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Intelligenza Artificiale e Sanità: opportunità, rischi e responsabilità condivise

29 agosto 2025

L’intelligenza artificiale (IA) sta trasformando radicalmente la nostra società. Ma è nel settore sanitario che questa rivoluzione potrebbe avere gli effetti più profondi, sia in termini di benefici che di rischi. Diagnosi più rapide e accurate, terapie personalizzate, supporto alla ricerca scientifica: l’IA promette di rendere la medicina più efficace, predittiva e accessibile. Tuttavia, il suo impiego solleva anche questioni etiche, giuridiche e sociali che richiedono attenzione e regolamentazione.

In questo scenario in continua evoluzione, l’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli si impegna a rispondere con competenza e tempestività ai bisogni emergenti, senza mai perdere di vista i propri valori fondanti: l’umanizzazione delle cure, il rispetto della persona e l’Ospitalità, che rimangono il cuore di ogni percorso assistenziale.

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Perché l’intelligenza artificiale è così importante per la sanità?

La sanità è un settore in cui l’analisi dei dati, la tempestività degli interventi e la precisione diagnostica giocano un ruolo cruciale. L’intelligenza artificiale applicata alla medicina sfrutta algoritmi capaci di apprendere da enormi quantità di dati sanitari – cartelle cliniche, immagini diagnostiche, genomica, letteratura scientifica – per supportare i professionisti nella presa di decisioni sempre più informate.

Questa tecnologia si sta affermando come una risorsa preziosa non solo per ospedali e centri di ricerca avanzati, ma anche per migliorare l’accesso alle cure nelle aree meno servite, contribuendo a una maggiore equità sanitaria.

 

Le principali applicazioni dell’IA in medicina

Sono numerosi i campi in cui l’IA sta già mostrando risultati promettenti:

1. Diagnostica per immagini
L’IA è in grado di analizzare radiografie, TAC, risonanze magnetiche e altre immagini mediche con una velocità e una precisione che, in alcuni casi, supera quella dell’occhio umano. Ciò consente di individuare in anticipo anomalie potenzialmente gravi come tumori o lesioni vascolari, migliorando l’accuratezza diagnostica e riducendo i tempi di attesa.

2. Terapie personalizzate
Analizzando i dati genetici e clinici di migliaia di pazienti, gli algoritmi possono suggerire trattamenti “su misura”, ottimizzando l’efficacia terapeutica e riducendo gli effetti collaterali. Si tratta di un passo fondamentale verso la cosiddetta medicina di precisione, in particolare nella cura delle patologie croniche e oncologiche.

3. Supporto alle decisioni cliniche
Alcuni sistemi di IA, già in uso in diverse strutture ospedaliere, sono in grado di proporre diagnosi differenziali o opzioni terapeutiche a partire dai sintomi inseriti e dalla storia clinica del paziente, fungendo da “secondo parere” per il medico.

4. Ottimizzazione dei flussi e delle risorse
L’IA può migliorare l’efficienza dei percorsi di cura, automatizzando attività ripetitive, ottimizzando l’organizzazione dei turni e contribuendo a una migliore allocazione delle risorse, riducendo sprechi e tempi di attesa.

5. Ricerca scientifica
L’analisi automatizzata di milioni di pubblicazioni scientifiche e banche dati internazionali consente di accelerare la scoperta di nuovi farmaci, correlazioni cliniche o modelli predittivi utili in epidemiologia e salute pubblica.

 

I rischi dell’intelligenza artificiale in sanità

Accanto a questi vantaggi, tuttavia, è fondamentale non trascurare i potenziali rischi legati all’adozione dell’IA in medicina. Diverse istituzioni internazionali, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e l’OCSE, hanno sottolineato l’urgenza di affrontare questi nodi critici con consapevolezza e rigore normativo.

1. Protezione dei dati sensibili
Gli algoritmi hanno bisogno di grandi quantità di dati per apprendere e funzionare correttamente. Tuttavia, la raccolta, l’archiviazione e l’utilizzo delle informazioni sanitarie dei pazienti devono avvenire in un quadro di massima sicurezza e trasparenza. La violazione della privacy, anche involontaria, potrebbe comportare gravi danni.

2. Disuguaglianze nell’accesso
Le tecnologie basate su IA sono spesso costose e complesse da implementare. C’è il rischio che solo le strutture più avanzate possano beneficiarne, ampliando il divario tra chi ha accesso a cure di qualità e chi no. Secondo l’OCSE, è essenziale che i governi investano affinché le innovazioni siano accessibili anche nei territori più fragili.

3. Affidabilità degli algoritmi
Un sistema di IA è tanto valido quanto i dati su cui è stato addestrato. Se questi dati sono incompleti, parziali o non rappresentativi della popolazione generale, si rischiano diagnosi errate o discriminazioni implicite, soprattutto per categorie già svantaggiate.

4. Responsabilità legale
Se un errore diagnostico o terapeutico è generato da un algoritmo, chi ne risponde? Il medico, l’ospedale, lo sviluppatore del software? Questo tema è oggi oggetto di intenso dibattito e necessita di una regolamentazione chiara che definisca ruoli e responsabilità.

5. Eccessiva automazione
Affidarsi troppo all’IA rischia di ridurre l’autonomia clinica del medico, trasformando la medicina in un atto più tecnico che relazionale. È fondamentale che la tecnologia non soppianti il giudizio professionale e, soprattutto, che non comprometta la centralità del rapporto umano tra medico e paziente. Leggi il nostro articolo su Fra Marchesi e i principi dell'ospedale umanizzato, clicca qui.

 

Verso un’adozione responsabile: il ruolo delle istituzioni

Per garantire un utilizzo sicuro, equo ed etico dell’intelligenza artificiale in sanità, l’OCSE raccomanda l’elaborazione di politiche pubbliche chiare, basate su tre pilastri fondamentali:

  1. Tutela della privacy
    È necessario implementare sistemi di sicurezza avanzati e normative severe per proteggere i dati sensibili dei pazienti, evitando accessi non autorizzati o utilizzi impropri.

  2. Equità di accesso
    L’adozione dell’IA non deve accentuare le disuguaglianze esistenti. Servono investimenti mirati in infrastrutture, formazione e supporto alle strutture sanitarie dei territori più fragili.

  3. Chiarezza normativa
    Devono essere definite responsabilità legali precise e linee guida operative per l’utilizzo degli strumenti di IA, in modo da tutelare i pazienti e fornire certezze ai professionisti.

 

L’intelligenza artificiale rappresenta senza dubbio una delle innovazioni più promettenti nel campo della sanità. Ma perché possa davvero migliorare la vita delle persone senza minarne la sicurezza, è necessario un approccio che bilanci entusiasmo e prudenza, visione e responsabilità.

Come ricorda l’OCSE, è tempo di costruire un’etica condivisa sull’uso dell’IA in medicina, capace di coniugare progresso scientifico e centralità della persona, valore fondate nell'approccio dei Fatebenefratelli. Perché la tecnologia, da sola, non basta: è solo nel dialogo con le coscienze, le istituzioni e i valori umani che potrà davvero diventare cura.

 

Articolo tratto dalla rivista Fatebenefratelli, edizione aprile - giugno 2025

 

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