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Teatro e cura al Centro Sant'Ambrogio: la parola ad Arianna Scommegna

I laboratori educativi e creativi promossi dal Centro Sant'Ambrogio sono un insieme di iniziative dedicate agli Ospiti, con il duplice obiettivo di favorire il percorso di cura e creare una piacevole permanenza, caratterizzata da momenti di apprendimento e di condivisione.

Grazie ai laboratori proposti gli Ospiti hanno potuto mettersi in gioco e conoscere figure esterne che li hanno accompagnati in un percorso formativo. Tra queste anche Arianna Scommegna, attrice teatrale nella compagnia milanese Atir Teatro Ringhiera.

Continua a leggere per scoprire di più.

 

Libertà di essere, libertà di agire

Arianna Scommegna è stata una delle attrici che hanno accompagnato per tre mesi gli Ospiti negli incontri del Laboratorio teatrale l'Albero: dai primi momenti per conoscersi, alle prove nel bellissimo giardino del Centro, fino alla presentazione davanti ad amici e parenti.

Un percorso in cui i partecipanti hanno potuto avere un ruolo attivo, mettendosi in gioco in un'attività molto complessa: la recitazione. Insieme hanno potuto capire le potenzialità creative di ciascun membro, dando pieno spazio all'espressione di sé

Ma non solo: hanno dato pieno spazio anche alla libertà di essere e di agire. L'opera recitata è stata il testo "L’Albero" di Shel Silverstein, ovvero un racconto fiabesco con tanto di maghi, streghe e folletti. Vestendo i panni altrui, i partecipanti hanno avuto la piena possibilità di esprimersi, uscendo dalla propria personale identità.

Risultato? Un vero e proprio successo! Ma cosa ne pensa l'attrice?

Laboratorio di Teatro Centro S. Ambrogio

 

 

Esserci per l'altro: il valore della condivisione

Arianna racconta del clima vissuto nei primi tre mesi. Durante gli incontri iniziali, la Dott.ssa Marcolin, referente medico, ha presentato lei e le altre attrici agli Ospiti. Fin da subito si sono sentite a loro agio e hanno avuto la possibilità di interagire con i partecipanti. 

L'accoglienza da parte del Gruppo è stata tendenzialmente calorosa: dopo essersi presentate, ogni partecipante ha raccontato qualcosa di sé. Questo ha permesso di far venire meno un'iniziale diffidenza legata all'estraneità della loro presenza. Diffidenza presto svanita.

"Il rapporto umano con i pazienti è stato entusiasmante, caloroso: l'ultimo giorno è stato veramente emozionante, Michela che non aveva voluto partecipare al progetto, vedendo lo spettacolo, alla fine mi teneva la mano e non voleva staccarsi.", così racconta Arianna.

A volte, inoltre, gli Ospiti arrivavano al laboratorio con un trascorso emotivo molto forte.

"Ricordo un giorno in cui Valentina ci raccontò di aver perso il padre. Per noi fu un momento delicatissimo ma il fatto che lei potesse raccontarlo e noi accoglierlo senza troppi commenti ma semplicemente con l'empatia umana di uno sguardo accogliente ha permesso di stare insieme, per un paio di ore, abbandonandosi ad un gioco che libera i sentimenti e cura l'anima. Alla fine della giornata Valentina, che aveva cominciato dicendo che non avrebbe partecipato, ci ha ringraziato." 

Esserci per l'altro e condividere sia momenti di gioia, sia momenti di dolore: ecco uno degli elementi chiave del Laboratorio.



Centro Sant'Ambrogio: la fiducia verso il prossimo

Ogni incontro è stato un momento per consolidare la fiducia nei confronti degli altri partecipanti. Arianna ha sottolineato il supporto reciproco per riuscire a raggiungere un risultato comune. Gli Ospiti, inoltre, si sono aiutati l'un l'altro, ad esempio le ragazze si sono truccate a vicenda ottenendo un risultato eccellente.

Laboratorio di Teatro Centro S. Ambrogio

 

Non sono mancati momenti difficili, che hanno però rafforzato i legami tra i membri. 

"Un giorno, in un esercizio sulla fiducia, Giovanni ha fatto andare a sbattere Daniela contro un albero. Questo episodio è stato molto importante perché ha mostrato un limite: mi posso fidare dell'altro? Fin dove mi posso fidare? In apparenza questa fiducia è stata disattesa ma in realtà, in qualche modo, è stata sancita, sia in Daniela che in Giovanni facendo emergere concretamente una necessità di cura e di ascolto da entrambe le parti.", così ci racconta Arianna.

Arianna Scommegna ci ha confidato di ricordare l'esperienza in modo molto positivo, così come gli Ospiti coinvolti nel Laboratorio.

 

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