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Onde d'urto focali: la nuova offerta dell'Ospedale Sacra Famiglia di Erba

Onde d’urto focali: è questa la nuova terapia attivata dall’Ospedale Sacra Famiglia di Erba grazie all’acquisizione di attrezzature di ultimissima generazione. Questo trattamento, impiegato da oltre 20 anni per la cura di patologie ossee, articolari e tendinee, è capace di alleviare il dolore, ridurre infiammazioni e stimolare la rigenerazioni di tendini e ossa.

Il Dott. Andrea Girotti, direttore U.O. di Riabilitazione Specialistica, ci ha spiegato nel dettaglio tutto quello che c’è da sapere su queste particolari onde e suoi comprovati effetti benefici.

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Onde d’urto focali: cosa sono e come funzionano

Le onde d'urto focali o focalizzate fanno parte delle Terapie Fisiche: si tratta di impulsi sonori non udibili, ad alta frequenza, che sono generati negli apparecchi più recenti da elettromagneti. Quest’ultimi producono una fase di pressione positiva - da qui il termine “urto”, che indica il rapido aumento di pressione - seguita da una fase di ritorno a pressione negativa, che danno vita a fenomeni di cavitazione (microbolle).

In sintesi, le onde d’urto focali generano una forma di stimolo meccanico (diretto), che si propaga dall'apparecchio a contatto con la zona interessata, creando una pressione ad intensità regolabile sui tessuti sottostanti fino a una profondità di circa 60 mm.

Il risultato è una sorta di "scuotimento" e di massaggio profondo che stimola la vasodilatazione, le reazioni cellulari di riparazione, la disgregazione di microcalcificazioni o di aree fibrotiche, il riassorbimento di edemi e delle componenti infiammatorie nell'area interessata. Il trattamento serve, quindi, ad innescare il processo biologico di rigenerazione che si sviluppano e proseguono in un arco temporale di giorni.

  

Le patologie trattate con le onde d’urto focali

La terapia basata sulle onde d’urto focalizzate rappresenta una valida soluzione per numerose patologie ortopediche: in fisioterapia vengono infatti utilizzate sia per disturbi in fase acuta che cronica. In entrambi i casi, l’effetto antidolorifico, che può presentarsi anche nell’immediato, si combina ad un’azione curativa su tendini, tessuti e legamenti.

Inoltre, al trattamento con onde d’urto focali possono essere associate altre terapie, come chinesi terapia, massaggi, terapia farmacologica locale o generale. Di seguito vengono riportate le principali patologie su cui sono applicate le onde d’urto: 

1. Patologie muscolo tendinee

  • tendinopatie inserzionali e calcifiche della spalla (cuffia dei rotatori)
  • epicondiliti e epitrocleiti, più note come “gomito del tennista e del golfista”, ma spesso legate anche all'utilizzo del mouse;
  • tendiniti della muscolatura interna (adduttoria) della coscia o dell'anca (troncanterica-glutea)
  • tendiniti del ginocchio, spesso post traumatiche o da sforzo (rotulee, inserzione della zampa d'oca, periostiti tibiali)
  • tendinopatie della caviglia (achillee)
  • fasciti plantari

2. Patologie ossee, articolari e dei tessuti molli

  • ritardi di consolidazione delle fratture e pseudoartrosi
  • metatarsalgie, calcificazioni calcaneari del piede
  • condrocalcinosi del gomito, anca e ginocchio
  • osteocondriti dissecanti dopo la maturità scheletrica
  • necrosi asettiche dell'anca e della testa omerale
  • rizoartrosi (alla base del pollice)
  • algoneurodistrofie (post fratture)
  • esiti fibrotici/calcifici post lesioni muscolo legamentose
  • morbo di Dupuytren (palmo della mano)
     

Come si svolge la terapia: durata, numero di trattamenti, modalità

La terapia con onde d’urto focali viene sempre effettuata in ambito ambulatoriale da un medico con esperienza nel campo. Le sedute durano circa 10-15 minuti e devono essere effettuate almeno tre, una alla settimana. È bene tenere a mente che il trattamento può essere ripetuto, dopo una pausa di almeno 3 settimane, se non si è ancora raggiunto l'effetto desiderato.

Il trattamento è ben tollerato dai pazienti, dato che lo specialista è costantemente attento al dosaggio dell'intensità, della frequenza e del numero di onde, considerando sempre sia la patologia e la sede da trattare sia la soglia di tolleranza del paziente. Inoltre, si segue generalmente una gradualità nell'incremento dei parametri descritti durante la seduta.

La terapia è dolorosa? Come già accennato in precedenza, il trattamento è più che tollerabile. Solitamente può comparire arrossamento locale e senso di dolenza dopo il trattamento. Sono effetti più che comuni e per questo è consigliabile non applicare il ghiaccio localmente, in quanto essendo un vasocostrittore potrebbe inibire i processi riparativi.

In caso di trattamenti profondi e prolungati, come per i ritardi di consolidazione ossea, si possono avvertire dolori più significativi, che necessitano di terapia farmacologica di copertura. In ogni caso, i benefici (riduzione delle algie e recupero della funzione motoria) si osservano nell'arco di 2-4 settimane dall'esecuzione della terapia.  

 

Controindicazioni: per chi non è consigliata

La terapia con onde d'urto focali è un metodo sicuro e non invasivo, con comprovati benefici antinfiammatori, antidolorifici e antigonfiore. Questa tipologia di trattamento è quindi adatta a tutte le categorie di pazienti, tuttavia esistono delle controindicazioni che ne sconsiglia l’utilizzo:

  • stato di gravidanza;
  • bambini e adolescenti, in cui i nuclei di ossificazione della crescita ossea non sono ancora saldati;
  • portatori di pacemaker e di elettrostimolatori impiantati;
  • infezioni in atto dei tessuti molli o dell'osso;
  • tromboflebiti;
  • neoplasie;
  • soggetti con patologie della coagulazione sanguigna (rischio di sanguinamento e di ematomi);
  • quando il campo focale è in prossimità di organi suscettibili di trauma, quali encefalo, midollo spinale, gonadi o organi cavi, come intestino e polmone.

Ciò avviene per evitare che il passaggio dell'onda sonora da un mezzo solido a uno gassoso provochi lesioni ai tessuti.

 

La differenza tra onde d’urto focali e onde d’urto radiali

Le onde d'urto possono essere “focali”, ovvero con un'azione concentrata su un'area ben delimitata, oppure “radiali” con un'azione più superficiale e diffusa. Queste ultime non sono direzionate su un unico punto, ma si irradiano su tutta la superficie, a differenza delle onde d’urto focali, la cui energia viene concentrata, o per l’appunto “focalizzata”, su un punto specifico del campo focale.

La terapia basata su onde d’urto radiali è indicata solo per trattare patologie muscolo-tendinee superficiali, dato che l’energia prodotta si disperde e non è generata su un punto specifico. Attualmente in fisioterapia si utilizzano quasi esclusivamente le focali per la necessità di un'azione mirata e per i migliori risultati ottenuti.


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