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L'importanza del vaccino antinfluenzale per bambini e anziani

4 dicembre 2019
Vaccino antinfluenzale: perché è importante vaccinarsi? Quando e dove farlo? Occorre ripetere la vaccinazione? Per chi è gratuito? Si può fare il vaccino antinfluenzale in gravidanza? Questa e tante altre domande si agitano in questo periodo nella mente di molti Italiani.Trascurare malanni passeggeri e apparentemente innocui come l'influenza può infatti essere molto rischioso per fasce della popolazione particolarmente fragili come donne incinte, vecchi e bambini

Ne abbiamo parlato con il Dott. Pierpaolo Maggioni, Direttore Medico dell’Ospedale Sacra Famiglia di Erba, che realizza la propria vocazione spirituale dedicandosi all'assistenza dei malati nella provincia di Como. 

 

Il vaccino per le categorie a rischio: difendere i più deboli ma non solo 

Otto milioni di malati: sono questi i numeri dell'influenza del 2018. Come ogni anno le campagne influenzali sottolineano la capacità della malattia di diffondersi tra la popolazione con estrema facilità. Come difendersi e come difendere i propri cari? La risposta è facile: vaccinandosi. 
 
Senza vaccino influenzale, infatti, il rischio di ammalarsi è significativo specie con la nostra vita frenetica, che tutti conduciamo. I più fragili rimangono tuttavia anziani e bambini.
 

"Dottore, perché è importante vaccinarsi e per chi è gratuito?" abbiamo chiesto al dott. Maggioni. 

"Oltre ad essere un costo significativo per la collettività - ha risposto con estrema competenza il medico - oltre certi valori percentuali consente di proteggere anche le poche figure che non possono sottoporsi a vaccinazione, mentre per i soggetti fragili ovvero bambini e anziani oltre i 67 anni il vaccino è fornito gratuitamente dalle Aziende Socio-sanitarie Territoriali (ASST), ma è consigliato anche per tutte le persone portatrici di patologie croniche per le quali è quasi indispensabile.
 
Parliamo, ad esempio, di un diabetico con febbre a 39° (temperatura minima con l'influenza) o oltre, che ha maggiori sbalzi della glicemia e pertanto vedrà complicarsi il suo stato di salute. Lo stesso vale per i cardiopatici ed i pazienti con problematiche respiratorie o con patologie autoimmunitarie."

 

Prendersi cura degli altri: ripetere il vaccino antinfluenzale e quando e dove farlo

Basta un vaccino? Decisamente no: come riferisce il Dott. Maggioni, il virus influenzale muta con altissima frequenza, ovvero cambia velocemente la propria struttura. Questo rende necessario uno studio ed un monitoraggio costante della malattia al fine di sviluppare e produrre il vaccino giusto per l'anno in corso. 

Proteggere dunque i propri cari significa necessariamente ripetere la vaccinazione. Ma dove va richiesto e fatto? Come abbiamo detto, è un atto di cura vaccinarsi prima che l'influenza inizi a diffondersi nella popolazione (secondo i dati della rete dei Medici sentinella - MMG che tengono sotto controllo i casi di malattia e definiscono il livello di diffusione del virus nel territorio nazionale si parla di epidemia influenzale a partire dal mese di Gennaio).

Quando farlo dunque? Possiamo accedere al vaccino già dal mese di Novembre: bambini e anziani oltre i 67 anni possono ricevere il vaccino gratuitamente dalle ASST, e possono farsi vaccinare presso le sedi indicate dalla Azienda socio-sanitaria territoriale di iscrizione o direttamente dal proprio Medico di Base.

 

Le possibili controindicazioni: dare fiducia al proprio medico 

I recenti dibattiti hanno reso necessaria questa domanda al Dott. Maggioni: esistono controindicazioni?

"Per chi decidesse di vaccinarsi il solo suggerimento da dare è prima del vaccino di farsi consigliare dal proprio medico di base: in rarissimi casi si possono avere reazioni allergiche ad alcuni eccipienti del vaccino come i sali di allume, ma il vostro medico di base può indicarvi il vaccino adatto a voi.

Possono vaccinarsi anche le donne in gravidanza: esistono rari casi di controindicazione in caso di particolari patologie immunodepressive, ma anche le donne in gravidanza oltre il 4° mese possono sottoporsi a vaccinazione. Il consiglio per chi avesse dubbi sul ricorso alla vaccinazione è sempre quello di rivolgersi al proprio Medico di Base.

Inoltre, molti dicono che chi sta effettuando una terapia antibiotica non deve sottoporsi a vaccinazione, il che è parzialmente vero, non tanto per una "interferenza" fra farmaci ma quanto per il fatto che la presenza di un'infezione batterica ha già impegnato il nostro sistema immunitario in una risposta e che pertanto risponderebbe con minor efficacia alla vaccinazione: pertanto è meglio vaccinarsi quando si è in buona salute."

 

Come difendere i più deboli: non solo vaccini, ma comportamenti responsabili

Un atto di responsabilità come vaccinarsi, seguendo le indicazioni di medici esperti come quelli dell'Ospedale Sacra Famiglia di Erba, diventa quindi fondamentale anche nell'idea di carità e amore verso il prossimo: proteggere sé stessi attraverso il vaccino significa anche prendersi cura di chi, a causa di una importante fragilità fisica, non può vaccinarsi in prima persona.

Ma la trasmissione dei virus influenzali può essere contenuta adottando delle semplici misure comportamentali, suggerite dal Dott. Maggioni:

"Ricordiamoci che oltre al vaccino abbiamo una serie di comportamenti virtuosi che possono aiutarci a ridurre il rischio di ammalarci di influenza, ovvero evitare posti affollati e umidi dove è più facile il contatto con persone già malate, lavarsi spesso le mani specie fuori casa, coprirsi adeguatamente: poi in ultima analisi per chi si ammala di influenza da ormai alcuni anni sono in commercio farmaci antivirali in grado di velocizzare il processo di guarigione dalla malattia."

Centri come l'Ospedale Sacra Famiglia di Erba dell’Ordine Ospedaliero San Giovanni di Dio possono dunque fornire importanti strumenti per rispondere alle esigenze di chi potrebbe essere messo in difficoltà da questo apparentemente poco dannoso malanno stagionale. 

 

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