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Il Presidio Ospedaliero B.V. Consolata riparte: la parola al Dott. Bosio

L’Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio sta vivendo un graduale ritorno alla normalità, grazie alla ripresa di tutte quelle attività e servizi, che il Coronavirus aveva bruscamente sospeso.

Tra le diverse Strutture, anche il Presidio Ospedaliero Riabilitativo Beata Vergine della Consolata si inserisce in questo fiducioso clima di ripartenza: questo complesso periodo, che è stato per tutti noi quasi un tempo sospeso, sembra essere finalmente al suo termine.

Ce ne ha parlato il Dott. Enrico Bosio, Direttore di Struttura, che ci ha descritto la ripartenza del Presidio Ospedaliero di San Maurizio Canavese, la riattivazione dei servizi offerti e le misure attuate per garantire sicurezza a ospiti, familiari e all’intera équipe sanitaria.

Leggi la sua intervista. 

 

Coronavirus: il ritorno alla normalità per il Presidio Ospedaliero 

Il ritorno alla normalità è ancora parziale, perché per gli ospiti sono attive procedure d'accesso molto stringenti, quali tamponi all'atto del ricovero, utilizzo della mascherina e screening all'ingresso.

Il Presidio sta vivendo un momento di ripartenza in cui tutte le attività sono state riavviate seguendo le indicazioni regionali e nazionali, nell’ottica di mantenere la massima prudenza, limitando il più possibile i disagi per i nostri ospiti e pazienti che necessitano delle cure e dei servizi offerti dalla nostra Struttura.

L’accesso alla Struttura è limitato e controllato: per quanto riguarda i nuovi ricoveri richiediamo un tampone prima dell’accesso nel Presidio e successivamente nei primi giorni del ricovero viene effettuato un secondo tampone e, fino al ricevimento dell’esito, il paziente è posto in stanza singola ed isolato. Fortunatamente il SSR riesce a dare risposte in tempi brevi sull’effettuazione dei tamponi diversamente da quanto accadeva nel momento dell’apice della pandemia.

Per quanto riguarda le attività di Day Hospital e Ambulatoriali, sono stati organizzati gli spazi e le prenotazioni in modo da evitare assembramenti e garantire il necessario distanziamento sociale, oltre che l’utilizzo della mascherina obbligatoria, ed il controllo temperature all’ingresso.

 

Accesso alla Struttura Beata Vergine della Consolata e i servizi attivi

Il Presidio è stato travolto in due momenti dal Covid-19: prima si sono sviluppati dei casi all’interno della REMS, che è una Struttura separata rispetto all’Ospedale, e ci ha obbligati a dividere in due l’area di degenza collocata al primo piano, isolando così i pazienti positivi.

In un secondo tempo è stato coinvolto il Presidio ed i pazienti positivi sono stati collocati nell’unità operativa di riabilitazione Alzheimer, mentre il resto dell’Ospedale, anche a causa della chiusura delle sale operatorie, aveva pochi letti occupati. Ad oggi tutti i servizi sono riattivati ed in generale tutti gli Ospedali della Regione hanno ripreso il funzionamento.

L’area Psichiatrica ha vissuto invece quello che hanno vissuto le famiglie, ovvero: non poter uscire, non poter effettuare le attività e una paralisi della vita sociale. Attualmente sono riprese la quasi totalità delle attività, comprese le visite da parte dei parenti, preferendo attività all’aperto e garantendo le precauzioni necessarie. Non sono ancora consentiti i rientri ed i pernottamenti a domicilio.

Ma quali attenzioni deve tenere chi accede alla Struttura? Per assicurare la massima sicurezza ed evitare ogni rischio per i nostri Collaboratori, i pazienti e i loro familiari sono state predisposte tutte le misure stabilite dagli enti sanitari e di governo:

  • uno screening all'ingresso con rilevazione della temperatura e dello stato di salute ed eventuali contatti;
  • obbligo della mascherina;
  • distanziamento sociale;
  • igienizzazione delle mani.

Investimenti e progetti in atto: ripensare la vita e i percorsi dell'Ospedale

Il primo passo rimane il ritorno alla normalità: per quanto riguarda il nostro Presidio Ospedaliero erano in programma alcuni investimenti. Tra questi, la realizzazione dell'impianto per il trattamento dell'aria non si è interrotto ed è ormai in fase conclusiva: gli altri investimenti sono invece in fase di progettazione con la speranza che questo stop forzato non comporti eccessivi ritardi.

La pandemia ci ha obbligati a ripensare e riprogrammare la normale vita dell’Ospedale, i percorsi e le abitudini.

Ora è fondamentale non abbassare la guardia: sempre più spesso vediamo tra la popolazione comportamenti che mettono a rischio il riaccendersi dei contagi, basti pensare alle immagini che arrivano dalle città nelle zone della movida. È importante riuscire a tenere alto il livello di attenzione e fare in modo che il ritorno alla normalità non sia un “liberi tutti”, poiché questo nelle strutture ospedaliere e residenziali potrebbe trasformarsi in un riaccendersi di focolai.

 

L’insegnamento dall’esperienza Coronavirus

Sicuramente un immenso grazie va rivolto agli operatori sanitari che, nonostante le paure e le inevitabili tensioni che nascono nei momenti di difficoltà, hanno curato con grande professionalità e con grandi sacrifici i pazienti nei reparti Covid.

Ora resta il grande timore per l’autunno in cui anche una semplice tosse o febbre stagionale può scatenare la paura di nuovi casi positivi, o ancora peggio, una nuova ondata in Italia potrebbe portare il paese ad un nuovo lockdown che paralizzerebbe nuovamente la sanità e le strutture ospedaliere. 

Per quanto riguarda invece il piano più umano e personale, questa pandemia, che ha sconvolto le vite di tutti noi, mi ha permesso di vivere un momento sicuramente molto difficile, ma che mi ha lasciato un grande bagaglio di esperienza.

 

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