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Lorenzo Guzzetti, nuovo Direttore del Centro Sant'Ambrogio: "Farci compagni di viaggio di chi avrà bisogno di noi”

Lorenzo Guzzetti è il nuovo Direttore del Centro Sant’Ambrogio Fatebenefratelli di Cernusco sul Naviglio, che con oltre 400 ospiti assistiti e circa 400 Collaboratori è una tra le maggiori strutture, in Lombardia, dedicate alla riabilitazione psichiatrica.

Arrivato in un momento decisamente delicato, il neo Direttore ci ha raccontato del suo precedente percorso professionale, del suo approccio alla direzione, rilevando idee e progetti futuri, e della sua testimonianza dell’emergenza Coronavirus, che ha inevitabilmente cambiato la realtà sociosanitaria attuale.

Leggi la sua intervista!

 

“La strada del viaggio”: il percorso professionale e personale del nuovo Direttore di Cernusco

L'etimologia di carriera è "la strada del viaggio" ed è così che ho sempre inteso la mia storia professionale. Un viaggio, iniziato subito dopo la laurea, in un gruppo del Terzo Settore ai tempi piccolo, giovane e ambizioso che decide di investire su una "nidiata" di neolaureati per crescere e svilupparsi: prima mi occupo del mondo del lavoro e della formazione nelle province di Milano, Lodi, Bergamo, Pavia, Como ed in seguito mi specializzo nell'ambito sociosanitario.

Dopo dieci anni, è un incontro quasi casuale che mi porta a Brescia a dirigere una RSA, lasciando la mia azienda ormai consolidata sul mercato. In seguito, divento direttore amministrativo di un'altra RSA, stavolta in Brianza, con 200 ospiti: quella è stata la mia ultima esperienza prima di approdare qui, all’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio.

È stato un viaggio bello e intenso, che mi ha dato modo di conoscere diverse forme di gestione e tante persone, ognuna con la sua esperienza e il suo modo di regalarmi un arricchimento personale e professionale. E di questo sono grato. 

 

Cosa significa assumere la direzione del Centro Sant’Ambrogio

Lorenzo Guzzetti: nuovo direttore CernuscoÈ una sfida affascinante e piena di stimoli alla quale so rispondere solo dicendo che ci metterò tutto l'impegno possibile per fare del mio meglio.

Mi sono sempre sentito un privilegiato per il fatto di occuparmi degli altri e della risposta al bisogno, del prenderci in carico di chi abbiamo davanti e che ci chiede una mano, un aiuto, un sostegno.

L'approccio con cui mi appresto a iniziare il mio mandato è quello di chi vuole, con grande semplicità e umiltà, portare la sua esperienza e il suo bagaglio di conoscenze dentro al solco ben definito dal Carisma dei Fatebenefratelli. Mi ispiro a quelle due semplici parole che stanno sulla facciata della nostra chiesa: "Io servo".

 

Un nuovo scenario per la sanità: l’emergenza Coronavirus

Il Coronavirus ha messo a nudo la fragilità della nostra società e la frangibilità emotiva. L'estrema difficoltà di fare i conti con le cose ultime è stata la cifra di questo ultimo periodo e, in questo, l'approccio di Ospitalità integrale del Fatebenefratelli credo sia la vera e unica risposta concreta e possibile alla prossime sfide che attendono la nostra società.

Credo che lo scenario dentro al quale ci troveremo a operare sarà quello di porci in ascolto per poter rispondere ai bisogni che, inevitabilmente, verranno in superficie nei prossimi mesi. Penso ai pesantissimi traumi che ha lasciato il lockdown, così come a tutta la disgregazione sociale, che sembra paventarsi all'orizzonte a causa di una preannunciata e prevedibile crisi economica.

Noi dobbiamo essere pronti ed in qualche modo spronati ad essere ciò che anche il nostro Fondatore è stato nei suoi anni: dei visionari che prevedono e prevengono il futuro. Dobbiamo precedere e farci trovare pronti, essere in qualche modo sentinelle e compagni di viaggio per chi avrà bisogno di noi. E immagino che saranno tanti.

 

Progettualità e idee per il futuro: un percorso di volontà e speranza

Amo la storia e ho avuto modo di prepararmi in questo tempo di avvicinamento leggendo e informandomi su ciò che è stato e ciò che ha rappresentato questo Centro per la PLV e per Cernusco. È una storia monumentale davanti alla quale io posso solo sperare di portare il mio semplice contributo.

Se riuscissimo a fare in questo mandato anche solo una piccola parte di quello che hanno fatto figure giganti, come fra Pierluigi Marchesi, potremmo solo che dirci soddisfatti. Sicuramente la presenza di fra Giancarlo Lapic, al quale spero di fare buona compagnia in questo percorso che ci vedrà insieme, del Dottor Giobbio e di tutto il consolidato ed esperto staff del Centro Sant'Ambrogio mi rassicura e mi infonde coraggio nella certezza che non siamo soli, ma siamo una squadra.

La volontà e la speranza è quella di aprire il Centro al mondo con tutte le persone, le associazioni, le istituzioni che vorranno avvicinarsi al nostro ecosistema di fragilità e di risposta al bisogno

 

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