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Ritorno alla normalità: la parola al Direttore dell'Ospedale San Raffaele Arcangelo

In questo momento tutte le Strutture dell’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli stanno gradualmente ritornando alla normalità, riprendendo progetti e servizi che a causa dell’emergenza Coronavirus sono stati inevitabilmente sospesi.

Il Dott. Giorgio Lupazzi, Direttore dell’Ospedale San Raffaele Arcangelo, ci ha raccontato della fase successiva al lockdown, dell’esperienza COVID e dei servizi attivati dalla Struttura veneta durante questo difficile periodo. 

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Ospedale San Raffaele Arcangelo a Venezia: ritorno alla normalità

Almeno in parte, ci lasciamo alle spalle l'emergenza COVID-19. Anche un bilancio di ciò che si è fatto in collaborazione con la Regione Veneto, cosa comporta il ritorno alla normalità per gli ospiti e le loro famiglie?

Il sistema sanitario regionale ha reagito in modo tempestivo, ottenendo i buoni risultati che tutti conosciamo a livello di contenimento del contagio. Ora, in fase di riapertura, le autorità sanitarie territoriali sono molto prudenti e ci chiedono di potenziare le misure di prevenzione e di monitoraggio, sia per i nuovi ingressi di ospiti/pazienti, sia nella concessione di visite da parte di familiari e caregiver. 

L'Ospedale San Raffaele Arcangelo ha già riavviato tutte le sue attività, anche quelle che erano state totalmente sospese in fase di lockdown, come le attività ambulatoriali. Siamo operativi al 100%, e ottemperanti in toto alle indicazioni regionali sulle procedure utili a scongiurare il diffondersi del virus.  

 

L’attenzione alle misure di sicurezza e il nuovo servizio di videochiamate

Tutti i pazienti sono accolti in condizioni di assoluta sicurezza, in moduli e stanze dedicate, monitorati per un periodo fino a 14 giorni per valutare l'eventuale insorgenza di sintomi respiratori. Tutte le altre persone sono tenute a seguire poche e semplici regole che sono però segno del nostro senso civico e del rispetto che dobbiamo avere per il prossimo.

Innanzitutto, chiunque acceda a qualunque titolo alla Struttura (lavoratore, paziente ambulatoriale, familiare/caregiver) deve presentarsi senza largo anticipo rispetto al motivo dell'accesso, e deve poi sostare presso il nostro punto di accoglienza posto all'ingresso, dove un nostro addetto è preposto a: 

  • misurare la temperatura con termometro a infrarossi che non prevede il contatto;
  • assicurarsi che si utilizzi la mascherina;
  • verificare il lavaggio delle mani con il gel messo a disposizione della struttura.  

Rimane comunque attivo per i familiari il servizio di videochiamate, che ha riscosso un notevole successo nel periodo di chiusura totale imposto dalle autorità. A tal proposito ringraziamo sentitamente tre realtà del veneziano, che in totale gratuità ci hanno contattato per offrirci un fattivo contributo, donandoci alcuni tablet utili per poter moltiplicare le possibilità di contatto a distanza tra degenti e familiari. Un gesto d'amore che ci sentiamo di valorizzare pubblicamente con queste poche righe. Un grazie, quindi, a:    

 

I progetti in corso e in programma: da dove si riparte?

Siamo tutti molto entusiasti di poter riprendere da dove avevamo interrotto le nostre progettualità già avviate a inizio anno. Stiamo potenziando le nostre proposte ambulatoriali, di riabilitazione e di cardiologia, anche in condivisione con la nostra Ulss 3 Serenissima, con la quale collaboriamo da vicino per andare incontro alle esigenze del nostro territorio.

In più, continuiamo sulla strada dell'innalzamento del livello di sicurezza interna, con numerose progettualità formative e la rivisitazione dei percorsi di cura, soprattutto dopo l'esperienza acquisita nell'ultimo periodo.  

Inoltre, proseguiremo l'iter di ampliamento della nostra unità di offerta di Ospedale di Comunità, e nonostante gli ultimi mesi di rallentamento di tutto il tessuto economico e sociale, abbiamo continuato a progettare ulteriori sviluppi per i nostri servizi di cui potremo dire di più solo entro fine anno.  

 

L’esperienza Coronavirus, una sfida inedita

Per chi ha lavorato in sanità durante il periodo appena trascorso il motore è girato a velocità vertiginose: ogni giorno una novità da trasferire a tutto il personale, con il rischio che il giorno successivo quanto impostato il giorno prima potesse essere modificato se non addirittura rivisto daccapo.

Le Direzioni si sono completamente dedicate al personale sanitario, assicurandosi che oltre ad avere i dispositivi di sicurezza adeguati, vi fosse in tutti la consapevolezza di aver qualcuno su cui contare, per tutte le necessità, anche per un semplice sfogo, per essere ascoltati nei timori di dover affrontare questa sfida inedita. Credo che questa scelta abbia pagato, e sono certo che questa nostra attenzione sia stata un elemento di successo non secondario.  

Infine, porterò per sempre con me gli occhi spavaldi e sorridenti di chi, senza paura alcuna, ha vestito la mascherina e proseguito a testa alta nella cura dei nostri malati, ancor più fieri di prima di poter portare una parola di speranza a chi è nella fragilità.
 

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