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Lo studio CLUINHFORPD e il morbo di Parkinson: investigare una nuova strategia terapeutica

28 gennaio 2022

Identificare un nuovo meccanismo patologico e valutare l’inibizione farmacologica di uno specifico processo cellulare: è questo l'obiettivo dello studio CLUINHFORPD vincitore del Bando Giovani "Early Career Award" – che intende individuare un'inedita strategia terapeutica per la malattia di Parkinson

Ce ne parla nel dettaglio la Dott.ssa Isabella Russo, Responsabile del nuovo progetto di ricerca dell'IRCCS Fatebenefratelli di Brescia

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Malattia di Parkinson: che cos’è, frequenza e cause

La malattia di Parkinson è un disordine neurodegenerativo che colpisce il 2% della popolazione sopra i 65 anni di età. Patologicamente è caratterizzata dall’aggregazione anomala di una proteina, chiamata α-sinucleina, e dalla degenerazione dei neuroni che controllano il movimento, causando gravi disfunzioni motorie.

La maggior parte dei casi di Parkinson sono idiopatici – ciò significa che parliamo di malattie che non sembrano avere una causa nota o dimostrabile – ma circa il 10% sono di origine familiare con mutazioni in singoli geni, tra cui il gene LRRK2.

Ad oggi non esistono cure per la malattia: la terapia attuale è capace solo di alleviare la sintomatologia motoria nelle prime fasi, senza nessun effetto sulla morte dei neuroni e/o la progressione della patologia. Quindi, c’è urgente bisogno di identificare terapie farmacologiche capaci di rallentare l’insorgenza o fermare la progressione del morbo di Parkinson.



Lo studio CLUINHFORPD, identificare un nuovo meccanismo patologico

Uno dei meccanismi ipotizzati essere causa della malattia del Parkinson è la propagazione neurone-neurone di aggregati anomali di α-sinucleina, che possono portare alla degenerazione della cellula. Pertanto, è proprio la degradazione di questi aggregati che sembra essere un processo chiave per controllare la progressione della patologia.

“Diversi risultati ottenuti dai nostri esperimenti in laboratorio hanno dimostrato che una proteina, chiamata Clusterin, è capace di legare aggregati di α-sinucleina e di interferire così con la loro degradazione da parte di cellule del sistema immunitario del cervello, chiamate astrociti ha affermato la Dott.ssa Isabella Russo, ricercatrice dell’IRCCS Istituto Centro San Giovanni di Dio.

Studio CLUINHFORPD IRCCS Fatebenefratelli di Brescia

“Inoltre, abbiamo osservato che le cellule astrociti con la mutazione patologica LRRK2 G2019S – la causa genetica più comune nei casi familiari di Parkinson – presentano ridotti livelli di questa proteina Clusterin. Questi risultati suggeriscono che uno dei meccanismi patologici alla base della malattia possa essere proprio la de-regolazione del processo cellulare LRRK2-Clusterin, che potrebbe favorire la propagazione neuronale di aggregati di α-sinucleina e così la progressione della malattia” ha sottolineato la Responsabile dello studio di ricerca CLUINHFORPD.

 

Early Career Award: obiettivi di ricerca e prospettive future

Sulla base dei nostri esperimenti preliminari questo progetto di ricerca si pone come obiettivo principale l’investigazione del processo cellulare LRRK2-Clusterin, in quanto causa della propagazione di aggregati patologici di α-sinucleina e della neurodegenerazione osservata in pazienti Parkinsoniani.

Lo studio CLUINHFORPD potrebbe permettere di identificare un nuovo meccanismo patologico alla base della patologia e di valutare l’inibizione farmacologica del processo cellulare LRRK2-Clusterin come strategia terapeutica per la malattia del Parkinson.

È bene sottolineare che lo studio di ricerca è tra i progetti vincitori del Bando Giovani “Early Career Award”, un’iniziativa della Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB) di Regione Lombardia creata per promuovere l’innovazione scientifica e la crescita di ricercatori di talento.

Garantire nuova linfa alla ricerca biomedica lombarda, assicurando al contempo continuità ed innovazione all’ecosistema sanitario regionale: il finanziamento del progetto dell’IRCCS Fatebenefratelli di Brescia costituisce un segnale importante di sviluppo, in un ambiente estremamente competitivo.

“Il Bando mi ha dato l’opportunità di continuare ad intraprendere una carriera indipendente e creare un mio gruppo di ricerca. Attualmente, anche grazie a questo finanziamento, sono a capo di un gruppo di ricerca composto da tre giovani ricercatori, stimolati dalla continua creatività, da una grande motivazione e passione per la ricerca scientifica ha concluso la Dott.ssa Russo, Responsabile dello studio.

 

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