Dalla testimonianza di Fra Luca Beato
Nel settimo capitolo dell’intervista a Fra Luca, il racconto dei trent’anni di UTA APS incontra la storia di Angela Sosa Gonzalez.
Angela arriva dalla Colombia e inizia a lavorare come infermiera presso l’ospedale Sant’Orsola, una struttura specializzata nell’assistenza ai bambini. Quando quell’esperienza si interrompe, Fra Marco Favello, allora priore e direttore, riconosce in lei competenza, dedizione e capacità di cura. Per questo sceglie di valorizzare il suo lavoro all’interno della realtà ospedaliera Fatebenefratelli.
Da lì nasce un percorso nuovo.
Angela comincia a partire per l’Africa, un mese alla volta, portando la propria esperienza nei reparti di neonatologia. Non come gesto isolato. Non come intervento occasionale. Ma come parte di un cammino costruito nel tempo, dentro una rete di relazioni, responsabilità e sostegno.
Fra Luca racconta che Angela inizia questa esperienza grazie al sostegno di Fra Marco. Successivamente, dopo la sua scomparsa, trova in UTA un nuovo punto di appoggio.
UTA decide di accompagnare pienamente il suo lavoro, perché ciò che Angela stava costruendo a Tanguiéta non era solo un aiuto temporaneo. Era un metodo.
Formazione del personale.
Organizzazione del reparto.
Attenzione ai neonati più fragili.
Accompagnamento delle madri.
Introduzione di pratiche capaci di adattarsi al contesto locale, come la marsupioterapia.
È in questa continuità che la cura diventa sistema.
In questo nuovo video della serie dedicata ai trent’anni di UTA APS, Fra Luca racconta l’arrivo di Angela Sosa Gonzalez, il suo impegno nella neonatologia di Tanguiéta e il valore di un progetto che ha contribuito a rafforzare concretamente la cura dei neonati più fragili.
Informarsi è già partecipare.
Sostenere questo percorso significa essere parte di una rete che continua a costruire cura, relazione e responsabilità condivisa.
Fra Luca riporta una testimonianza molto forte di Fra Fiorenzo Priuli: il lavoro avviato da Angela nella neonatologia dell’Ospedale Saint Jean de Dieu di Tanguiéta avrebbe contribuito a dimezzare la mortalità infantile.
All’inizio, racconta Fra Luca, morivano anche quattro o cinque bambini al giorno.
Una realtà durissima, difficile da sostenere anche per chi aveva scelto di dedicare la propria vita alla cura.
Secondo la testimonianza di Fra Fiorenzo, si è passati da circa mille bambini morti ogni anno a meno di cinquecento.
Sono numeri che vanno letti con rispetto.
Non servono a colpire.
Servono a capire.
Dietro ogni numero c’è un neonato seguito meglio, una madre accompagnata, un operatore formato, un reparto più preparato, una comunità sanitaria che può contare su strumenti e competenze più solide.
La storia di Angela Sosa Gonzalez mostra bene cosa significa cooperazione sanitaria.
Non è arrivare, fare qualcosa e ripartire.
È costruire insieme.
È riconoscere il valore delle professionalità locali.
È trasferire competenze senza sostituirsi.
È sostenere gli ospedali perché possano crescere nel tempo, secondo bisogni reali e obiettivi concreti.
Per UTA APS, sostenere la neonatologia di Tanguiéta significa esattamente questo: contribuire a creare condizioni di cura più stabili, più efficaci, più accessibili.
Il lavoro di Angela non appartiene a una sola persona.
Appartiene a una rete.
Alla rete dei Fatebenefratelli.
Alla presenza di Fra Fiorenzo e dei confratelli.
Al personale sanitario locale.
Alle madri coinvolte nella cura.
Ai donatori che rendono possibile la continuità dei progetti.
A UTA, che da trent’anni tiene insieme relazioni, risorse e responsabilità.
Questo settimo capitolo dell’intervista a Fra Luca non racconta solo una biografia.
Racconta un passaggio importante nella storia di UTA: il momento in cui un’esperienza professionale, sostenuta nel tempo, diventa parte di un progetto più grande.
La neonatologia di Tanguiéta è uno dei luoghi in cui la cura mostra tutta la sua complessità. Servono strumenti, certo. Ma servono anche formazione, ascolto, presenza, organizzazione, fiducia.
Angela Sosa Gonzalez ha portato competenza.
UTA ha contribuito a dare continuità.
L’ospedale di Tanguiéta ha trasformato questo percorso in capacità di cura.
Ed è qui che una storia personale diventa una storia condivisa.
Trent'anni di UTA è una serie di testimonianze e racconti che ripercorrono la storia dell'associazione attraverso la voce dei protagonisti che hanno contribuito a costruire, giorno dopo giorno, il legame tra Italia, Benin e Togo.
👉🏽 Guarda gli altri capitoli dell'intervista a Fra Luca Beato sul canale YouTube di UTA Aps
Se vuoi approfondire i progetti sostenuti da UTA APS e il lavoro degli ospedali di Tanguiéta e Afagnan, puoi continuare a seguire questa serie o sostenere concretamente questo percorso di cura e cooperazione.
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