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Ricominciare e il coraggio di chiedere aiuto: testimonianze dalla nostra équipe

28 dicembre 2021

Salute mentale, pandemia e supporto specialistico: due delle nostre psicologhe ci hanno raccontato la loro esperienza e spiegato come funziona nel dettaglio il servizio di consulti psicologici del Progetto Ricominciare Fatebenefratelli

Un'approfondita panoramica dei vantaggi delle visite online e dei disturbi più comuni causati dal Covid-19: la parola alle nostre specialiste. 

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I consulti psicologici gratuiti, la risposta Fatebenefratelli all'impatto del Covid

Il funzionamento del servizio di consulto psicologico del Progetto Ricominciare è molto semplice: gli utenti richiedono il consulto direttamente online e, una volta abbinati al terapeuta dalla segreteria, possono usufruire di un pacchetto di 5 sedute.

"Tra i vantaggi indubbi di effettuare un consulto psicologico online, data l’attuale situazione pandemica, è la possibilità di rimanere al domicilio: ciò aiuta la fruizione del servizio abbattendo le difficoltà di spostamento e di organizzazione dei tempi personali e avvicinando più persone altrimenti titubanti ad esporsi" ha sottolineato la Dott.ssa Silvia Renzaglia

Le conseguenze che il Coronavirus ha avuto e continua ad avere sulla psiche e la salute mentale sono significative: stati ansiosi, ritiro sociale, frustrazione, solitudine e preoccupazioni per il futuro sono alcuni dei principali disagi psicologici che le persone hanno provato con forza in questo difficile periodo.



Perché chiedere aiuto: il parere della Dott.ssa Renzaglia

Dott.ssa Renzaglia"Gli impatti psicologici della quarantena, come la frustrazione e la solitudine, sono fattori di rischio ben noti per diversi disturbi mentali, tra cui ansia, disturbi affettivi e psicosi: per questo è essenziale assicurare soprattutto al giorno d’oggi un sostegno a chi è nel bisogno, imparando a mettere il benessere mentale al primo posto" ha spiegato la psicoterapeuta. 

"Elemento di valore del consulto psicologico del Progetto Ricominciare, abilitato dalla Provincia Lombardo Veneta, è senza dubbio la facilità e velocità di accesso e la sua gratuità. Anche se abbiamo acquisito più familiarità con una situazione insolita come quella attuale, il mio consiglio è avere il coraggio per chiedere aiuto: questo normalizza la propria situazione e porta un maggiore benessere. Non è una sconfitta, ma un segno di forza aver saputo trovare una strada per risolvere i propri problemi". 



Supporto psicologico a distanza: i vantaggi

Il consulto del Progetto Ricominciare si avvale di una segreteria, che gestisce le richieste di invio e provvede ad inoltrare e-mail al professionista, selezionato in base alle disponibilità orarie accordate e alle esigenze del cliente, se queste sono espresse.

“Il terapeuta riceve un'e-mail con l'appuntamento già concordato da confermare, una volta ricevuta conferma dall'utente, viene inviato il link agli interessati (cliente e terapeuta) per il video-collegamento. Concluso il primo consulto, personalmente ho sempre concordato con il cliente l'appuntamento successivo ed inviato comunicazione alla segreteria del progetto, in modo che inviasse il nuovo link in prossimità del successivo incontro” ha spiegato la Dott.ssa Francesca Evangelista, psicoterapeuta in formazione presso il nostro Ordine Ospedaliero.

I vantaggi del consulto online sono evidenti:

  • si evitano spostamenti che potrebbero comportare un rischio di contagio;
  • si ha la possibilità di collegarsi ovunque, anche durante una pausa dal lavoro;
  • necessità di avere uno spazio dedicato con un minimo di privacy;
  • possibilità di collegarsi con qualsiasi dispositivo (anche da cellulare).

 

Fatica, ansia, paura del futuro: il disagio sulla psiche post-lockdown

“Ho riscontrato prevalentemente sensazioni di fatica e mancanza di energie, associati a sintomi di ansia legati a stati mentali del tipo ''potrebbe non finire mai'', ''potrei morire'', ''potrebbe succedere qualcosa di brutto alle persone a me care'' ha affermato la Dott.ssa Evangelista in merito al confronto con chi ha richiesto il servizio.

In generale tra i disagi psicologici il più comune è stato: pensieri legati a ideazione catastrofica rispetto al futuro con percezione di riduzione delle proprie risorse personali, che comportano ansia e somatizzazioni, accompagnati spesso da comportamenti di evitamento di situazioni specifiche.

“Il disagio prevalente è legato a sintomi ansioso-depressivi, che si associano a pensieri pessimistici rispetto a se stessi, al futuro e al mondo: in particolare, è forte un senso di impotenza rispetto alla situazione con difficoltà legate al processo di accettazione dei cambiamenti che la pandemia ha comportato” ha continuato la psicoterapeuta.

 

"Il diritto di conoscere se stessi", la parola alla Dott.ssa Evangelista

La salute mentale vale al pari della salute fisica: spesso, infatti, molti sintomi rappresentano somatizzazioni legate a specifici pensieri. Risulta pertanto fondamentale rendere accessibile un percorso psicologico, di sostegno o terapeutico, affinché la persona abbia la possibilità di conoscere il proprio funzionamento, apprenda tecniche di gestione dell'ansia, abbia in generale la possibilità di comprendere che c'è una soluzione alle proprie problematiche e che non sono pensieri così ''strani o bizzarri'', ma hanno un senso logico nella sua storia di vita.

Dott. Evangelista“Si rende necessaria una campagna di sensibilizzazione alla salute mentale, che parta anche dall'ordine professionale o da strutture preposte a tali servizi. Il servizio del Progetto Ricominciare svolge tale funzione e credo che debba esserci una diffusione ancora maggiore, in modo che chiunque abbia intenzione di intraprendere un percorso, o semplicemente ne abbia la curiosità, possa essere accolto. Mi è capitato ad esempio, che la difficoltà ad intraprendere un percorso sia legata anche a difficoltà economiche e alla scarsa conoscenza di quali siano le strutture dove poter rivolgersi”.

“La scelta di intraprendere un percorso o chiedere – anche solo un consulto – è una scelta personale: è l'esito di un processo decisionale basato sul riconoscimento dei costi legati ai sintomi presenti e di quanto questi interferiscano con il proprio funzionamento e la qualità di vita. Credo che ognuno abbia il diritto di conoscere se stesso, che ci voglia una dose di coraggio, ma che spesso rappresenta la scelta più vantaggiosa nel lungo periodo” ha concluso la Dott.ssa Evangelista.

 

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