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L’ossigeno non è solo una terapia. È tempo.

1 marzo 2026

Tempo per arrivare in radiologia.
Tempo per trasferire un paziente in sicurezza.
Tempo per permettere a un bambino di continuare a respirare durante un’emergenza.

All’Hôpital Saint Jean de Dieu Afagnan, in Togo, l’ossigenoterapia rappresenta una terapia salvavita per molti pazienti, bambini e adulti.

 

L’ospedale dispone già di una centrale fissa di ossigeno che alimenta i letti dei reparti. Ma oggi esiste una criticità concreta che limita la continuità delle cure: l’impossibilità di riempire autonomamente le bombole mobili utilizzate per:

  • emergenze
  • ambulanze
  • trasferimenti interni
  • radiologia
  • supporto ai centri sanitari della regione

Attualmente le bombole devono essere acquistate già riempite e trasportate dall’esterno, con costi elevati, tempi lunghi e il rischio di interruzioni imprevedibili delle scorte.

Per questo l’ospedale ha avviato un nuovo progetto: acquistare una macchina per il riempimento autonomo delle bombole di ossigeno direttamente all’interno della struttura.

Un progetto seguito anche sul posto da Angela Sosa Gonzalez, infermiera neonatale impegnata da anni negli ospedali dei Fatebenefratelli tra Benin e Togo, dove accompagna percorsi di rafforzamento delle cure neonatali e della terapia intensiva pediatrica.

 

  • bimbo ossigeno
  • macchina ossigeno

 

Angela Sosa racconta.

Angela racconta un dato che aiuta a comprendere quanto l’accesso all’ossigeno possa diventare fragile:
in una struttura pubblica un’ora di ossigenoterapia può costare circa 8 euro, mentre nel privato può arrivare a 10 euro.

Per molte famiglie, significa trovarsi davanti a una cura necessaria ma economicamente difficile da sostenere.

Da oltre 60 anni, invece, l’ospedale Saint Jean de Dieu di Afagnan continua a garantire ossigeno gratuito ai pazienti, nonostante i costi crescenti della sanità. Una scelta che riguarda non solo l’assistenza, ma l’idea stessa di diritto alla cura.

 

Il progetto nasce da una necessità molto concreta.

Aumentare il numero di bombole disponibili e garantire continuità e sicurezza durante gli spostamenti dei pazienti all’interno dell’ospedale e nelle emergenze.

I benefici saranno immediati per:

  • bambini e adulti che necessitano di ossigenoterapia
  • personale medico e infermieristico
  • pazienti trasportati in ambulanza
  • centri sanitari periferici della regione dei Laghi
  • famiglie dei pazienti
  • l’intera struttura ospedaliera, che potrà diventare più autonoma ed efficiente

La nuova macchina permetterà infatti di:

  • riempire bombole direttamente in ospedale
  • garantire disponibilità continua 24 ore su 24
  • ridurre i costi di approvvigionamento
  • diminuire la dipendenza da fornitori esterni
  • mantenere l’ossigeno accessibile ai pazienti più fragili

Il costo complessivo del progetto è oggi stimato in circa 20.000 euro.

Secondo le stime dell’ospedale, questo investimento permetterà di ridurre significativamente i costi futuri e di rafforzare nel tempo la sostenibilità del sistema sanitario locale.

 

Per UTA Aps, sostenere progetti come questo significa costruire strumenti che restano nel tempo.

Non interventi isolati.
Non emergenze raccontate per qualche giorno.

Ma infrastrutture sanitarie che permettono a medici, infermieri e operatori di continuare a curare ogni giorno, in condizioni migliori e con maggiore autonomia.

Perché curare non significa solo intervenire.
Significa mettere una struttura nelle condizioni di continuare a farlo, ogni giorno.

Oggi puoi contribuire concretamente alla realizzazione di questo progetto.

Una donazione può aiutare l’ospedale di Afagnan a garantire ossigeno disponibile, continuo e accessibile per bambini, adulti e pazienti in emergenza.

Sostenere questo progetto significa finanziare uno strumento che continuerà a salvare vite nel tempo.

 

 


 

Dai una mano anche tu

Sostenere UTA significa rafforzare un sistema di cura che accompagna madri e bambini nei momenti più delicati.

Anche una  piccola cifra può fare la differenza.

 

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