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Il valore dell'empatia: volontariato presso il Day Hospital Alzheimer di San Maurizio Canavese

Abbiamo chiesto a un giovane psicologo volontario di condividere con noi la sua esperienza presso il Day Hospital e il Reparto Alzheimer del Presidio Ospedaliero Riabilitativo “B. V. Consolata” Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese.

Il suo racconto offre uno spaccato emozionante e profondo su ciò che significa lavorare in un contesto così delicato e complesso.

Continua a leggere per saperne di più.

 

L'inizio di un percorso di crescita e la sfida della distanza emotiva

"Ho iniziato il mio percorso spinto dalla necessità di sviluppare competenze nella valutazione e riabilitazione neuropsicologica. Tuttavia, ciò che ho trovato è andato ben oltre le mie aspettative professionali" ha spiegato il giovane volontario.

"Ogni giorno iniziava con una semplice domanda: 'Come sta oggi?', e spesso questa domanda si trasformava in un racconto di vita, ricco di difficoltà e paure legate a una malattia che erode ricordi, affetti ed esperienze".

"L'interazione con i pazienti e i loro familiari richiedeva un delicato equilibrio tra empatia e professionalità. Gli sguardi pieni di speranza e, a volte, di rassegnazione dei familiari che affidavano i loro cari alle nostre cure erano momenti intensi e toccanti" ci ha detto con la mente piena dei ricordi di quei momenti.

Ci ha raccontato che durante la somministrazione dei test cognitivi, era fondamentale mantenere una standardizzazione rigorosa per ottenere risultati affidabili. Tuttavia:

"ho scoperto che l'umanità e il calore non potevano essere messi da parte, anche in un setting così strutturato. Le pause e le interruzioni durante le sessioni di test diventavano momenti preziosi per creare un legame umano e offrire conforto".

 

Consapevolezza della malattia e riabilitazione: l'importanza del gruppo

Gli abbiamo chiesto di più in merito alla malattia di Alzheimer, cosa significhi accettarla e affrontarla.

"La presa di coscienza della malattia è un processo doloroso ma essenziale per un trattamento riabilitativo efficace" ha esordito.

"Le persone affette da Alzheimer devono gradualmente accettare l'aiuto di estranei per affrontare le difficoltà crescenti" ha osservato il volontario.

"Parte della mia esperienza si è concentrata sull'attività riabilitativa di gruppo, dove l'interazione e il confronto con gli altri pazienti facilitavano una maggiore consapevolezza dei propri limiti e delle proprie capacità. I gruppi erano formati in base a livelli omogenei di deterioramento cognitivo e le attività erano pianificate per stimolare vari domini cognitivi come la memoria, l'orientamento, l'attenzione e le abilità prassiche" ha spiegato.

Dopodiché il giovane psicologo si è soffermato sugli incontri di gruppo:

"Gli incontri di gruppo, che talvolta includevano esercizi di rilassamento attraverso tecniche immaginative, erano molto apprezzati dai pazienti. Creare un ambiente piacevole e supportivo era fondamentale per gestire i momenti di difficoltà dei pazienti, aiutandoli a superare la frustrazione con rassicurazioni e conforto" ha sottolineato il volontario.

"Questa esperienza mi ha insegnato l'importanza di accompagnare i pazienti nella risoluzione dei compiti, offrendo sostegno emotivo e promuovendo un senso di realizzazione" ha poi aggiunto.

 

Un valore umano aggiunto

Il giovane psicologo ha tenuto poi a sottolineare che:

"L'esperienza di volontariato presso l'U.O. Alzheimer del Presidio Ospedaliero Riabilitativo Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese è stata un'importante tappa del mio percorso professionale e umano. Ho avuto l'opportunità di sviluppare competenze neuropsicologiche, ma soprattutto di arricchirmi attraverso il contatto umano con pazienti e colleghi".

"Questa esperienza mi ha insegnato che la cura delle persone affette da Alzheimer non si limita alla somministrazione di test o alla pianificazione di attività riabilitative, ma include anche l'offerta di calore umano e comprensione. Il volontariato, in questo contesto, non è solo un'esperienza formativa, ma un viaggio di crescita personale che arricchisce profondamente chiunque abbia il privilegio di intraprenderlo" ha raccontato.

"Al di là delle competenze professionali acquisite, il vero valore aggiunto della mia esperienza di volontariato è stato l'incontro con persone straordinarie. Conoscere le loro storie e vicissitudini, e ricevere la loro fiducia, è stato un privilegio inestimabile" ha detto con gratitudine.

"Ringrazio tutto il team del Day Hospital Alzheimer del Presidio Ospedaliero Riabilitativo Fatebenefratelli di San Maurizio Canavese, e in particolare la Dott.ssa Manuela Castellino, per la disponibilità e il supporto che hanno reso questa esperienza possibile" ha concluso sorridendo. 

 


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