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Cancro in Africa: geografia della disuguaglianza

30 settembre 2025

Il 4 febbraio sarà la Giornata Mondiale contro il Cancro. 

Il cancro non è una malattia uguale ovunque.
Non perché cambi la sua natura, ma perché cambiano le possibilità di scoprirlo, curarlo, affrontarlo in tempo.

In Africa l’incidenza dei tumori è in rapida crescita: nel 2020 si stimavano circa 801.000 nuovi casi e 520.000 decessi.
Le proiezioni indicano che questi numeri potrebbero raddoppiare entro il 2030, superando il milione di nuovi casi solo nell’Africa subsahariana.

Ma il dato più critico non è solo l’aumento dei casi.
È il fatto che la mortalità oncologica raggiunge il 92%, una delle più alte al mondo.

 

I tumori più diffusi: una geografia della disuguaglianza

La diffusione dei tumori in Africa segue pattern chiari, legati sia al genere sia alle condizioni sanitarie e sociali.

Negli uomini, il tumore alla prostata è il più diffuso, presente in oltre 40 Paesi dell’Africa subsahariana, seguito dai tumori del fegato e del colon-retto.
Nelle donne, il tumore al collo dell’utero rappresenta la principale causa di morte oncologica in 27 Paesi africani, seguito dal tumore al seno, che è raddoppiato negli ultimi vent’anni.

Sono tumori spesso prevenibili o curabili, se intercettati per tempo.

 

Perché la mortalità è così alta

Le cause di questa crisi non sono riconducibili a un solo fattore.

Da un lato incidono cambiamenti strutturali:


  • L’invecchiamento della popolazione,
  • L’adozione progressiva di stili di vita occidentali,
  • L’elevata diffusione di infezioni cancerogene, come l’HPV (collo dell’utero) e le epatiti B e C (fegato).

Dall’altro lato, pesano in modo decisivo le difficoltà diagnostiche e terapeutiche:

  • Carenza di infrastrutture sanitarie adeguate,
  • Scarsità di personale specializzato (in molti Paesi gli oncologi si contano sulle dita di una mano),
  • Accesso limitato o discontinuo ai farmaci.

Il risultato è che molte persone arrivano in ospedale quando la malattia è già in fase avanzata, rendendo la cura estremamente complessa, se non impossibile.

 

Curare significa costruire le condizioni

Negli ospedali di Tanguiéta (Benin) e Afagnan (Togo), sostenuti da UTA Onlus, questa realtà si manifesta ogni giorno.
Non per mancanza di attenzione da parte dei pazienti, ma per distanze, costi, assenza di strutture intermedie, ritardi inevitabili.

Per questo, per UTA parlare di cancro non significa concentrarsi solo sulla patologia.
Significa lavorare sulle condizioni che rendono possibile la cura:
ospedali funzionanti, personale formato, servizi accessibili, continuità assistenziale.

È una scelta precisa: rafforzare i sistemi sanitari, perché senza strutture adeguate anche la migliore terapia resta teorica.

 

La salute come diritto, non come fortuna

La Giornata Mondiale contro il Cancro del 4 febbraio ci ricorda che la lotta a questa malattia non è solo una sfida medica.
È una questione di equità.

Nascere in un luogo non dovrebbe determinare le possibilità di cura.
Eppure, oggi, accade ancora.

Sostenere il lavoro di UTA significa contribuire a ridurre questa distanza, con un impegno continuo, concreto e misurabile.

 

Uno sguardo al futuro

Le previsioni indicano che entro il 2030 i casi di cancro in Africa continueranno ad aumentare.
La risposta non può essere episodica né emergenziale.

Serve costruire oggi le condizioni per le cure di domani.
Perché il cancro non aspetta.
E la dignità delle persone nemmeno.

 

 

Come puoi aiutare anche tu

Ogni gesto, anche piccolo,  contribuisce a trasformare la cura da possibilità a diritto.

Sostieni UTA Onlus con una donazione: anche una piccola goccia può salvare una vita.

 

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