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Un esempio di Ospitalità: fra Fiorenzo e le testimonianze dalla lontana Africa

19 febbraio 2021

Gli Ospedali africani, che l’Associazione UTA Onlus sostiene con il suo aiuto, sono considerati in quelle terre dei punti di riferimento insostituibili. In particolare, la Struttura di Tanguiéta, guidata dalla rispettabile ed amata figura di fra Fiorenzo Priuli, è diventata nel corso degli anni un’istituzione nella lotta contro la malattia e la fame, soprattutto a favore di coloro che non possono permettersi alcuna assistenza medica.

Ecco tre preziose testimonianze di chi ha toccato con mano il valore dell’Ospitalità che guida fra Fiorenzo, il missionario chirurgo, e l’operato dell’Ospedale di Tanguiéta.

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"Dove? Vieni subito": la grandezza di cuore di fra Fiorenzo

Alla fine dell’anno 2008 proprio il 31 dicembre sono venuto a conoscenza dell'arrivo di una missione di chirurgia plastica presso l'Ospedale "Saint Jean de Dieu" di Tanguiéta. Dopo aver girato per il Benin e il Ghana in cerca di una soluzione alla mia patologia (un'infiammazione della parotide), ho contattato la Struttura ma non ho avuto la possibilità di trovare fra Fiorenzo per avere maggiori informazioni sulla missione.

Quindi ho dovuto richiamare qualche giorno dopo per parlare con il Dott. Priuli che mi ha avvisato di andare a Tanguiéta il più presto possibile. Appena arrivato verso le 18.00, ho chiamato più volte il numero di fra Fiorenzo. In altre circostanze o con altri interlocutori, mi sarebbe stato detto che è tardi o "Sono stanco"; ma la risposta dell'uomo di Dio fu: "Dove sei? Vieni subito".

Che grandezza di cuore: mi ha ricordato il dono che il Figlio di Dio ha fatto sulla croce e nonostante il suo potere Onnipotente e la sua sofferenza ha supplicato il Padre Celeste, dicendo: "Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno". Fra Fiorenzo non guardò la stanchezza della giornata, ma disse "Vieni subito".

Grazie alla sua chiamata notturna, che è stata cruciale, la mia vita oggi è salva e sono totalmente guarito dal mio dolore. La mattina seguente lui doveva, infatti, partire per Burkina Faso molto presto, alle 4 del mattino: se non fossi riuscito a raggiungerlo quella stessa stasera, penso che il mio viaggio a Tanguiéta sarebbe stato vano.

Fra Fiorenzo è totalmente dedicato alla guarigione di tutti coloro che passano dall’Ospedale, la cui fama supera le nostre frontiere.

Celestin Vodounou

 

Speranza ritrovata a Tanguiéta, la testimonianza di un Collaboratore

Vorrei unirmi agli amici del nostro caro fra Fiorenzo solo per dirvi cosa penso di lui. Direi semplicemente che fra Fiorenzo è più che un uomo. Ha ricevuto grazie eccezionali e, ancora meglio, sa come usarle per il benessere dei poveri, dei malati e dei disperati.

L’ho conosciuto nel 2003 e da quel momento, nonostante l'età, non è cambiato: ci accoglie sempre con lo stesso dinamismo, la stessa compassione e tanto che, appena dopo la visita, alcuni dei miei pazienti affermano che sono guariti prima ancora di ricevere una cura.

In aggiunta, fra Fiorenzo ha una disponibilità totale ed eccezionale. Sono responsabile di un programma di riabilitazione a Base comunitaria per persone handicappate di una diocesi del Burkina. Ricevo dei casi estremi, per cui i genitori e persino i dottori hanno perso la speranza. Ma ogni volta ho sempre scannerizzato le radiografie e i referti d'esame e li ho inviati alla sua casella di posta elettronica. Fra Fiorenzo umilmente li consulta e mi presenta delle proposte: potrei dire che attraverso di lui Dio ha salvato una dozzina di miei pazienti che non speravano più.

L'ultimo caso risale solo a Febbraio 2014. Un giovane epilettico che ha avuto una crisi in Costa d'Avorio: era caduto da un albero, procurandosi un frattura cervicale. Dopo due mesi di ricovero in un ospedale universitario del luogo, il bambino è stato dimesso anche se non poteva né sedersi né sollevare la testa, perché colpito da tetraplegia. È così che i genitori Burkinesi hanno deciso di tornare al villaggio prima che morisse.

Una volta arrivati in Burkina furono ricoverati in un ospedale CHR, ma la situazione del giovane non era migliorata, al contrario si è era aggravata. È stato in queste condizioni che l'ho incontrato. Ero molto stanco, disperato come i genitori. Commosso dalla situazione del giovane, ho contattato fra Fiorenzo condividendo con lui ciò che avevo appena osservato.

Mi ha chiesto di inviare le radio via e-mail. Una settimana dopo mi ha ricontattato fissando un appuntamento. Nella posta mi ha invitato a pregare che, se Dio vuole, nostro fratello sia salvato. Ho trasferito il paziente a Tanguiéta, fra Fiorenzo ha fatto tutto il necessario e Dio ha messo la mano sul giovane. Oggi noi ringraziamo il Signore, perché Abdoulaye che stava sdraiato, non poteva alzarsi, aveva perso il controllo delle urine e l'uso dei suoi quattro arti, ora cammina normalmente.

Fra Fiorenzo ha Dio con lui. Il Signore gli conceda tutte le grazie necessarie per la sua missione.

Edmond Kabore

 

"Vieni a Tanguiéta domani": un esempio a servizio del prossimo

Sono un paziente dell'Ospedale di Tanguiéta e un amico di fra Fiorenzo. Dopo aver avuto un forte dolore nel 2011, gli ho spiegato la mia malattia per e-mail: era un sabato mattina. La sera, consulto la mia posta, e mi aveva già risposto, dicendo "Vieni domani a Tanguiéta, che ti visito”.

Mi ricevette in ufficio la domenica sera alle 21.00. Guardò la TAC che avevo in mano e mi fece una ricetta. Non mi conosceva, non sapeva dove lavoravo, non conosceva la mia religione, non ero stato mandato da un ministro o da un'autorità e lui, il Direttore dell'Ospedale, mi aveva ricevuto di domenica. Non ci potevo credere, era inimmaginabile: questo può servire da esempio per i nostri dottori, professori ed altri, direttori, che anche durante l'orario di lavoro, difficilmente possono essere raggiunti.                       

Verso la fine della mia permanenza all'Ospedale, ha capito che ero un impiegato di Banca. Mi ha chiesto un aiuto: i pazienti arrivavano dai villaggi circostanti per visite mediche e molto spesso, per mancanza di soldi questi poveri malati ritornano a casa senza essere visitati. Dato quello che aveva fatto per me e quello che ogni giorno fa ai malati, agli abitanti dei villaggi, a tutte le categorie di persone senza distinzione, è stato con gioia che ho accettato di aiutarlo.

Fra Fiorenzo è infatti un Religioso che cerca soprattutto il benessere dei suoi pazienti: diciamo anche che è nato per servire il prossimo. È una ricchezza, una miniera d'oro per la popolazione di Tanguiéta e dei suoi dintorni, per tutto il popolo beninese e anche al di là dei nostri confini. Dobbiamo dirglielo mentre è vivo e anche fargli sapere che le porte del Paradiso sono spalancate per lui.

Preghiamo Dio Onnipotente che gli conceda salute, lunga vita e lo assista nel suo lavoro, in modo che possa continuare ad alleviare le sofferenze dei malati, trasmettere alla giovane generazione il suo stile di vita e la capacità di relazione. Amen.

Soglo Anselme

 

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