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RSA San Carlo Borromeo di Solbiate: l'intervista al nuovo Direttore

Il Dott. Fausto Turci è il nuovo Direttore della Residenza Sanitaria Assistenziale San Carlo Borromeo di Solbiate, che si caratterizza per l’accoglienza delle persone anziane, in particolare per quelle affette da particolari demenze.

Con alle spalle una lunga esperienza professionale, il Dott. Turci ci ha raccontato dell’immediato futuro della Struttura, dei nuovi progetti e dei passi successivi intrapresi in questa seconda fase di emergenza Coronavirus.

Leggi la sua intervista!

 

Residenza San Carlo Borromeo: la storia professionale del nuovo Direttore

Nuovo Direttore RSA San Carlo BorromeoProprio in questi giorni, venti anni fa, un caro amico mi chiese di aprire ex novo una RSA a Milano affidandomi la Direzione: è stata la mia prima esperienza nel socio-sanitario, realizzando un mio desiderio professionale che era proprio quello di dirigere una struttura.

Da allora ho vissuto più esperienze, in diverse strutture con tipologie di gestori diversificati: privato puro, Fondazioni ex Ipab, Grandi Gruppi, che mi hanno permesso di scoprire e comprendere le diverse modalità gestionali, di vivere diverse missioni e di conoscere molti Ospiti ed un gran numero di operatori.

Da tutte queste esperienze e, soprattutto, dalle persone che ho incontrato, ho raccolto ed imparato molto, permettendomi di crescere nel tempo, come persona e come professionista.

Il percorso di formazione, nell’ambito della Laurea in Psicologia, mi ha permesso di avere sempre un occhio aperto sugli aspetti relazionali e spero e credo che riusciremo a costruire anche alla San Carlo Borromeo un bel clima ed una buona prospettiva di lavoro insieme.

 

Assumere la direzione della Residenza San Carlo Borromeo: un momento delicato per le RSA

Il post COVID costringerà le RSA, e credo, anche le Istituzioni, a cercare nuove soluzioni gestionali ed identificare nuovi modelli organizzativi. Per me arrivare in una Struttura così prestigiosa è un grande stimolo, che sento di vivere come il primo giorno di scuola, proprio perché quello che era modello consolidato richiede oggi una nuova domanda: "Cosa dobbiamo fare per innovare le nostre gestioni?"

È per me una grande responsabilità, perché dopo un periodo così difficile, si tratterà di consolidare le cose buone esistenti e proporre ed agevolare novità organizzative, gestionali e relazionali coerenti con un futuro ancora molto incerto ed indefinibile.

 

La vita degli Ospiti e delle loro famiglie: come cambierà in questo delicato momento di ripartenza?

Credo che dopo questo difficile periodo, da un parte le diffidenze ed i pregiudizi verso le RSA rischiano di accentuarsi, dall’altra la relazione tra Gestori e Familiari richiederà un'alleanza più trasparente e condivisa.

Il distanziamento sociale, attuato durante questa pandemia, non ha solo allontanato fisicamente le persone, ma le ha isolate soprattutto emozionalmente e psicologicamente. La paura di “non vedersi più” si aggiunge alle consuete difficoltà di Ospiti e familiari.

Ritengo, proprio per questo, che le RSA che sapranno, non solo esprimere, ma anche anteporre i valori relazionali ed umani, faranno la differenza. Toccherà a noi rassicurare di essere vicini agli Ospiti per conto dei loro cari, non solo per le operazioni assistenziali, ma anche, ed in questo momento soprattutto, per gli aspetti emotivi e psicologici.

Va considerato come prioritario anche un altro aspetto: il cambiamento della “domanda”. I recenti eventi legati al COVID ci costringono a intercettare in maniera più puntuale le cambiate esigenze dei potenziali Ospiti e predisporre strategie di risposta adeguate e coerenti con i loro nuovi bisogni.

 

 Il Carisma di San Giovanni di Dio: come fornire un'assistenza integrale oggi

Ci tengo a sottolineare come alla RSA, prima che arrivassi io, siano state applicate “cure sollecite e qualificate oltre che affetto e calore”, tanto che non ci sono stati gravi casi di COVID: non è una casualità ma è frutto della professionalità e della cura agita da tutto il personale a qualsiasi livello.

Lo spirito di San Giovanni di Dio è stato ben applicato: ricordarsi sempre di intravedere nel più sofferente e debole il volto di Cristo è un importante aiuto per poterli veramente assistere con la giusta attenzione.

Sapere di fare parte di un'organizzazione che non solo professa questi valori, ma li inserisce addirittura in una Carta di Identità e chiede che vengano manifestati ed agiti, pur nelle libertà individuali, è garanzia che si può trasmettere positivamente lo spirito del fondatore.

 

Nel prossimo futuro: servizi da rafforzare e nuovi progetti

Ho bisogno di conoscere bene le persone che lavorano in Struttura, dalle quali mi attendo aiuto e alle quali spero di dare il mio contributo per lavorare meglio, soprattutto sostenendo serenità e motivazione.

La conoscenza mi permetterà poi di identificare le priorità: con il contributo del lavoro di ciascuno e cercando sempre nuovi stimoli e nuove idee sono certo che attueremo importanti progetti.

Se devo identificarne uno in particolare, credo che lo sviluppo di un progetto innovativo nel Nucleo Alzheimer sia una sfida stimolante e che potrebbe rendere migliore la vita degli Ospiti, che possono pur aver perso la capacità cognitiva, ma non devono perdere la loro dignità e la prospettiva di una loro specifica “normalità”.

 

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