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L’Ospedale Reale e la nascita del carisma dell’Ospitalità

Uno dei momenti più significativi della vita del nostro fondatore, San Giovanni di Dio, fu il periodo di ricovero trascorso presso l’Ospedale Reale di Granada, che lo mise davanti alla ferocia con cui venivano trattati i malati e alla crudeltà delle cure. Questo fece emergere in lui il desiderio di realizzare il proprio ospedale, quello che sarebbe diventato l’ospedale umanizzato.

Quali furono le tappe fondamentali che condussero San Giovanni di Dio a dedicarsi con compassione e misericordia alla cura dei più bisognosi? E come si è consolidato il valore dell’ospitalità, così come promosso oggi dall’Ordine?

 

L’Ospedale Reale e il ricovero di San Giovanni di Dio

L’Ospedale Reale fu realizzato a Granada nel XVI secolo per volontà dei monarchi spagnoli, con l’obiettivo di fornire assistenza ai più bisognosi e di riunire in un’unica struttura la rete socio-sanitaria dell’area.

All’interno venne costruita una zona dedicata ai malati di mente, che vennero trasferiti dall’Alhambra all’Ospedale Reale.

È qui che fu internato San Giovanni di Dio intorno al 1538, in seguito a delle presunte manifestazioni di pazzia durante la festa del beato martire san Sebastiano, che si svolgeva nella città di Granada.

In particolare, il fattore scatenante si verificò durante la predica che il celebre maestro di teologia Avila pronunciò durante la festa e che fu così sentita e interiorizzata dal santo, da farlo uscire di senno e da condurlo a compiere azioni stravaganti.
In seguito a questo evento emerse il sospetto che egli avesse perduto la ragione e così fu condotto presso l’Ospedale Reale per essere ricoverato.

 

L’esperienza presso l’Ospedale Reale

Fu lì che il santo entrò in contatto con la vera realtà di queste strutture e con i duri trattamenti che esse destinavano ai malati di mente, come il flagello o l’essere legati con una corda.

Queste visioni fecero emergere nel santo la commiserazione e il dispiacere verso gli altri malati. Egli soffriva per loro, per il modo crudele e violento con cui venivano trattati i suoi fratelli - fu proprio in questo momento che egli iniziò ad utilizzare questo termine - e auspicava un trattamento più compassionevole per curare le loro sofferenze.

 

L’ospitalità di San Giovanni di Dio

Con il trascorrere dei giorni e del ricovero presso l’Ospedale Reale, cresceva anche il desiderio di San Giovanni di Dio di dedicarsi alla cura dei malati in una maniera più umana e misericordiosa: Gesù mi conceda il tempo e mi dia la grazia di avere io un ospedale, dove possa raccogliere i poveri abbandonati e privi della ragione, e servirli come desidero io.

È in questo momento che si colloca l’emergere del carisma di San Giovanni di Dio e cioè dell’ospitalità.

Il santo aveva compreso come la sua “missione” fosse proprio questa e cioè realizzare un’opera in cui i poveri, i malati e i bisognosi - i “suoi fratelli” - potessero essere accuditi in un modo dignitoso.

La nuova consapevolezza di San Giovanni di Dio si riflesse anche sui successivi momenti trascorsi all’Ospedale Reale. Il santo, infatti, iniziò a prendersi cura personalmente dei malati, in modo amorevole e caritatevole.

I medici e gli assistenti dell’Ospedale si resero conto che il santo era ormai guarito e, dopo aver sperimentato l’assistenza presso l’Ospedale Reale, San Giovanni di Dio fu lasciato libero di iniziare la propria opera di evangelizzazione.

 

Un approfondimento sull’ospitalità

La missione dell’ospitalità così come realizzata da San Giovanni di Dio nacque, dunque, proprio durante il periodo trascorso presso l’Ospedale Reale di Granada e, più in particolare, dalla volontà di accogliere e accudire i più bisognosi.

All’interno della Carta d’Identità dell’Ordine dei Fatebenefratelli questo concetto viene approfondito, spiegando i significati e le forme che esso possiede nell’Antico e nel Nuovo Testamento.
Un’interessante espressione utilizzata per descrivere l’ospitalità è la cosiddetta “philoxenìa”, cioè “amore per l’estraneo”, che contraddistingue l’ospitalità neo-testamentaria e che riguarda “una particolare attitudine di accoglienza nei confronti dei fratelli in genere e di quelli più bisognosi in particolare”.

 

Abbiamo visto come il periodo che San Giovanni di Dio trascorse presso l’Ospedale Reale fu fondamentale per l’emergere dell’ospitalità e del desiderio di realizzare un proprio ospedale umanizzato.

Oggi, l’Ordine Fatebenefratelli si impegna nell’accogliere e nel prendersi cura dei più bisognosi proprio secondo i principi e gli insegnamenti di San Giovanni di Dio. Per approfondire quali sono gli altri valori perseguiti dai Fatebenefratelli, clicca l’immagine sottostante e ricevi la Carta d’Identità dell’Ordine.

 

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Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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