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RSA San Carlo Borromeo: relazione e sicurezza oggi si può

La Residenza Sanitaria Assistenziale San Carlo Borromeo ha messo in campo nuove procedure di sicurezza per garantire l'ingresso in Struttura di nuovi Ospiti e consentire le visite dei loro familiari.

Rispondere al bisogno di relazione e contatto umano nel rispetto delle normative vigenti e nella tutela di tutti è il primario obiettivo della Residenza, che sta affrontando grazie all'impegno e ad un lavoro congiunto questo difficile momento. 

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"La sete di relazione dei nostri Ospiti": le nuove procedure di sicurezza per l’ingresso in Struttura

L’ultimo anno in Residenza Sanitaria Assistenziale San Carlo Borromeo è stato molto difficile per tutti, ma soprattutto per Ospiti e familiari: loro infatti non hanno potuto vivere le normali e necessarie relazioni affettive e sono invece rimasti molti mesi senza potersi vedere se non attraverso lo schermo del tablet con le videochiamate.

“Constatare la sete di relazione dei nostri Ospiti e la costante preoccupazione dei familiari – sostiene il Direttore di Struttura, Turci Faustoè l’aspetto che più ci ha pesato nelle diverse riunioni tecniche effettuate, perché il desiderio di rispondere loro con la possibilità di incontri si è scontrata con la ristrettezza delle normative e le esigenze di tutela di tutti.

Ad oggi le nuove procedure per l’ingresso di nuovi ospiti in Struttura prevedono un’accurata verifica preliminare, volta a escludere la presenza di sintomi sospetti per Covid-19 e/o l’esposizione a casi Covid-19 nei precedenti 10 giorni e la valutazione della possibilità di effettuare un efficace isolamento domiciliare.

Al paziente presso il suo domicilio viene effettuato il tampone naso-faringeo molecolare, prevedendo al contempo l’isolamento a domicilio del paziente stesso per il periodo di 10 giorni dopo del quale si ripete il test diagnostico.

In caso di test negativo si procede all’ingresso in Struttura con un periodo di isolamento in area dedicata e solo dopo un ennesimo tampone negativo, avviene il definitivo passaggio nei Nuclei della Struttura. Qualora uno di questi controlli risultasse positivo, il processo viene sospeso e l’Ospite trattato secondo le indicazioni definite dalla ATS.

Ospiti ed operatori della struttura sono tutti vaccinati, ma nonostante questo proseguono gli screening di monitoraggio con esecuzione di tamponi con cadenza periodica. In caso di situazioni di positività, è definito un puntuale protocollo di intervento che oltre tutelare la persona risultata positiva mette in sicurezza tutti gli altri Ospiti della RSA.

 

Protocolli di visita dei familiari e misure di sicurezza: gli obiettivi della Provincia Lombardo Veneta

Come ha riportato lo stesso Responsabile del Dipartimento della Sicurezza della Provincia Lombardo Veneta, l’obiettivo resta quello di rimodulare l’attività ordinaria, garantendo:

  1. Sicurezza, con l'applicazione di tutte le misure necessarie e previste dal protocollo nazionale condiviso per ridurre le possibilità di contagio degli utenti, dei familiari e degli operatori;
  2. Flessibilità, attraverso la modulazione nel tempo e in relazione all’evolversi della situazione e della domanda, dell’organizzazione del lavoro, l’utilizzo degli spazi disponibili, gli orari di apertura di particolari attività, nonché la capacità di configurare dinamicamente la modalità di accesso ai percorsi interni;
  3. Famiglia, garantendo il contatto costante tra i familiari e l’Ospite e autorizzando le visite in Struttura con i dovuti protocolli;
  4. Appropriatezza, attraverso trattamenti completi e adeguati
  5. Innovazione, con la capacità di riformulare parte dell’organizzazione del lavoro in relazione all’andamento pandemico;
  6. Analisi, monitor costante ed applicazione della normativa strutturata e redatta con il fine di poter contenere l’evoluzione dei contagi.

Ad oggi i protocolli di visita dei familiari sono molto rigidi: il rischio zero non esiste per nessuno, però quello del contagio dai visitatori esterni è limitato, perché le misure di sicurezza – che prevedono l’utilizzo di opportuni presidi, il distanziamento, il plexiglass e il triage all’ingresso – ne riducono fortemente il rischio.

 

RSA San Carlo Borromeo: il triage all'ingresso per la tutela di Ospiti e familiari

Al lato pratico, sono stati previsti accessi separati in luoghi di incontro isolati dal resto della Struttura con un scrupoloso triage che prevede:

  • registro degli ingressi;
  • misurazione della temperatura e disinfezione delle mani;
  • distanze di un almeno 1 metro e mezzo tra l’Ospite e il visitatore;
  • l'utilizzo di un filtro di plexiglass;
  • l’uso di dispositivi, come guanti e mascherine
  • accurata sanificazione dello spazio tra una visita e l’altra.

Per gli Ospiti allettati o in stato di aggravamento viene invece concesso l’accesso al piano, comunque evitando possibilità di contatto diretto.
“Ci sono stati momenti molto difficili – conclude il Direttore – ma è risultato vincente un gran lavoro di squadra, nel quale ogni operatore ha messo il proprio miglior apporto personale e professionale per conciliare i due aspetti contrastanti: la tutela di tutti ed la vita che proseguiva giorno dopo giorno nonostante tutto.

"Mi sento di ringraziare il lavoro di collaborazione con il Dipartimento della Sicurezza della Provincia, il RSPP e tutti i colleghi di supporto della Curia ed ognuno degli operatori della RSA, perché nessuno si è mai dimenticato il valore dell’Ospitalità che per noi rimane fondamentale soprattutto in questo difficile periodo”.

 

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