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Granada: città e simbolo dei Fatebenefratelli

Il melograno - dal latino “malum” (mela) e “granatum” (con semi) - è il simbolo distintivo dei Fatebenefratelli, che ritroviamo anche nel logo dell’Ordine.
Nella lingua spagnola, la parola “melograno” indica tanto il nome del famoso frutto a chicchi, quanto quello della città di Granada, tappa fondamentale per la vita del nostro fondatore, San Giovanni di Dio, e per la storia dell’Ordine.

Qual è, dunque, il legame esistente tra il frutto e la città scelta da San Giovanni di Dio per la realizzazione del primo Ospedale, a Calle Lucena? E quale significato possiede il melograno nella religione cattolica? Scopriamolo insieme.

 

La scelta di Granada

Non è chiaro il motivo che spinse San Giovanni di Dio a scegliere Granada come meta per realizzare la sua opera di carità e di cura dei più bisognosi. Non vi sono, inoltre, fonti storiche certe a riguardo, ma è probabile che la sua decisione fu dettata dalla vivacità e dal cosmopolitismo che caratterizzava la città nel XV secolo e, quindi, meta ideale per realizzare il processo di evangelizzazione promosso da San Giovanni di Dio.
Una volta giunto nella località spagnola, infatti, il santo iniziò a diffondere la parola di Dio mediante la raccomandazione di libri e di immagini che, secondo lui, costituivano un grande strumento per ravvivare la devozione e fissare i ricordi.

 

La leggenda del Gaucín

Nonostante la mancanza di fonti storiche, una delle storie più significative ed evocative che cercano di spiegare l’arrivo di San Giovanni di Dio a Granada è la celebre leggenda del Gaucín.
La vicenda narra dell’incontro che il santo ebbe con un umile trovatello, mentre passeggiava presso il piccolo comune di Gaucín, in Spagna. Deciso a non abbandonarlo, San Giovanni prese il bambino con sé sulle spalle e proseguì il cammino. Fermatosi per bere ad una fonte, San Giovanni adagiò il bambino sotto un albero, il quale mostrò al santo un melograno spaccato, dal quale fuoriusciva una croce, e gli disse: Granada sarà la tua croce.
L’emblematica assonanza tra il nome della città e la leggenda del frutto costituisce ancora oggi per i Fatebenefratelli un lascito importante per la cultura dell’Ordine.

 

Il melograno: un simbolo per diverse culture

Il melograno è da sempre protagonista di una serie di significati e di simbolismi ad esso attribuiti da diverse culture, dall’arte e dalla religione. Vediamone insieme alcuni esempi.
Ritroviamo il melograno raffigurato nelle opere d’arte di celebri artisti, come nella “Madonna dal melograno” di Botticelli e nella “Madonna della melagrana” di Pinturicchio, dove in questo caso il frutto simboleggia la produttività e la generazione universale. Più in generale, il melograno non è sconosciuto alla religione cristiana, ma anzi rappresenta la Chiesa - il frutto intero - che unisce a sé tutti gli uominii chicchi del frutto.
Nella cultura ebraica il melograno (“rimon”) è un simbolo di produttività e di unità del popolo, metaforicamente rappresentato dalla vicinanza dei chicchi del frutto.
Nella cultura cinese viene offerto ai nuovi sposi per augurare una prosperosa discendenza, mentre in Medio Oriente è visto come simbolo che allontana l’odio e il disprezzo.
Infine, ritroviamo il melograno anche nella letteratura inglese. Secondo Shakespeare, infatti, Romeo si riparò sotto una melograna per cantare una serenata a Giulietta.

 

Il melograno nel logo dei Fatebenefratelli

Il melograno è l’elemento principale del logo dell’Ordine Fatebenefratelli, caratterizzato dal frutto, sormontato da una croce, e in alcune raffigurazioni contemporanee anche da una corona.
Tuttavia, lo stemma dell’Ordine non è sempre stato così, ma ha subito delle leggere modifiche nel corso del tempo.
In origine, i simboli dell’Ordine erano gli strumenti utilizzati durante l’elemosina - la cosiddetta “questua” - cioè la cassetta per le elemosine, il bastone e la sporta.
Poiché questi strumenti simboleggiavano anche altri ordini, come quello dei Cappuccini, col tempo si introdussero nuovi simboli, tra cui il melograno, già evocativo della leggendaria vicenda di Gaucín.
Per qualche tempo convissero due versioni del logo, uno caratterizzato dal frutto, sormontato da una croce, dalla quale si diramano dei raggi, ed uno in cui i raggi sono sostituiti da una stella.
Intorno al XVII secolo comparve anche una corona regale a sormontare lo stemma, conseguenza di un privilegio che il re Luigi XIII concesse ai frati dell’ordine, tanto cari alla moglie Anna d’Austria, loro benefattrice.
Oggi il simbolo dell’Ordine Fatebenefratelli è stilizzato, composto unicamente dal melograno sormontato dalla croce.

 

Granada: città natale dei Fatebenefratelli

Granada sarà la tua croce: una frase evocativa e piena di significato che avrebbe segnato la vita del santo nostro fondatore e le sue future opere. È a Granada, infatti, che San Giovanni di Dio fondò il suo primo ospedale, divenendo, come disse Lombroso, “il fondatore dell’ospedale moderno".
E fu sempre in questa città che venne fondato l’Ordine Fatebenefratelli, più precisamente nell’Ospedale di San Giovanni di Dio a Granada, inaugurato nell’agosto del 1553.
Granada rappresenta senza dubbio un simbolo fondamentale per l’Ordine Fatebenefratelli tanto come città, quanto come simbolo del melograno, come si è letto nell’emozionante leggenda del Gaucín. È da qui che è iniziata la missione di San Giovanni di Dio, fondatore dell’Ordine e promotore dei principi dell’ospitalità e dell’accoglienza.

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