale. Padre, consigliere, direttore accompagnatore: questi i nomi per indicare chi ha già percorso la nostra strada e ne conosce gli ostacoli e le gioie: ha memoria del suo cammino spirituale e della sua esperienza e ne ricorda i passaggi.

Accompagnamento spirituale 
Attenzione, la guida spirituale non è colui che da soluzioni fatte, ma è colui che cammina insieme a noi, che non a caso “ci accompagna” come Gesù Cristo fece con i suoi discepoli: l’aiuto sta nello scoprire e interpretare la volontà del Signore nella propria esperienza vissuta.

“Non camminare davanti a me perché potrei non seguirti, non camminarmi dietro perché potrei non guidarti, camminami accanto e sii semplicemente un amico”: la direzione spirituale serve a rimanere fedeli alla Chiamata e a maturare sia dal punto di vista umano che spirituale. Una pura comunicazione di fede: la guida che fa accompagnamento spirituale comunica la propria esperienza in Cristo.

Ma come deve essere il padre spirituale? La persona, che ha il compito di accompagnarci lungo il nostro viaggio, non può che avere queste qualità:

  • incline all’ascolto empatico e profondo, che è più importante della parola
  • ispirare fiducia per aiutarci ad aprire noi stessi
  • capace di accettare l’altro con rispetto e stima
  • disponibilità ed equilibrio, nel confronto, nella relazione, nell’accettazione.

Come scegliere la giusta guida spirituale? Leggi di più all’articolo “Discernimento vocazionale: che cos'è e quali sono i passi del percorso”.

Se vuoi conoscere le testimonianze dei giovani che stanno seguendo il cammino della Vocazione, diventando Fratelli del nostro Ordine, clicca il bottone in basso e scarica l'approfondimento.


Storie di Vocazione e il cammino del Noviziato

Il percorso di discernimento: cos’è, criteri e passi

Il percorso di discernimento
Quando si parla di percorsi vocazionali non può non presentarsi la parola “discernimento”: ma che cos’è? Discernere significa riflettere, prestare ascolto e attenzione, distinguere e riconoscere: non a caso, è un termine che emerge con forza proprio quando iniziamo farci domande sulla vita e sulla nostra strada. Il discernimento è un percorso di conoscenza di se stessi e del mondo, che ci consente di aprire gli occhi e vedere con chiarezza l’opera di Dio.

Sostegno nel discernimento spirituale: è questo il primo compito della direzione spirituale – che nell’Ordine dei Fatebenefratelli trova espressione nella Pastorale Vocazionale – che aiuta l’accompagnato a sottoporre a discernimento tutto il suo vissuto e a far emergere la sua identità spirituale.

Quali sono i criteri di discernimento vocazionale? Essi si differenziano in base alla forma di consacrazione, ma in generale riflettono il vissuto personale, l’autenticità dei propri valori, sentimenti, desideri e la consapevolezza e la forza della propria fede.

Vuoi conoscere i passi del percorso di discernimento? Leggi subito “Discernimento vocazionale: che cos'è e quali sono i passi del percorso”.

 

Le figure religiose: differenze tra i cammini spirituali

Esistono diverse strade per seguire la propria Vocazione e dedicare la propria esistenza al Signore: la vita consacrata – che sottolinea l’impegno di seguire l’esempio del Cristo – trova espressione in differenti forme di consacrazione.

Forme di consacrazione
Società di vita apostolica, vita eremitica, monachesimo, laici consacrati: quali sono le principali realtà religiose di vita consacrata e come si differenziano? Scoprilo leggendo “Forme di consacrazione: cosa sono e principali tipologie”.

È per questo che la nostra Chiesa è popolata da una varietà di figure religiose, che seguono determinati cammini, regole, istituti e carismi. È per questo che spesso si fa confusione tra i percorsi vocazionali: una domanda frequente posta da molti giovani alla Pastorale Vocazionale riguarda la differenza tra frate, vescovo, prete e sacerdote.

Facciamo un po’ di chiarezza: i preti e i vescovi seguono l’esempio del Cristo e sono invitati a fare ciò che Lui ha fatto facendo da guida ai fedeli, i frati sono chiamati a vivere come ha vissuto Gesù, quindi in castità, povertà e obbedienza.

I frati sono quindi profondamente legati alla professione dei consigli evangelici: la loro Vocazione è spinta a seguire ed imitare l’esperienza di Gesù, rinunciando ad ogni ricchezza e dedicandosi alla preghiera e alla carità verso il prossimo.

I percorsi formati, oltre ai compiti da assolvere, sono diversi seppure accomunati dalla vita consacrata: per approfondire leggi "Seminario e comunità: principali differenze e formazione"

 

 

Fatebenefratelli, l’Ordine di San Giovanni di Dio

La Famiglia religiosa dei Fatebenefratelli invita tutti coloro che intendo diventare seguaci del San Giovanni di Dio a seguire un processo di accompagnamento: è fondamentale acquisire una conoscenza approfondita dei valori e degli atteggiamenti che definiscono il nostro Ordine.

Ordine dei Fatebenefratelli, Provincia Lombardo Veneta
Tra le diverse forme di consacrazione, i Fatebenefratelli sono profondamente dediti alla missione della Chiesa e allo stesso tempo alla cura di chi soffre: il nostro Ordine ha infatti una forte identità ospedaliera, che affonda nel Carisma fondazionale e nell’opera del nostro Fondatore che ha dedicato la sua vita ai malati, senza discriminazioni.

Ecco i principali atteggiamenti e i gesti che caratterizzano i Fatebenefratelli:

  1. Persone di fede e di preghiera: in quanto frati seguiamo l’esempio di Gesù che visse casto, povero, obbediente
  2. Poveri nello spirito e profeti della carità e della solidarietà
  3. Devoti alla fratellanza e alla comunione
  4. Persone ospedaliere, per realizzare un servizio integrale con gesti di misericordia, sulle orme di San Giovanni di Dio
  5. In comunione con la Chiesa, testimoniando la nostra appartenenza viva come atteggiamento mantenuto con fedeltà dal nostro Fondatore
  6. Impegnati con i Collaboratori per realizzare insieme la missione in quanto Famiglia Ospedaliera.

Vuoi scoprire cosa ci differenzia da altri ordini religiosi? Leggi subito questo articolo.

 

Essere Fatebenefratello e le tappe del percorso

Essere parte della Famiglia Ospedaliera di San Giovanni di Dio è un'esperienza di appartenenza e collegialità: la condivisone di una meta comune ci spinge ad accogliere chi intende diventare un Fatebenefratello, guidandolo passo dopo passo.

Fornire informazioni sulla natura della Vocazione del religioso fratello nella Chiesa e aiutarlo a conformare le proprie qualità e i propri talenti alla missione dell’Ordine: è questo il nostro compito perseguito con massimo fervore ed impegno fin dai primi colloqui con gli accompagnatori spirituali.

Scopri cosa significa essere Fatebenefratello,
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RICEVI LA BROCHURE

Le tappe del nostro cammino sono chiare e ciascuna permette di discernere la Chiamata all’Ospitalità, valore fondante che ci orienta, e di formare se stessi in modo integrale, sempre in evoluzione, esperienziale, personalizzato, graduale, liberatore e profetico.

Ecco i passi per seguire le orme del nostro Fondatore:

1. Primo contatto

Si entra in contatto con un animatore vocazionale, locale o provinciale, che ha il compito di fornirti informazioni sulla natura della Vocazione e aiutarti nel discernimento.

2. Postulantato

Il postulantato consiste nel vivere un’esperienza di avvicinamento all’Ordine in cui il giovane potrà scoprire la propria Vocazione all’Ospitalità attraverso il servizio concreto in una realtà sociale o sanitaria.

3. Programma di accompagnamento vocazionale

Il programma, organizzato in ambito provinciale, ha come obiettivo quello di aiutare ad indagare la vocazione come Fatebenefratello attraverso colloqui, partecipazione periodica alla vita comunitaria e servizio dei più poveri.

4. Noviziato

La tappa seguente è quella del Noviziato: dura due anni e la sua finalità è di poter stabilire i fondamenti della vocazione e la spiritualità dei Fatebenefratelli. È qui molto importante l’ascolto della parola di Dio nella preghiera, per conoscere meglio l’Ordine e imparare ad amarlo.

Noviziato Fatebenefratelli: ricevi l'approfondimento
sulla comunità formativa europea con sede a Brescia.

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5. Scolasticato

Dopo aver pronunciato i voti semplici, si accede alla tappa dello scolasticato che dura 6 anni: in questa fase si intraprendono studi in campo sanitariosociale o teologico, al fine di conseguire una preparazione per la sua missione di servizio nell’Ordine.

6. Formazione

Essere Fatebenefratello significa non smettere mai di formarsi, aggiornandosi per tutta la propria vita: formarsi implica lavorare per portare avanti i valori ed i talenti personali e questo richiede un impegno e un desiderio costante. 

 

La nostra Comunità religiosa: ricchezza del Carisma e tradizione dell'Ordine dei Fatebenefratelli

Per rispondere alla Chiamata e rendere presente il Signore nella propria esistenza è essenziale vivere in comunione con i propri Confratelli: la vita comunitaria è testimonianza di fede che non è fatta di parole, ma di azioni concrete.

Per i Fatebenefratelli la comunità è spazio di fraternità, di preghiera e di corresponsabilità nella Missione, favorendo il processo formativo: significa vivere ed esprimere con gioia la nostra identità e la nostra consacrazione ospedaliera. È nello stile di vita comunitario che si manifesta la nostra Missione e il Carisma del nostro Fondatore. 

Clicca qui e ricevi “Le Lettere” per approfondire pensieri e riflessioni di San Giovanni di Dio, fautore dell' Ordine Fatebenefratelli.

Identificati con la nostra consacrazione ospedaliera, manifestiamo che il Signore è valore supremo e assoluto della nostra vita e che il nostro principale scopo è di fare la sua volontà: nell'accoglienza, fratellanza ed assistenza a qualsiasi bisognoso, esprimiamo l'esperienza dell'amore misericordioso del Padre.

 

Scopriamo insieme cosa significa rispondere alla propria Vocazione ed essere Fatebenefratello, seguace di San Giovanni di Dio. Entra in contatto con noi e inizia a conoscere la nostra Famiglia religiosa, cliccando il pulsante in basso.

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Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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