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L’altro Gesù e la Chiesa del grembiule: l'intervista a Fra Luca

“L’altro Gesù e la Chiesa del grembiule” è il titolo di un nuovo libro scritto da Fra Luca Pietro Beato che, sin dal 1963 - quando fu ordinato sacerdote ad titulum hospitalitatis dall’Ordine Fatebenefratelli - dedica la sua vita al servizio dei malati e alla loro assistenza spirituale.

Nel suo libro egli parla del Gesù della storia”, una figura dalla dimensione umana - spesso tralasciata in favore della dimensione divina - sempre al servizio dei più bisognosi. Gesù, "un dio" dal volto caritatevole e solidale,  la stessa immagine che ha ispirato San Giovanni di Dio, fondatore dell’Ordine Fatebenefratelli.

Abbiamo avuto modo di discutere proprio con Fra Luca di questo e di altri temi contenuti nella sua pubblicazione. Ecco di seguito l'intervista completa. 

 

L'altro Gesù e la chiesa del grembiule

Gesù con il grembiule

Uno dei temi fondamentali del libro “L’altro Gesù e la Chiesa del grembiule” è la centralità della figura storica di Gesù, quella figura che la Chiesa durante le sue celebrazioni non cita spesso, prediligendo invece quella del Cristo glorificato. Il libro, al contrario, vuole ritrarre la dimensione umana del figlio di Dio “e le lotte che Gesù ha intrapreso contro la società teocratica del suo tempo”, come ci ha raccontato Fra Luca durante l’intervista.

Un Gesù “con il grembiule”, appunto, che ha vissuto al servizio degli uomini. Questo atteggiamento di servizio è ben espresso in un avvenimento conosciuto da tutti i fedeli: il rituale della lavanda dei piedi. Questa è anche la ragione della scelta della copertina del libro: Gesù che lava i piedi agli Apostoli, che esprime la sua reale essenza umana, caritatevole e solidale.

 

Il tema dell’aggiornamento all’interno della Chiesa

Un altro elemento fondamentale che emerge dalla lettura del libro, confermato da Fra Luca durante l’intervista, è l’importanza dell’aggiornamento. L’esigenza di una Chiesa aggiornata, moderna, vicina alle esigenze delle persone che vivono il proprio tempo è stata sottolineata già da Papa Giovanni XXIII durante il Concilio Vaticano II, svoltosi dal 1962 al 1965 nella Città del Vaticano.

Il documento di riferimento di Papa Giovanni XXIII è la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo (ONU, 10 dicembre 1948), che mette al centro il valore fondamentale della libertà e che si esprime in senso pratico nell’accesso alle cure e nella libertà religiosa, intesa come comunione tra le religioni, poiché “tutte le religioni non sono altro che vie diverse per avvicinarsi di più a Dio” - dice Fra Luca.

“Un aggiornamento ulteriore all’interno della Chiesa”, continua il frate, “dovrebbe riguardare la riduzione delle distanze dei diritti tra uomo e donna. Il mondo laico può insegnarci alcuni buoni principi per i quali ancora si sta lottando. È necessario un aggiornamento della Chiesa che vada di pari passo con l’aggiornamento della società”.

E ancora, “i principi sulla base dei quali viene conferita la santità necessitano di aggiornarsi. Un tempo solo i casti, solo coloro che in vita non avevano indugiato in atti carnali potevano aggiudicarsi la santità. Questo principio merita di essere svecchiato: anche un buon padre o una buona madre di famiglia possono compiere azioni meravigliose. Le vere rivoluzioni non le fanno gli ideali, ma le persone, come San Giovanni di Dio.

 

L’operosità del Fatebenefratelli

Fra Luca sostiene che questo aggiornamento di cui si è parlato, si può realizzare solo se siamo sempre pronti ad aprire le porte a chi ne ha bisogno. È necessario, quindi, essere al servizio degli uomini, come ci dimostra l’operosità di Gesù, fonte di ispirazione per le opere realizzate da San Giovanni di Dio e dall’intero Ordine dei Fatebenefratelli.
“Oggi” - ci racconta Fra Luca - “a Brescia ci prendiamo cura dei più bisognosi presso il
centro di accoglienza per i profughi e l’Asilo Notturno. Quest’ultimo da 35 anni accoglie i senza-tetto e fornisce assistenza e carità”.

In queste strutture, ogni giorno, i dipendenti e i volontari si impegnano per realizzare la missione dei Fatebenefratelli, un’operosità fondata sull’assistenza medica e spirituale, che persegue i principi dell’ospitalità e dell’accoglienza senza disparità di genere o di credenze, così come insegnato da San Giovanni di Dio.

 

L’opera assistenziale realizzata in Africa

La realizzazione dell’assistenza e delle opere caritatevoli non si ferma in Italia, ma continua anche in Africa. L’Ordine Fatebenefratelli è molto attivo nel continente africano. Nel 1964, per curare i malati poveri, specialmente bambini, è stato realizzato un ospedale ad Afagnan, nello stato del Togo, e nel 1970 uno a Tanguiéta, nel Benin.

L’ospedale di Afagnan ha una capienza di 270 posti letto e collabora con l'Università di Lomè e con quella di Milano per i corsi universitari di specializzazione. L’ospedale di Tanguiéta ha una capienza di 230 posti letto e dal 2005 è l'ospedale universitario convenzionato con l'Università di Parakou. Entrambi praticano la medicina preventiva con vaccinazioni di vario genere. I pazienti sono principalmente bambini denutriti, giovani e malati di HIV E AIDS. Vite che, grazie all’azione dei Fatebenefratelli, ritrovano speranza e dignità.

 

U.T.A. ONLUS

La missione compiuta dagli ospedali in Africa è condivisa dall’U.T.A. (Uniti per Tanguiéta e Afagnan), diventata ONLUS nel 1998. L'Associazione benefica U.T.A. ONLUS è sorta grazie all’impegno di Fra Luca e di altri amici, con lo scopo di rispondere agli appelli di aiuto dei frati missionari dell'Ordine Religioso dei Fatebenefratelli, Fra Piergiorgio dr. Romanelli e Fra Fiorenzo dr. Priuli.
Gli aiuti sono diretti principalmente ai due Ospedali nel Togo e nel Benin
per curare e assistere i più bisognosi.

Fra Luca ha personalmente trascorso un periodo di missione in Africa accanto ai Fatebenefratelli, per contribuire nel salvare vite umane, e spera di farvi ritorno il prossimo anno, nel 2020, in occasione del 50° anniversario dell'Ospedale di Tanguiéta.

“L’altro Gesù e la Chiesa del grembiule”, quindi, è un libro che mette al centro l’importanza dell’operosità di Gesù, intesa come missione per realizzare l’assistenza verso tutti gli uomini.
Questi valori, insieme all’ospitalità, alla carità e all’accoglienza sono gli stessi che hanno portato San Giovanni di Dio a realizzare il “suo” ospedale e a dare vita ai Fatebenefratelli.

Grazie ancora a Fra Luca Pietro Beato per aver condiviso con noi la figura del Gesù “con il grembiule” e le profonde considerazioni che stanno alla base del carisma del nostro Ordine Ospedaliero.
Se vuoi contribuire alla missione africana dei Fatebenefratelli puoi donare a:

Uniti per Tanguiéta e Afagnan = U.T.A. onlus
Via Ca' Cornaro, 5 - 36060 Romano d'Ezzelino VI
c/c postale 14280366 - Volksbank - Fil. Romano d'Ezzelino
IBAN: IT64 E058 5660 9001 6657 0004 248;

Centroveneto Bassano Banca, Ag. di Romano d'Ezzelino
IBAN: IT66 P085 9060 9000 2100 0027 744
C.F. 91011380242 E-mail: uta96@fatebenefratelli.eu
sito: www.uta96.it ; cell. Fra Luca Beato 347 9197868

 

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Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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