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Il Laboratorio dei ricordi: il nuovo progetto della Casa di Riposo San Pio X

Il Laboratorio dei ricordi è il nuovo progetto della Casa di Riposo San Pio X di Romano d'Ezzelino, che mette al centro la persona anziana e il suo prezioso bagaglio di memorie ed esperienze passate e presenti.

L’intera iniziativa, promossa dallo stesso Direttore della Struttura, il Dott. Marco Mariano, è basata sull’approccio moderno della medicina narrativa, che conferisce all’ascolto e alla condivisione un ruolo di primo piano nel percorso di cura e assistenza.

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Il Laboratorio dei ricordi, il nuovo progetto della Casa di Riposo San Pio X

Il Laboratorio dei ricordi è il nome del nuovo progetto avviato dalla nostra Casa di Riposo San Pio X di Romano d'Ezzelino, in collaborazione con La Goccia, cooperativa sociale impegnata nel rispondere alle fragilità e ai bisogni socio-assistenziali della comunità attraverso lo sviluppo di progettualità, come quella qui presentata.

Si tratta di un’iniziativa concepita per l’anziano e il suo percorso esistenziale: mediante la narrazione e il “rivivere” di ricordi personali viene, infatti, ricondotto attraverso la sua esperienza di vita. Mentre la memoria sta a indicare il serbatoio delle conoscenze e dei ricordi, la reminiscenza è il rivivere anche emozionalmente un ricordo di memoria.

Con il passare degli anni e con l’arrivo dell’età senile, le capacità mnemoniche vengono meno e l’immenso bagaglio esperienziale della persona rischia di perdersi. Questo processo permette invece alla persona di riappropriarsi più coscientemente della propria identità, di riorganizzare gli eventi della propria vita e di mantenere vive le emozioni, evitando l’apatia.

 

Il valore dell’ascolto: l’approccio utilizzato e le modalità di svolgimento

Il compito degli operatori nell’attività sarà quello di “mettersi in ascolto” di quelle persone volenterose di raccontare e condividere in piccoli gruppi episodi personali significativi nel proprio percorso di vita, supportandole in questo intento.

Questi gruppi, costituiti da 6-7 utenti, sono facilitati a conversare su alcune tappe importanti della loro storia personale, come la scuola, la vita in famiglia, il lavoro, gli interessi. Gli anziani sono liberi di raccontare solo quello che desiderano, in modo da rivivere emozioni e ricordi con consapevolezza e senza vincoli.

Inoltre, l’approccio utilizzato è incredibilmente utile per attivare anche i familiari o i caregiver nel condividere momenti presenti e passati: per quanto possibile, anche loro faranno parte dell’attività portando foto ed oggetti rilevanti per i loro cari di terza età.

Gli incontri, che saranno in totale 10, avranno una durata massima di 2 ore. Il materiale del Laboratorio sarà poi raccolto attraverso tecnologie “smart”, come l’uso delle telecamere, e verrà poi assemblato e donato agli anziani e alle loro famiglie sotto forma di libretto narrativo dell’esperienza e di un cd contenente brevi video.

 

L’origine del progetto e il Ricercatore di ricordi

L’idea del progetto è nata da una serie di necessità, che pongono al centro l’anziano e lo rendono pieno protagonista di questa iniziativa. Ecco le principali:

  • aiutare la persona anziana a rivivere alcune tappe della vita in modo da stimolare la memoria e le emozioni;
  • facilitare la socializzazione tra le persone anziane all’interno della Casa di Riposo;
  • coinvolgere i caregiver, per quanto possibile, nelle attività della Struttura;
  • aiutare a conservare e trasmettere le memorie e i saperi degli anziani alle generazioni più giovani.

Per rispondere a questi obiettivi è stata introdotta una particolare figura professionale: il “Ricercatore di ricordi”. Questo professionista, paragonabile quasi ad un antropologo, condurrà l’attività mettendosi in una condizione di rispettosa apertura all’ascolto e di facilitazione della reminiscenza.

Per consentire un’ordinata raccolta delle memorie, il “Ricercatore” porrà delle domande semi-strutturate per scavare nel cammino esistenziale della persona, lasciando ampio margine di narrazione e senza tuttavia perdere il “timone” dell’attività complessiva.

 

In un’epoca di grandi cambiamenti, anche sociali, riteniamo sia fondamentale dare voce alle storie dei pazienti, dei loro amici o dei loro familiari, per permettere a ciascuno di esprimere le proprie emozioni.

Se anche tu hai una storia che vuoi condividere con noi, clicca il pulsante in basso e raccontaci la tua esperienza.

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