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Dialogo tra culture e religioni diverse: una sfida per la sanità

Oggi, nel mondo, una persona su 35 è un migrante: l’aumento di culture e lingue diverse in ogni Paese europeo pone nuove sfide alle organizzazioni sanitarie, ma rappresenta anche un’opportunità per migliorare la qualità generale dei servizi.

Visti gli attuali fenomeni migratori e la crescente eterogeneità della popolazione, il dialogo interculturale all’interno del settore sanitario è un trend in forte crescita, una pratica fondamentale per garantire cure adeguate a tutti i pazienti, nel rispetto delle credenze e delle culture di ciascuno.

Questo significa dover gestire degli aspetti come le barriere linguistiche (e di conseguenza i servizi di interpretariato per assistere il malato), il riconoscimento delle diversità, delle abitudini e degli stili di vita delle altre culture: i principi cardine per costruire insieme un cammino di unità e integrazione. 

 

Per sapere di più sul Servizio di Attenzione Spirituale e Religiosa (SASR) del nostro Ordine, scarica il documento.

 

Italia, un paese multietnico

Negli ultimi anni i processi migratori hanno subito un'accelerazione dovuta a diversi fattori: migranti e rifugiati provenienti da tutto il mondo sono giunti numerosi nel nostro paese con la speranza di trovare un futuro migliore. Infatti, il 28° Rapporto Immigrazione, condotto da Caritas e Migrantes, rivela che sono 5.255.503 i cittadini stranieri regolarmente residenti nel nostro Paese e che costituiscono quindi l'8,7% della popolazione italiana. 

Inutile negare che i moderni flussi migratori hanno ridisegnato i confini dei sistemi culturali e nazionali, ponendo nuove sfide non solo per l'ordine politico, ma soprattutto per le organizzazioni sanitarie.

 

Per un’assistenza sanitaria attenta alla diversità

La multiculturalità impone al settore sanitario una grande sfida: quella di rimettere al centro del percorso di cura la persona, il paziente, considerandone appunto la sua centralità per rispondere ai bisogni specifici di cura e assistenza. Soprattutto nel caso di coloro che, per questioni culturali, hanno una differente concezione di salute e malattia. 

Con lo scopo di assicurare umanità e inclusione a migranti e minoranze etniche, è fondamentale migliorare l’organizzazione complessiva dei servizi ospedalieri attraverso degli interventi mirati. 

Occuparsi di pazienti di altre etnie e religioni può comportare una sfida per l’équipe medica. Le barriere linguistiche e culturali possono ostacolare una corretta comunicazione clinica, compromettendo la buona riuscita del processo di cura. Un approccio umano all'accoglienza e un servizio strutturato di mediazione interculturale integrato nell’équipe sono la chiave per superare simili ostacoli e avvicinare realtà che sembrano lontane e incomprensibili. 

Un’altra sfida da affrontare da parte del servizio sanitario per rispondere alla multiculturalità riguarda la qualità e il comfort dell'ambiente ospedaliero. Proporre menù adeguati e un supporto alle esigenze spirituali e di culto di tutti i pazienti, nessuno escluso, è fondamentale per supportare i processi di cura. Di grande importanza è, inoltre, il delicato momento delle dimissioni. Assicurare i necessari collegamenti con i servizi del territorio e fornire informazioni sulla gestione della malattia e lo stile di vita appropriato è essenziale per quest’ultima fase di servizio ai pazienti.

In generale, quindi, un’assistenza sanitaria moderna deve porre attenzione alla diversità culturale in tutte le dimensioni della realtà ospedaliera: dalla mission aziendale al sistema della qualità, dal piano delle azioni fino alla formazione, considerando sempre il paziente come fulcro centrale del percorso sanitario. 

 

Il Fatebenefratelli e l'integrazione interculturale

Sensibile ad un contesto sociale sempre più multiculturale, l’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli garantisce tutte le prestazioni essenziali per la cura dei pazienti anche stranieri, ponendo al centro la persona nella sua interezza, indipendentemente dalla propria cultura e credenza. Pluralismo, tolleranza e spirito di apertura sono infatti alla base dell’assistenza sanitaria fornita dalle strutture della Provincia Lombardo Veneta. 

Il nostro Ordine opera secondo un principio di universalità del rispetto, ragione ultima della fondamentale uguaglianza e fraternità tra gli uomini. L’inclusione e l'accoglienza dei più deboli e degli emarginati sociali è per l’Ordine Ospedaliero, secondo l’esempio di San Giovanni di Dio, una chiamata a impegnarsi nella difesa e promozione dei diritti fondamentali dell’uomo.

Questo spirito è testimoniato dallo stesso motto dell’Ordine, ovvero “Facciamo bene il Bene che possiamo fare”, che sottolinea l’impegno di non limitarsi a un’assistenza fredda e distaccata, ma coniuga la giustizia con la carità cristiana per offrire ai malati e ai bisognosi un servizio integrale, che tuteli il paziente a prescindere dalla sua provenienza o religione. Per un approfondimento sull'umanizzazione delle cure, ti invitiamo a leggere l'articolo "Umanizzare le cure, salvare l’uomo intero: 3 pensieri di Fra Marchesi". 

 

In conclusione, l’assistenza sanitaria è chiamata a rinnovarsi e ad adeguarsi ai trend del cambiamento che interessano la popolazione. Per questo è sempre più importante costruire un sistema sanitario che si basi sull'integrazione, la dignità e il rispetto per la persona nella sua interezza.

Se vuoi approfondire il valore etici e la bioetica dell’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio Fatebenefratelli, clicca sull'immagine qui sotto e leggi il nostro pensiero sul futuro della Vita. 

 

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Ci dedichiamo per missione ai malati e ai bisognosi coniugando l’attenzione al corpo e allo spirito nel rispetto della persona e della sua individualità.
Attraverso la promozione delle opere portiamo il Vangelo nel mondo della sofferenza e del dolore affiancando il paziente come professionisti della salute.

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