L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando radicalmente la nostra società. Ma è nel settore sanitario che questa rivoluzione potrebbe avere gli effetti più profondi, sia in termini di benefici che di rischi. Diagnosi più rapide e accurate, terapie personalizzate, supporto alla ricerca scientifica: l’IA promette di rendere la medicina più efficace, predittiva e accessibile. Tuttavia, il suo impiego solleva anche questioni etiche, giuridiche e sociali che richiedono attenzione e regolamentazione.
In questo scenario in continua evoluzione, l’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli si impegna a rispondere con competenza e tempestività ai bisogni emergenti, senza mai perdere di vista i propri valori fondanti: l’umanizzazione delle cure, il rispetto della persona e l’Ospitalità, che rimangono il cuore di ogni percorso assistenziale.
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La sanità è un settore in cui l’analisi dei dati, la tempestività degli interventi e la precisione diagnostica giocano un ruolo cruciale. L’intelligenza artificiale applicata alla medicina sfrutta algoritmi capaci di apprendere da enormi quantità di dati sanitari – cartelle cliniche, immagini diagnostiche, genomica, letteratura scientifica – per supportare i professionisti nella presa di decisioni sempre più informate.
Questa tecnologia si sta affermando come una risorsa preziosa non solo per ospedali e centri di ricerca avanzati, ma anche per migliorare l’accesso alle cure nelle aree meno servite, contribuendo a una maggiore equità sanitaria.
Sono numerosi i campi in cui l’IA sta già mostrando risultati promettenti:
1. Diagnostica per immagini
L’IA è in grado di analizzare radiografie, TAC, risonanze magnetiche e altre immagini mediche con una velocità e una precisione che, in alcuni casi, supera quella dell’occhio umano. Ciò consente di individuare in anticipo anomalie potenzialmente gravi come tumori o lesioni vascolari, migliorando l’accuratezza diagnostica e riducendo i tempi di attesa.
2. Terapie personalizzate
Analizzando i dati genetici e clinici di migliaia di pazienti, gli algoritmi possono suggerire trattamenti “su misura”, ottimizzando l’efficacia terapeutica e riducendo gli effetti collaterali. Si tratta di un passo fondamentale verso la cosiddetta medicina di precisione, in particolare nella cura delle patologie croniche e oncologiche.
3. Supporto alle decisioni cliniche
Alcuni sistemi di IA, già in uso in diverse strutture ospedaliere, sono in grado di proporre diagnosi differenziali o opzioni terapeutiche a partire dai sintomi inseriti e dalla storia clinica del paziente, fungendo da “secondo parere” per il medico.
4. Ottimizzazione dei flussi e delle risorse
L’IA può migliorare l’efficienza dei percorsi di cura, automatizzando attività ripetitive, ottimizzando l’organizzazione dei turni e contribuendo a una migliore allocazione delle risorse, riducendo sprechi e tempi di attesa.
5. Ricerca scientifica
L’analisi automatizzata di milioni di pubblicazioni scientifiche e banche dati internazionali consente di accelerare la scoperta di nuovi farmaci, correlazioni cliniche o modelli predittivi utili in epidemiologia e salute pubblica.
Accanto a questi vantaggi, tuttavia, è fondamentale non trascurare i potenziali rischi legati all’adozione dell’IA in medicina. Diverse istituzioni internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’OCSE, hanno sottolineato l’urgenza di affrontare questi nodi critici con consapevolezza e rigore normativo.
1. Protezione dei dati sensibili
Gli algoritmi hanno bisogno di grandi quantità di dati per apprendere e funzionare correttamente. Tuttavia, la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo delle informazioni sanitarie dei pazienti devono avvenire in un quadro di massima sicurezza e trasparenza. La violazione della privacy, anche involontaria, potrebbe comportare gravi danni.
2. Disuguaglianze nell’accesso
Le tecnologie basate su IA sono spesso costose e complesse da implementare. C’è il rischio che solo le strutture più avanzate possano beneficiarne, ampliando il divario tra chi ha accesso a cure di qualità e chi no. Secondo l’OCSE, è essenziale che i governi investano affinché le innovazioni siano accessibili anche nei territori più fragili.
3. Affidabilità degli algoritmi
Un sistema di IA è tanto valido quanto i dati su cui è stato addestrato. Se questi dati sono incompleti, parziali o non rappresentativi della popolazione generale, si rischiano diagnosi errate o discriminazioni implicite, soprattutto per categorie già svantaggiate.
4. Responsabilità legale
Se un errore diagnostico o terapeutico è generato da un algoritmo, chi ne risponde? Il medico, l’ospedale, lo sviluppatore del software? Questo tema è oggi oggetto di intenso dibattito e necessita di una regolamentazione chiara che definisca ruoli e responsabilità.
5. Eccessiva automazione
Affidarsi troppo all’IA rischia di ridurre l’autonomia clinica del medico, trasformando la medicina in un atto più tecnico che relazionale. È fondamentale che la tecnologia non soppianti il giudizio professionale e, soprattutto, che non comprometta la centralità del rapporto umano tra medico e paziente. Leggi il nostro articolo su Fra Marchesi e i principi dell'ospedale umanizzato, clicca qui.
Per garantire un utilizzo sicuro, equo ed etico dell’intelligenza artificiale in sanità, l’OCSE raccomanda l’elaborazione di politiche pubbliche chiare, basate su tre pilastri fondamentali:
L’intelligenza artificiale rappresenta senza dubbio una delle innovazioni più promettenti nel campo della sanità. Ma perché possa davvero migliorare la vita delle persone senza minarne la sicurezza, è necessario un approccio che bilanci entusiasmo e prudenza, visione e responsabilità.
Come ricorda l’OCSE, è tempo di costruire un’etica condivisa sull’uso dell’IA in medicina, capace di coniugare progresso scientifico e centralità della persona, valore fondate nell'approccio dei Fatebenefratelli. Perché la tecnologia, da sola, non basta: è solo nel dialogo con le coscienze, le istituzioni e i valori umani che potrà davvero diventare cura.
Articolo tratto dalla rivista Fatebenefratelli, edizione aprile - giugno 2025
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