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Diabete di tipo 1 e tipo 2: la parola alla Dottoressa Molteni

14 novembre 2022

Il diabete è una patologia metabolica cronica, caratterizzata da elevati livelli di glucosio nel sangue. Questo succede perché l’insulina, ormone responsabile dell’ingresso del glucosio nelle cellule e della sua utilizzazione come fonte energetica, non funziona bene oppure è carente. Abbiamo intervistato la Dottoressa Laura Molteni, Responsabile del Centro Ambulatoriale di Diabetologia, Endocrinologia e Cura delle Malattie Metaboliche dell’Ospedale Sacra Famiglia di Erba. Leggi l'articolo per approfondire.

 

Diabete di tipo 1 e di tipo 2: cosa sono e quali sono le differenze

Le forme di diabete più note sono: il diabete di tipo 1 e di tipo 2.

Il diabete di tipo 2 ha spesso una genesi di tipo dietetico comportamentale: è legato, cioè, ad una scorretta alimentazione e allo svolgimento di poca attività fisica. Insorge principalmente in soggetti di età adulta.

Nonostante ciò, a causa del peggioramento di stili di vita e di alimentazione si stanno tuttavia registrando casi anche in età giovanile e persino pediatrica.

Principali fattori di rischio sono:

  • familiarità;
  • sovrappeso oppure obesità;
  • fattori di rischio cardiovascolare come ipertensione, colesterolo elevato, iper-trigliceridemia, iperuricemia;
  • scarsa attività fisica;
  • scorretta alimentazione.

Tutti questi fattori rientrano in una sindrome più complessa, chiamata Sindrome Metabolica: l’incremento di peso e di circonferenza vita quando, accompagnati da altri fattori di rischio cardiovascolari, determinano insulino-resistenza che predispone l’insorgenza del diabete di tipo 2.

Il diabete di tipo 1, invece, ha una genesi totalmente diversa: è patologia autoimmune per la quale si sviluppano degli anticorpi che vanno ad attaccare le cellule beta del pancreas, produttrici di insulina.

Essendo una patologia autoimmune, sono più a rischio coloro che soffrono o hanno familiarità per altre patologie autoimmuni organo-specifiche come:

  • tiroidite autoimmune,
  • celiachia,
  • patologie reumatologiche.

I fattori eziopatogenetici che la causano non sono noti, ma ci sono alcuni studi che dimostrano che infezioni gastroenteriche contratte nei primissimi anni di vita, la mancanza di allattamento materno e l’età di introduzione del glutine durante lo svezzamento giocano un ruolo nell’eziopatogenesi di questa patologia.

Il diabete di tipo 1 rappresenta il 10% dei casi totali: in Italia le persone che soffrono di diabete di tipo 1 sono circa 300.000, la cui incidenza è in aumento. Tale tipologia insorge più frequentemente nell’età infantile ed adolescenziale (3-5%), anche se può insorgere a qualunque età.

 

Sintomi del diabete: l'importanza della diagnosi precoce

Il diabete di tipo 1 ha un esordio quasi sempre improvviso con sintomatologia importante. I principali sintomi di questa patologia sono:

  • polidipsia, ovvero l'aumento della sete;
  • poliuria, ovvero l'aumento della diuresi;
  • calo ponderale, ovvero la diminuzione della massa corporea per effetto di processi di natura fisiologica o patologica;
  • stanchezza.

Quando non riconosciuto tempestivamente, il diabete di tipo 1 può portare alla chetoacidosi diabetica, una pericolosa complicanza della patologia.

Nel caso del diabete di tipo 2, invece, spesso la diagnosi è occasionale, con riscontro di iperglicemia agli esami del sangue e diventa sintomatico solo quando i livelli di glicemia sono molto elevati.

"È estremamente importante, quindi, che i pazienti che riscontrano i fattori di rischio elencati prima facciano controlli ematici periodici" consiglia la Dottoressa Molteni.

 

Prevenzione e cura del diabete di tipo 1 

Il diabete di tipo 1 al momento non si può prevenire; ci sono molti studi che ricercano una cura o una strategia preventiva, ma finora sono risultati inefficaci.

Il diabete di tipo 1 ha come unica terapia l’assunzione dell’insulina, che è vitale e indispensabile per la cura di questa malattia.

Sicuramente si tratta di una malattia molto pervasiva, che impegna molto il paziente nella gestione quotidiana. Tuttavia, è una patologia con cui oggi si può convivere tranquillamente. Infatti, grazie ai nuovi devices messi a disposizione dalla medicina e dalla tecnologia, i nostri pazienti svolgono una vita del tutto normale: esistono infatti microinfusori, che erogano insulina in modo automatico dialogando con sensori di rilevazione glicemica che permettono di misurare la glicemia senza pungere il dito.

Non ci sono diete particolari per questo tipo di diabete, anche se, come per tutti noi, è importante mantenere un’alimentazione sana.  

"Grazie alla tecnica del conteggio dei carboidrati, che insegniamo ai nostri Pazienti, i diabetici imparano ad adeguare la posologia insulinica al cibo assunto e all’attività sportiva svolta" spiega la Dottoressa Molteni.

 

Prevenzione e cura del diabete di tipo 2

Il diabete mellito di tipo 2 può essere prevenuto o, comunque, è possibile prevenire o posticipare l’insorgenza delle sue complicanze o ridurne la gravità, mantenendo quanto più possibile stabili nel tempo i valori glicemici.

"Per fare ciò, è importante seguire uno stile di vita sano: non esiste un’altra patologia per la quale sia così importante la collaborazione e la partecipazione attiva del paziente per la cura della patologia stessa", aggiunge la Dottoressa.

È importante rivolgersi a un Centro di Diabetologia per la cura e il follow up della patologia: è stato dimostrato che avere un’adeguata assistenza specialistica multiprofessionale porta a una riduzione del 19% della mortalità per tutte le cause legate al diabete. È quindi preoccupante sapere che solo il 30% di chi ne è affetto viene seguito dal diabetologo.

Inoltre, dal punto di vista terapeutico, ci sono state importanti novità negli ultimi anni. Molti dei farmaci sviluppati di recente sono in grado non solo di curare il diabete, ma anche di prevenire in maniera attiva l’insorgenza molte delle temibili complicanze legate al diabete stesso, come le patologie cardiache e la malattia renale.

 

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