Nel distretto di Taïacou, nel nord del Benin, la vita quotidiana è legata ai ritmi dell’agricoltura.
Per molte famiglie, raggiungere un ospedale e sostenere il costo delle cure rappresenta ancora
una sfida enorme.
È da qui che arriva Jérôme Tintouna.
ma la sua storia con l’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta è iniziata
quando è stato ricoverato in condizioni molto gravi oltre due anni fa. Era arrivato con un
importante edema generalizzato e una grave lesione alla gamba destra che aveva provocato una
fascite necrotizzante, una patologia che distrugge rapidamente i tessuti e richiede cure
immediate.
Gli esami eseguiti dai medici hanno permesso di identificare il problema alla base della sua
condizione: una sindrome nefrosica, una malattia renale che può compromettere seriamente la
salute di un bambino se non viene seguita con continuità.
Le cure sono iniziate subito.
Grazie ai trattamenti e a un intervento di innesto cutaneo, la lesione alla gamba è guarita. Ma la
malattia renale richiedeva un percorso molto più lungo e complesso.
Con il passare del tempo è emerso un altro problema.
e della permanenza in ospedale. Inizialmente era stato accompagnato dal padre e dalla nonna. Poi le visite sono diventate sempre più rare ed il padre non si è più visto da molto tempo. L’ospedale si è trovato davanti a una scelta difficile: interrompere le cure o continuare ad accompagnare quel ragazzo.
Ha scelto la seconda strada.
Da allora Jérôme vive all’interno dell’ospedale. Riceve ogni giorno assistenza medica,
alimentazione e tutto ciò che serve per proseguire il trattamento. Medici, infermieri e personale
sanitario sono diventati il suo punto di riferimento quotidiano.
La sindrome nefrosica richiede controlli continui, una dieta rigorosa e un monitoraggio costante.
Quando queste condizioni vengono meno, la malattia può peggiorare rapidamente. È proprio
ciò che è accaduto negli ultimi mesi: la patologia, inizialmente controllata dalla terapia, è
diventata resistente ai corticosteroidi e richiede oggi cure più avanzate.
Per questo motivo i medici stanno lavorando per affidare Jérôme alle valutazioni di uno specialista in nefrologia pediatrica a Cotonou, la capitale economica del Benin. L’obiettivo è completare il percorso terapeutico e costruire un programma di controlli periodici che possa offrirgli concrete possibilità di guarigione.
La storia di Jérôme non è straordinaria perché racconta un caso eccezionale.
È importante perché racconta qualcosa che accade ogni giorno negli ospedali di Tanguiéta e
Afagnan: persone che non potrebbero accedere alle cure senza il sostegno di una rete fatta di professionisti sanitari, comunità locali, donatori e amici degli ospedali.
Quando si sostiene UTA APS non si finanzia soltanto un farmaco, una visita o un reparto, si
contribuisce a rendere possibile una scelta precisa: non lasciare indietro chi ha bisogno di cure, ma in Benin, negli ospedali pubblici questo è impossibile se non pagando i costi delle cure.
A Tanguièta anche quando il percorso dura mesi, o addirittura anni, anche quando la strada verso la guarigione è ancora aperta.
Per Jérôme, quella strada continua oggi.
Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
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