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Salute mentale e Ricerca, gli studi dell'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia

15 ottobre 2021

Il panorama di progetti di Ricerca dell'IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio è ampio e variegato, spaziando dalla depressione in gravidanza all'uso del tempo libero nei pazienti con disturbi mentali gravi, dalla psichiatria forense in Europa e alla schizofrenia

Scopri le sezioni nel dettaglio: 
1. PRESeNT: la trasmissione di vulnerabilità per lo sviluppo di depressione da una generazione all’altra
2. Schizofrenia: identificati nuovi geni di suscettibilità per le alterazioni delle funzioni cognitive sociali
3. L’uso del tempo quotidiano: quanto è importante nei pazienti con disturbi mentali gravi?
4. Psichiatria Forense in Europa, il progetto EU-VIORMED
5. ADHD, nuovo studio per l’integrazione dei risultati molecolari e del microbioma intestinale con i profili cognitivi-comportamentali

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PRESeNT: la trasmissione di vulnerabilità per lo sviluppo di depressione da una generazione all’altra

Secondo i dati dell’OMS la depressione è la più comune morbilità associata alla gravidanza, colpendo più del 13% delle gestanti. In Europa sono circa 400.000 le donne che sembra abbiano sofferto di questa condizione, che non solo grava enormemente su se stesse e le loro famiglie, ma anche sul sistema sanitario e la società in generale. Questo dato è poi ulteriormente peggiorato negli ultimi due anni a causa della pandemia.

Tuttavia, fino ad ora, non sono state introdotte né misure di screening per le donne a maggior rischio di depressione quelle donne a maggior rischio di sviluppare depressione, né strategie di intervento preventivo.

Lo studio PRESeNT, finanziato dalla Regione Lombardia all’interno del Bando FRRB – Bando Giovani Early Career Award– e che vede come Coordinatrice la Dott.ssa Annamaria Cattaneo, si pone l’obiettivo di identificare specifiche alterazioni biologiche, presenti nelle donne affette da depressione durante il periodo della gravidanza e in donne ad alto rischio di sviluppare la patologia. Il progetto di ricerca mira a valutare se queste alterazioni biologiche sono presenti anche nei loro bambini.

In più, si intende studiare se trattamenti farmacologici e non farmacologici possano avere un effetto preventivo nella modulazione di tali alterazioni osservate in mamme depresse e nei loro bambini: questi dati potrebbero avere un impatto clinico molto importante, in quanto dimostreremmo che migliorando la salute mentale della mamma potremmo avere un effetto protettivo anche verso il figlio, interrompendo in questo modo la “trasmissione” della vulnerabilità da una generazione all’altra.

 

 

Schizofrenia: identificati nuovi geni di suscettibilità per le alterazioni delle funzioni cognitive sociali

Come tutte le malattie psichiatriche, la schizofrenia è una patologia complessa e multifattoriale dovuta dall’interazione tra fattori ambientali e fattori genetici. L’avvento di nuove tecnologie per l’analisi del DNA ha permesso di identificare numerosi geni di suscettibilità attraverso studi di associazione sull'intero genoma (GWAS), fornendo un’opportunità senza precedenti per la comprensione della complessa architettura genetica alla base di questa patologia.

Infatti, negli ultimi anni gli studi genetici effettuati su decine di migliaia di pazienti affetti da schizofrenia, raccolti attraverso la costituzione di consorzi nazionali ed internazionali, hanno permesso di identificare oltre 100 loci genici di rischio, ciascuno con un piccolo effetto.

IRCCS Fatebenefratelli: schizofrenia e geni

“La nostra attenzione – ha sottolineato il Prof. Massimo Gennarelli, responsabile dell’U.O. Genetica dell’IRCCS Fatebenefratelli – si è focalizzata sull’abilità nell’inferenza sociale, spesso compromessa nei pazienti affetti da schizofrenia e anche in altre patologie psichiatriche. In uno studio condotto in un gruppo di pazienti italiani, selezionati dal Network Italiano per la Ricerca sulle Psicosi (NIRP), è stato possibile identificare, attraverso un’analisi genomica condotta su circa 400 pazienti, alcuni geni di suscettibilità (TMEM74, RAVER2, RUNX1, GXYLT2 e RBPJ) associati alle alterazioni delle funzioni cognitive sociali”.

Sicuramente i risultati di questo studio sono preliminari, ma forniscono importanti informazioni sulla patofisiologia di queste alterazioni confermando che anche questa disfunzione potrebbe essere dovuta ad anomalie dei processi di neurosviluppo. Medicina di precisione e strategie terapeutiche più efficaci: la ricerca di geni di suscettibilità specifici per alcuni endofenotipi della schizofrenia è un campo di notevole interesse scientifico e sta fornendo preziose informazioni anche per una migliore comprensione della sovrapposizione clinica tra la schizofrenia ed altre patologie psichiatriche.

 

 

L’uso del tempo quotidiano: quanto è importante nei pazienti con disturbi mentali gravi?

Negli ultimi anni si è assistito ad un massiccio ingresso delle tecnologie digitali in campo sanitario: l’innovazione ha investito anche il campo della salute mentale, rendendo possibile una valutazione in tempo reale delle condizioni di vita dei pazienti con disturbi mentali gravi. Monitorare i livelli di attività fisica, del ritmo del sonno-veglia e del pattern emozionale: ecco alcuni dei notevoli vantaggi della trasformazione digitale.

Utilizzare due tecnologie digitali per il monitoraggio simultaneo di persone sofferenti di disturbi dello spettro schizofrenico e comparare l’uso del tempo quotidiano con un campione di soggetti che non hanno alcuna diagnosi psichiatrica: questo l’obiettivo del progetto DiAPAson, finanziato dal Ministero della Salute e a cui partecipano ben 39 centri in Italia.

Dott. Giovanni de Girolamo

Coordinato dal Dott. Giovanni de Girolamo, responsabile Unità di Epidemiologia Psichiatrica e Valutativa, e dalla Dott.ssa Cristina Zarbo, lo studio ha monitorato i partecipanti grazie ad un actigrafo – strumento simile ad un orologio da polso – collegato ad un’app sviluppata dal team di ricerca.

È la prima volta in Italia, e una delle prime volte a livello internazionale, che viene realizzato uno studio nel campo della salute mentale con l’uso simultaneo di due tecnologie digitali: di qui il carattere di particolare innovatività del progetto.

 

 

Psichiatria Forense in Europa, il progetto EU-VIORMED

L’IRCCS Fatebenefratelli, unico Istituto italiano che ha come area di riconoscimento la psichiatria, ha promosso e coordinato la prima ricerca europea nel settore della psichiatria forense: “European Study on Risk Factors for Violence in Mental Disorder and Forensic Care: a multicentre project. The EU-VIORMED study”.

Con la partecipazione di 8 centri in 5 paesi, obiettivo dello studio è stato di promuovere una migliore comprensione dei fattori che aumentano il rischio di violenza in persone con disturbi mentali gravi: questo garantirebbe la possibilità di sviluppare interventi preventivi e trattamenti più efficaci, migliorando la qualità delle cure per questa tipologia di pazienti in Europa.

Scopri di più a questo articolo “L'IRCCS Fatebenefratelli e il progetto EU-VIORMED: migliorare la psichiatria forense in Europa”.

 

 

ADHD, nuovo studio per l’integrazione dei risultati molecolari e del microbioma intestinale con i profili cognitivi-comportamentali

Il Disturbo da Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD) è oggetto di particolare attenzione da parte dei clinici e dei ricercatori non solo perché è un comune disturbo dell’età evolutiva, ma anche perché spesso persiste nell’età adulta (aADHD), con conseguenze gravose per lo sviluppo sociale del paziente.

Dott. ScassellatiÈ in continua evoluzione anche la ricerca di trattamenti alternativi non farmacologici, poiché circa il 30% di pazienti affetti da aADHD non risponde ai classici trattamenti con farmaci convenzionali: una nuova ipotesi pone l’attenzione sui cambiamenti nel microbiota intestinale, che possono influenzare quei processi legati all’infiammazione e allo stress ossidativo che, se alterati, possono determinare un importante impatto sullo sviluppo della patologia.

Alla luce di queste evidenze scientifiche, la Dott.ssa Catia Scassellati del Laboratorio di Psichiatria Biologica ha recentemente ottenuto un finanziamento da parte del Ministero della Salute, per eseguire uno studio pilota: i pazienti affetti da aADHD resistenti ai trattamenti farmacologici saranno sottoposti ad applicazioni terapeutiche non invasive/non farmacologiche/a basso costo/senza effetti collaterali.

Oltre a validare per la prima volta nuove strategie terapeutiche per aADHD, la ricerca permetterà di approfondire non solo i meccanismi molecolari, su cui agiscono le due terapie, ma anche di identificare sia nuovi bersagli terapeutici mirati per la cura di questi pazienti, sia nuovi biomarcatori utili nel predire la risposta al trattamento

Puoi supportare l'attività di Ricerca dell'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia, inviando il tuo contributo al link in basso!

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