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Uno straordinario percorso terapeutico: la storia di Luca

Oggi vi raccontiamo lo straordinario percorso terapeutico di Luca (nome fittizio per tutelare la privacy), un ragazzo di 27 anni da lungo tempo sofferente, ma che grazie ad un intenso percorso terapeutico e al sostegno della comunità è riuscito a riprendere in mano la sua vita. 
La chiave che apre la porta della diagnosi, dell’assistenza e della terapia si chiama condivisione. Anche la tua esperienza può diventare una preziosa fonte di ispirazione e conoscenza. Racconta la tua esperienza con la Provincia Lombardo Veneta in maniera anonima, scrivici.

 

I primi sintomi e le difficoltà adolescenziali

Luca è un ragazzo che vive in un appartamento come tanti, con la madre e un padre che però non si vede quasi mai. A gennaio del 2017 viene ricoverato presso il CRA San Riccardo del Centro Sant’Ambrogio di Cernusco sul Naviglio con una diagnosi di “disturbo di personalità, tipo borderline”.
Nessuna situazione di deriva sociale alle spalle, ma un dolore sordo che la madre non riesce a lenire, nonostante le costanti e amorevoli attenzioni verso il figlio.
Gli episodi di impulsività, rabbia e aggressività, sia verbale che fisica verso i compagni di scuola conducono al ricovero del ragazzo che, ormai quindicenne, viene preso in carico dalla Neuropsichiatria infantile e ricoverato presso una Comunità Terapeutica per minori. Nonostante i comportamenti di Luca rispecchino le comuni difficoltà dell’età adolescenziale, le esplosioni di rabbia vanno molto oltre: sono patologiche e necessitano di un aiuto terapeutico.

La maggiore età e l'accoglienza del Fatebenefratelli

Compiuta la maggiore età, dopo un periodo vissuto tra casa e comunità per minori, a causa del ripresentarsi del malessere Luca viene ricoverato nella Comunità CRA San Riccardo del Fatebenefratelli, dove manifesta fragilità emotiva, impulsività, rabbia espressa verbalmente e sentimenti di inferiorità. Bastava un minimo disguido, un’incomprensione banale per trasformare la frustrazione in una reazione distruttiva. Eppure, come spesso accade, Luca una volta in comunità trova una soluzione ai suoi problemi.

 

La proposta terapeutica

La proposta terapeutica per affrontare l’immaturità della personalità è quella di promuovere nel paziente il dialogo ed il senso di socialità. Nonostante nella fase iniziale di adattamento la relazione con gli altri ospiti sia ancora caratterizzata da scontri verbali, azioni contro gli oggetti e minacce di fuga dalla comunità (mai attuate), progressivamente e con il crescere dell’alleanza terapeutica, Luca riesce finalmente a parlare dei propri problemi e a comprendere le proprie paure ed insicurezze. Soprattutto, riconosce che i colloqui hanno una funzione di contenimento e confronto delle emozioni e dei sentimenti auto-svalutanti: gradualmente il rapporto con gli operatori gli consente di conoscersi di più e giudicarsi di meno, di partecipare alla vita in gruppo e di vivere meglio anche il rapporto con la madre.

 

Il reinserimento nella società e nel mondo lavorativo

L’intenso lavoro terapeutico riabilitativo è stato possibile perché Luca ha partecipato costantemente alle riunioni di comunità, alle riunioni organizzative sui compiti legati alla vita quotidiana, ai gruppi terapeutici specializzati nella cura della gestione degli impulsi, al percorso di musicoterapia, ai gruppi di riflessione su temi di attualità e alla partecipazione al gruppo giornalino.

Sono stati mantenuti i rapporti con il Centro Psicosociale di provenienza (CPS), sia nell’ottica di condividere gli aggiornamenti clinici che nella prospettiva del reinserimento nella società e nel mondo lavorativo. Infatti, col supporto di un’agenzia di lavoro, il paziente è riuscito ad essere introdotto in un progetto di borsa lavoro remunerato, avvalendosi del supporto di un tutor. L’esperienza è poi proseguita in un’assunzione a tempo pieno presso un locale di ristorazione.
Queste esperienze sono oggi conservate in un “diario di bordo” che accompagna il giovane nel percorso.

 

Luca è oggi un giovane con una casa e un lavoro, così come tanti altri che hanno incontrato nel loro cammino le cure dell’Ordine Ospedaliero dei Fatebenefratelli. È così che la missione iniziata da San Giovanni di Dio, fondatore dell’Ordine, continua a realizzarsi, perpetuandosi nei secoli: accogliere, restituire speranza, dare la cura totale di cui gli ospiti hanno bisogno e sensibilizzare la società per abbattere i muri dello stigma.

 

Se anche tu hai voglia di raccontare la tua esperienza con la Provincia Lombardo Veneta, scrivici cliccando l’immagine sottostante e daremo voce alla tua storia, anche in forma anonima.

 

RACCONTACI LA TUA STORIA

Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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