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L’arte come cura: l’esperienza della Provincia Lombardo Veneta

Ci sono spazi, dentro le strutture dell’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli Provincia Lombardo Veneta, in cui la cura assume una forma sorprendentemente semplice: un tavolo, della luce naturale che filtra dalla finestra, qualche colore. Non c’è un unico modo di fare arteterapia: ogni luogo, ogni laboratorio, ogni operatore porta con sé un approccio, un’intenzione. Ed è proprio questa pluralità a renderla così preziosa.

Al Centro Sant’Ambrogio di Cernusco sul Naviglio, il laboratorio di arteterapia La Bicicletta Blu accoglie da molti anni persone che arrivano con storie, fragilità e desideri diversi. Qui si mescolano acquerelli, pastelli, carboncino, creta: materiali che raccontano stati d’animo, esitazioni, slanci. Il colore diventa un modo per dire ciò che fatica a trovare parole; la creta un invito a risentire il peso del proprio gesto; una linea tracciata sul foglio può sorprendere chi la traccia, rivelando un modo nuovo di abitare lo spazio. È una pratica che accompagna a immaginare equilibri diversi, passando dalla rigidità alla creazione di forme che, in qualche modo, respirano.

All’IRCCS Centro San Giovanni di Dio di Brescia, la Bottega dell’Arte è uno spazio dove l’espressione può allargarsi, prendere corpo, trovare ritmo. Marta (nome di fantasia) racconta che in questo luogo la sua passione per il disegno ha trovato un terreno fertile: prima piccoli tratti, poi acrilico, acquerello, sperimentazioni. A un certo punto un filo d’oro ha attraversato il foglio, diventando la sua firma. La trasformazione non riguarda la tecnica: riguarda la persona. Dare forma a un’idea, scegliere materiali, decidere una direzione e seguirla non è “imparare”: è ritrovare spazio dentro di sé, riconoscersi capaci di portare a compimento qualcosa che nasce dal proprio mondo interiore.

In altre comunità della Provincia, l’arteterapia assume ancora altre forme. Un’operatrice descrive l’inizio di alcuni percorsi: un foglio bagnato, tre colori primari e il tempo di vedere cosa accade quando il pigmento tocca la carta. C’è chi resta ai margini, chi invade tutto lo spazio, chi cerca confini netti, chi li supera senza accorgersene. È un modo per ascoltare senza chiedere: lasciare che la persona si incontri nel proprio gesto. Marco (nome di fantasia), che all’inizio temeva di “non essere capace”, ha scoperto che non era questione di abilità, ma di fiducia. “Non esiste una persona senza risorse,” ripete spesso l’operatrice. “Esiste qualcuno che ancora non riesce a vederle.”

Nella Bottega di Brescia, a volte, gli strumenti diventano amplificatori del gesto: una scopa al posto del pennello, ad esempio, permette di lasciare una traccia larga, potente. L’operatore lo definisce “un sismografo delle emozioni”: ciò che la mano non osa raccontare, il braccio lo dice; ciò che la voce trattiene, la macchia rivela. Il foglio diventa così una superficie in cui il corpo può parlare.

Da qualche anno, questi percorsi dialogano anche con la città. Una volta al mese, un piccolo gruppo visita le Gallerie d’Italia a Milano. Non per “studiare” le opere, ma per ascoltarle. La domanda non è “chi è l’autore?”, ma “che cosa accade dentro di me mentre guardo?”. Si osservano poche opere, lentamente, come si ascoltano le persone. E ciò che nasce da quella esperienza - una forma, un colore scelto con più coraggio, una intuizione inattesa - ritorna negli atelier, si deposita nei gesti, diventa parte del percorso espressivo di ciascuno.

Lungo tutto questo viaggio - tra Cernusco, Brescia e gli altri servizi della Provincia Lombardo Veneta - l’arteterapia si rivela per ciò che è: un cammino delicato e profondamente umano, un luogo in cui non si impara a fare arte, ma si impara, casomai, a lasciar accadere qualcosa di sé. Non si cerca il talento ma si offre un tempo per respirare, prendere un colore in mano e scoprire che, anche nelle giornate più difficili, un piccolo gesto può aprire una fessura di luce. E, a volte, proprio quella fessura può rivelarsi preziosa per iniziare a ricostruire.

Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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