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Riforma Terzo settore: le Onlus diventano Enti del Terzo Settore (ETS)

17 novembre 2022

La normativa che regolamenta il funzionamento delle Onlus è molto precisa, e rende questi enti delle organizzazioni sicure, di cui i donatori possono fidarsi. Va però sottolineato che negli ultimi anni tale normativa ha subito diverse modifiche: è infatti stata introdotta la riforma del Terzo settore.

Continua a leggere per saperne di più!

In questo articolo parleremo di:

- Riforma Terzo settore 2017: cosa cambia
- Codice del Terzo settore: cos'è
- La nascita del RUNTS: il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

 

Riforma Terzo settore 2017: cosa cambia

La riforma del Terzo settore, introdotta a partire dal 2017, ha modificato il panorama delle organizzazioni non profit, portando con sé diversi cambiamenti. Tale riforma prende avvio con la legge delega 106/2016 e nasce con il desiderio di portare maggior ordine e chiarezza all’interno del Terzo settore, andando a ridefinire la normativa che caratterizza tutte le organizzazioni che operano nel mondo del non profit.

Tra i molteplici cambiamenti introdotti dalla riforma, spicca la nascita della qualifica di “Ente del Terzo Settore” (ETS), che si applicherà a tutte le associazioni e organizzazioni che svolgono attività di interesse generale e che perseguono finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale, senza scopo di lucro.

Ma non solo: tra le principali novità portate dalla riforma vi è l’introduzione del Codice del Terzo Settore, un decreto legislativo che raccoglie tutta la normativa riguardo gli enti del Terzo settore. Inoltre, la riforma ha anche portato all’istituzione del RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, e cioè un elenco comprensivo di tutti gli enti del Terzo settore esistenti all’interno del nostro Paese.

Va inoltre sottolineato che i maggiori cambiamenti che la riforma ha determinato riguardano il mondo delle Onlus: la riforma del Terzo settore, infatti, ha eliminato la qualifica di Onlus e ha determinato l’abrogazione della normativa relativa a queste organizzazioni.

 

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Codice del Terzo settore: cos'è

Uno dei principali pilastri su cui si basa la riforma è il nuovo Codice del Terzo Settore (Decreto legislativo n.117 del 03 Luglio 2017), uno strumento normativo che ha lo scopo di raccogliere tutte le norme riguardanti gli enti del Terzo settore.

L’introduzione di questo decreto va a riordinare la disciplina che regolamenta le organizzazioni non profit, e agisce su molteplici fronti: in particolare, esso sancisce gli obblighi che gli enti del Terzo settore sono tenuti a rispettare; elenca inoltre le agevolazioni fiscali di cui gli enti regolarmente iscritti al RUNTS possono usufruire e prevede la revisione della normativa fiscale applicabile a ciascuna tipologia di ente.

La riforma impone anche che tutti gli enti del Terzo settore siano sottoposti a controlli periodici, che accertino il perseguimento da parte degli stessi di finalità solidaristiche, la loro iscrizione al RUNTS, nonché il rispetto degli obblighi sanciti nel codice del Terzo settore. È dunque chiaro che tra gli obiettivi primari della riforma vi è quello di garantire la trasparenza e la correttezza delle attività svolte dagli enti del Terzo settore.

Riforma Terzo settore

 

La nascita del RUNTS: il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore

Tra le principali novità introdotte dalla riforma vi è poi la nascita del RUNTS, il Registro Unico Nazionale del Terzo Settore, uno strumento che riorganizza il sistema di registrazione degli enti del Terzo settore e che racchiude al suo interno le loro principali caratteristiche. Nel registro unico vengono infatti indicate svariate informazioni di base riguardo gli enti, tra cui la denominazione, il codice fiscale, le generalità dei rappresentanti legali e dei soggetti che ricoprono cariche sociali, i rendiconti e i bilanci sociali.

Il RUNTS prevede sette categorie di enti del Terzo settore, e cioè:

  1. Organizzazioni di volontariato
  2. Associazioni di promozione sociale
  3. Enti filantropici
  4. Imprese sociali
  5. Reti associative
  6. Società di mutuo soccorso
  7. Altri Enti del Terzo Settore

Dal momento che la riforma del Terzo settore non prevede una trasmigrazione automatica delle Onlus iscritte all’Anagrafe Unica verso il RUNTS, saranno le Onlus stesse a dover analizzare accuratamente la propria attività per poter scegliere in maniera consapevole a quale di queste categorie registrarsi. Va inoltre sottolineato che l’iscrizione al RUNTS sarà fondamentale per permettere a queste organizzazioni di portare avanti le proprie attività e di beneficiare delle agevolazioni fiscali destinate agli enti del Terzo settore. Le Onlus che non desiderino iscriversi al RUNTS, infatti, saranno obbligate a devolvere il proprio patrimonio ad un altro ente del Terzo settore, e non potranno beneficiare delle agevolazioni fiscali previste dal codice del Terzo settore.

Il Registro Unico è entrato in vigore a partire dal 23 novembre 2021, ed è consultabile in via telematica da chiunque lo desideri. Esso si configura pertanto come ulteriore elemento che garantisce la trasparenza dell’operato degli enti del Terzo settore. Tutti i cittadini che desiderino fare una donazione, infatti, avranno la possibilità di consultare il RUNTS per avere la certezza che l’ente che hanno individuato sia effettivamente iscritto al Registro, e per ricercare le informazioni di base delle diverse organizzazioni non profit.

Infine, va ricordato che è prevista una scadenza per l’iscrizione delle Onlus al Registro Unico: tali organizzazioni, infatti, avranno tempo per iscriversi al RUNTS fino al 31 marzo del periodo d’imposta successivo al rilascio della prevista autorizzazione della Commissione europea.

 

Risulta dunque evidente che la riforma del Terzo settore ha portato tantissimi cambiamenti nel mondo delle organizzazioni non profit, e in particolare per le Onlus. Va poi sottolineato che il processo di adeguamento alla riforma del Terzo settore da parte di questi enti è tuttora in atto: ad oggi, infatti, ci troviamo ancora in una fase di transizione. Pertanto, le Onlus sono chiamate a adattarsi a questi nuovi cambiamenti per continuare a svolgere le proprie attività.

 

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