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Epatite A, B e C: un approfondimento sulle tre patologie virali

Il 28 Luglio si celebra il World Hepatitis Day, Giornata mondiale dell'Epatite, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nel giorno della nascita di Baruch Blumberg (28 luglio 1925), il biochimico statunitense vincitore del premio Nobel nel 1967 per la scoperta del virus dell’Epatite B e per aver sviluppato il primo vaccino.

La Giornata rappresenta l’occasione per parlare in modo più approfondito, diffondere informazioni sulle epatiti e promuovere lo screening e la prevenzione. Questa patologia si stima colpisca oltre 325 milioni di persone nel mondo, con una consistente percentuale di soggetti inconsapevoli di avere contratto l’infezione. Continua a leggere.

 

Epatite: di cosa si tratta 

L’epatite è un’infiammazione del fegato che provoca dolore e gonfiore dell’organo. La causa più comune della sua insorgenza è rappresentata da uno dei sei virus dell’epatite, differenziati dalle lettere A, B, C, D, E e G, che condividono la capacità di compromettere più o meno gravemente la funzionalità del fegato.

Di fatto, la principale funzione del fegato è distruggere le sostanze di rifiuto presenti nel sangue: nel momento in cui si infiamma non è però più in grado di svolgere questo lavoro ed eliminare le tossine. Ne consegue un accumulo nel sangue di bilirubina, sostanza di scarto, che rende la pelle di una persona di un colore giallo-arancio (ittero).

 

Come si manifesta l'epatite

La maggior parte delle epatiti si presenta in forma acuta: se l'infiammazione del fegato è causata da farmaci o da sostanze tossiche si rivela a distanza di ore o giorni. Nel caso di epatite acuta virale, il periodo d'incubazione può andare dalle 3 settimane (epatite A) ai 6 mesi (epatite B e alcuni casi di epatite C).

Altre forme di epatite, in particolare quelle generate da virus o alcol, tendono a cronicizzarenon guariscono e rimangono in uno stadio di latenza, con possibilità di una riattivazione, ovvero di ricomparsa dei sintomi correlati alla malattia.

Le epatiti croniche tendono, inoltre, ad evolvere lentamente nel tempo, portando, negli anni, allo sviluppo della cirrosi epatica che si accompagna a gravi ed irreversibili disfunzioni e a malfunzionamento del fegato.

Approfondiamo ora tre tipi di epatite: A, B e C.

 

L’Epatite virale A

L’Epatite virale A è diffusa in tutto il mondo in forma sporadica ed epidemica e si distingue da altre epatiti virali sia per le modalità di trasmissione che l'evoluzione.

L'epatite virale A è una malattia infettiva acuta causata da un virus a RNA appartenente al genere Heparnavirus della famiglia dei Picornaviridae, che aggredisce le cellule del fegato. Si trasmette attraverso:

  • gli alimenti,
  • le bevande contaminate,
  • il contatto diretto con persone infette.

La prevenzione dell’epatite A può attuarsi attraverso precauzioni igieniche e ambientale e profilassi vaccinale.

  

L’Epatite virale B

L'epatite virale B è un'infezione del fegato causata da un virus a DNA, uno dei virus più infettivi al mondo. Si trasmette attraverso l'esposizione a sangue infetto o a fluidi corporei - come sperma e liquidi vaginali.

La malattia provoca un'infezione acuta del fegato; in base alle condizioni immunitarie della persona può evolversi in 4 modi:

  • completa guarigione con acquisizione dell'immunità dall’infezione,
  • epatite fulminante,
  • infezione cronica,
  • stato di portatore inattivo.

Per prevenire l’epatite virale B esiste una vaccinazione sicura ed efficace. La prevenzione si realizza anche adottando corretti comportamenti come, per esempio, utilizzare il preservativo nei rapporti sessuali con partner sconosciuti o portatori di HbsAg, ed evitare lo scambio di siringhe usate e di oggetti personali (es. spazzolino da denti, forbicine, rasoi, tagliaunghie).

 

L'Epatite virale C

L’epatite C è una malattia infettiva del fegato causata da un virus a RNA (HCV) diffusa in tutto il mondo.

L’infezione si sviluppa in maniera asintomatica o presenta sintomi vaghi e poco specifici. Il 20% dei casi segue un decorso di guarigione; nell’80-85% dei casi, invece, l’infezione acuta può cronicizzare e trasformarsi in una patologia di lunga durata o condurre alla cirrosi, una condizione grave del fegato che porta a sviluppare insufficienza epatica e tumore del fegato.

Si stima che ogni anno si verifichino 3-4 milioni di nuovi casi. Le persone cronicamente infette sono circa 150 milioni. Ogni anno muoiono circa 350.000 persone a causa di patologie del fegato HCV correlate.

Le misure di prevenzione sono rappresentate dall’osservanza delle norme igieniche generali, e dall’adozione di corretti comportamenti quali, ad esempio, usare il preservativo nei rapporti sessuali a rischio; evitare lo scambio di oggetti personali (spazzolino da denti, forbicine, rasoi, tagliaunghie); evitare lo scambio di siringhe usate. Oggi, l’HCV è curabile con farmaci antivirali di nuova generazione.

Lo screening specifico per l’eliminazione dell’Epatite C è attivo in Regione Lombardia e consiste in un semplice prelievo del sangue; il test è dedicato ai nati tra il 1969 ed il 1989.

 

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