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Essere ONG oggi. E cosa cambia dal 2026

15 ottobre 2025

Ogni anno, il 27 febbraio, si celebra la Giornata Mondiale delle ONG.
È un’occasione utile per fermarsi e chiedersi: cosa significa oggi essere un’organizzazione non governativa? E, per realtà come UTA Onlus, cosa cambia nei prossimi anni.

 

 

Non è solo una sigla

Nel linguaggio comune “ONG” o “Onlus” sono parole quasi intercambiabili. In realtà indicano forme giuridiche precise, con responsabilità chiare: trasparenza, finalità civiche, assenza di scopo di lucro, obbligo di rendicontazione.

UTA nasce per sostenere in modo continuativo gli ospedali di Tanguiéta (Benin) e Afagnan (Togo). Non finanzia emergenze episodiche, ma strutture sanitarie reali, con personale, reparti, attrezzature.

Negli anni sono stati realizzati interventi strutturali importanti: ristrutturazioni, ampliamenti, acquisto di apparecchiature diagnostiche, ambulanze, impianti di ossigeno, il nuovo Pronto Soccorso di Tanguiéta, lo sviluppo della neonatologia ad Afagnan

Essere ONG, per UTA, significa questo: costruire sistemi di cura.


Dal 2026: la fine delle ONLUS

Dal 2026 entrerà a regime la riforma del Terzo Settore.
La qualifica di ONLUS verrà superata e le organizzazioni dovranno iscriversi al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore (RUNTS), scegliendo la forma più coerente con la propria attività.

Si tratta di un cambiamento normativo importante che comporta:

  • adeguamento degli statuti
  • nuovi obblighi di trasparenza e rendicontazione
  • ridefinizione del regime fiscale

Non è una trasformazione simbolica, ma un passaggio strutturale per tutto il Terzo Settore italiano.


logo_UTA-APS_CHANGE

 

UTA diventerà APS

In questo contesto, UTA Onlus completerà il percorso di adeguamento alla riforma e diventerà UTA APS (Associazione di Promozione Sociale).

Il cambiamento formale sarà comunicato ufficialmente nelle prossime settimane, insieme ai dettagli operativi.

È importante chiarirlo:
non cambia la missione, non cambia l’impegno, non cambia il sostegno agli ospedali di Tanguiéta e Afagnan.

Cambia la forma giuridica, per essere pienamente allineati al nuovo quadro normativo nazionale.


Continuità prima di tutto

Per chi sostiene UTA questo significa una cosa semplice:
la responsabilità resta la stessa.

La riforma chiede maggiore chiarezza su governance, bilanci e attività. Sono aspetti che fanno già parte del modo di operare dell’Associazione: programmazione, tracciabilità delle donazioni, rendicontazione dei progetti, collaborazione con partner istituzionali.

La fine delle ONLUS non segna la fine dell’impegno civile.
Segna una fase nuova, più regolata e più strutturata.


Oltre la sigla

La credibilità non si costruisce con un acronimo, ma con la coerenza nel tempo.

UTA continuerà a fare ciò che fa da quasi trent’anni:
sostenere strutture sanitarie dove l’accesso alla cura non è garantito.

La forma cambia.
La responsabilità resta.


Come partecipare

Puoi sostenere questo percorso:

  • scegliendo un progetto attivo
  • diventando socio
  • destinando il 5×1000
  • diffondendo informazioni corrette sul lavoro svolto

Informarsi è già partecipare.
Sostenere è un passo in più.


Partecipa al cambiamento

Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.

Se desideri essere parte di questo percorso, puoi contribuire ai nostri progetti donando una cifra anche piccola.

 

Dona ora

 

 

Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
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