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Donare il 5 per mille: chi può destinarlo e i moduli per la dichiarazione dei redditi

30 aprile 2021

Il 5 per mille è una quota dell'imposta sul reddito che lo Stato italiano ripartisce tra le organizzazioni non lucrative e gli enti del terzo settore, impegnati in attività di interesse sociale ed iscritti agli appositi elenchi dell’Agenzia delle Entrate.

Ma come si devolve il 5 per mille e quali sono i modelli di presentazione da compilare?

Continua a leggere.

 

5 per mille: chi può devolvere la quota?

Il 5 per mille, comunemente conosciuto come 5x1000, rappresenta un’importante strumento di finanziamento per istituzioni che svolgono attività con risvolti sociali, come la ricerca sanitaria e scientifica.

Ma quali categorie di cittadini italiani possono devolvere questa quota? Il 5 per mille può essere destinato da tutti i contribuenti, ovvero da coloro che sono tenuti a versare allo Stato l’imposta sul reddito delle persone fisiche, anche detta IRPEF.

Anche chi non è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi può scegliere di devolvere il 5 per mille. Per farlo è sufficiente presentare l’apposita scheda – allegata al CU per tutti coloro che sono dispensati dal presentare le altre tipologie di modulistica – in una delle seguenti modalità:

  • direttamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate;
  • allo sportello di un ufficio postale che provvederà a trasmettere la scelta all’Amministrazione finanziaria. Ricorda, che questo servizio è offerto gratuitamente;
  • a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica.

Per la presentazione della scheda la busta da utilizzare deve avere riportare l’indicazione “Scheda per le scelte della destinazione del 5 per mille dell’IRPEF” e ovviamente il codice fiscale, il cognome e il nome del contribuente.



Come devolvere il 5 per mille: i passi da seguire

Destinare il 5 per mille è molto semplice: il cittadino-contribuente al momento della dichiarazione dei redditi può devolvere la quota, apportando la sua firma in uno degli appositi riquadri presenti all’interno dei moduli di presentazione (Modulo Unico, Modulo 730 e Certificazione Unica). 

5 per mille: scelta per la destinazione

Le modalità per devolvere il 5 per mille sono principalmente due: il contribuente può scegliere solo il settore di interesse sociale oppure selezionare il settore di interesse e inserendo il codice fiscale dell’ente scelto.

Nel primo caso, i contributi verranno ripartiti tra gli enti che fanno parte della categoria indicata. Se si desidera che il proprio 5 per mille sia interamente destinato ad uno specifico ente, sarà necessario scrivere il codice fiscale del soggetto prescelto nell'apposito spazio. In caso di mancata indicazione della destinazione del proprio 5 per mille, la quota sarà versata ugualmente ma resterà allo Stato.

È bene tenere a mente che la scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell'8 per mille non sono in alcun modo alternative fra loro.

 

Dichiarazione dei redditi e 5 per mille: Modello Unico, Modello 730 e Certificazione Unica

Al momento della dichiarazione dei redditi, sono principalmente tre i modelli di presentazione da compilare. Vediamoli insieme nel dettaglio.

1. Modello Unico

Questo modello di dichiarazione dei redditi è utilizzato dai lavoratori autonomi, quindi possessori di una partita IVA. È bene ricordare che questi ultimi non sono gli unici soggetti a dover presentare il Modello Unico: anche i pensionati e i lavoratori dipendenti che percepiscono redditi diversi, come rendite di immobili o terreni, devono utilizzare questo specifico modello.

2. Modello 730

Questa tipologia di dichiarazione dei redditi deve essere compilata da coloro che svolgono un lavoro dipendente o assimilato. Il Modulo 730 è nella sua strutturazione più semplice rispetto al Modello Unico: inoltre, è possibile ottenere direttamente dal sito dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione precompilata, definita come Modulo 730 precompilato.

3. Certificazione Unica (CU)

Questa tipologia di modulistica viene consegnata direttamente dal datore di lavoro – solitamente entro febbraio – oppure dall’INPS nel caso dei pensionati. La Certificazione Unica attesta tutti i guadagni ottenuti nel corso dell’anno precedente e le tasse applicate, da tener conto per la dichiarazione dei redditi.

Se si hanno datori di lavoro diversi durante l’anno, si avrà una Certificazione Unica per ciascuna occupazione.

 

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