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L'U.O. Alzheimer del Presidio Ospedaliero B.V. della Consolata: approccio alla cura e terapie riabilitative

Oltre 4.700 visite l’anno, 40 posti letto e percorsi riabilitativi individuali e personalizzati: il reparto di Alzheimer del Presidio Ospedaliero Beata Vergine della Consolata offre una varietà di servizi, predisposti per l'intero spettro di bisogni di salute dei pazienti affetti da questa patologia. 

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Presidio Ospedaliero B.V. della Consolata, l'Unità Operativa Alzheimer

Il Presidio Ospedaliero Beata Vergine Consolata di San Maurizio Canavese è un centro di centro di riferimento di II livello, che offre una serie di servizi per l’intero spettro dei bisogni di salute del paziente con malattia di Alzheimer.

Al suo interno è attivo un reparto specificamente dedicato a coloro che soffrono di questa patologia: l’U.O. Alzheimer, che conta 40 posti letto, fornisce assistenza e cura a pazienti fragili e con disturbi comportamentali (agitazione, insonnia, aggressività) che necessitano di interventi riabilitativi intensivi e integrati, come la terapia farmacologica e la riabilitazione cognitiva e motoria.

L’Ambulatorio CDCD –  Centro per i Disturbi Cognitivi e Demenze effettua oltre 4.700 visite l’anno, di cui il 25% circa sono prime visite. Il DH Riabilitativo effettua riabilitazione cognitiva e motoria e ottimizzazione della terapia farmacologica somatica, psicotropa e antidemenza

 

U.O. Alzheimer: la tipologia di pazienti accolti e le terapie riabilitative

La tipologia di malati ricoverati nell'U.O. Alzheimer del Presidio Ospedaliero Beata Vergine Consolata sono pazienti affetti da:

  • disturbi cognitivi ad eziopatogenesi nota, quindi malattia di Alzheimer, Demenza Vascolare, Demenza fronto-temporale, Demenza a Corpi di Lewy;
  • disturbi cognitivo-comportamentali in corso di definizione diagnostica;
  • aggravamento di disturbi comportamentali noti o disturbi comportamentali improvvisi e gravi con necessità di inquadramento diagnostico e terapeutico;
  • riacutizzazioni di comorbilità di accompagnamento alla malattia dementigena (scompenso cardiaco, bronchiti croniche, polmoniti, infezioni delle vie urinarie, gastropatie e problemi addominali).

I principali interventi riabilitativi consistono in Terapia Occupazionale, rivolta ai pazienti affetti da demenza moderata-severa, Terapia di Riattivazione Globale con tecniche di Memory Training e Validation, Temotivation, Reminiscence Therapy e Chinesiterapia, ovvero il semplice esercizio fisico eseguito in gruppo, rivolta a pazienti affetti da demenza lieve-moderata.

Se il deterioramento cognitivo del paziente è così avanzato da non consentire l’inserimento nelle attività di gruppo verrà effettuato semplice nursing riabilitativo, personalizzato e mirato al mantenimento della funzionalità residua.

I pazienti, affetti da gravi disturbi della sfera del comportamento, vengono sottoposti a:

  • valutazione delle condizioni organiche e conseguente impostazione di trattamenti specifici;
  • controllo dei disturbi comportamentali e psico-affettivi tramite una valutazione ed una modificazione dei fattori ambientali e un’impostazione terapeutica a lungo termine;
  • mantenimento ed eventuale implementazione delle capacità cognitive e funzionali residue del paziente con definizione di un progetto riabilitativo individuale.



Il potere curativo della relazione: l'approccio assistenziale del Presidio B.V. della Consolata

Al DH Alzheimer della Struttura afferiscono persone fra i 60 e gli 85 anni con un lieve/moderato deterioramento cognitivo che, a seguito di una visita geriatrica e di una valutazione neuropsicologica, vengono inseriti in differenti gruppi a seconda della compromissione delle loro abilità cognitivo-motorie: all’interno dei quali proposte attività di riattivazione cognitiva, in cui i pazienti lavorano sulle aree cognitive compromesse, e attività di riabilitazione motoria al fine del mantenimento delle abilità residue.

L’elemento comune a tutti gli approcci di gruppo è il riconoscimento del potere curativo della relazione con gli altri che vede come punto di partenza il superamento della solitudine e dell’isolamento.

I risultati che vengono raggiunti dai pazienti all’interno del percorso in DH Alzheimer sono differenti: vi è un miglioramento del tono dell’umore, attraverso il mantenimento del grado di autonomia, realizzazione personale e integrazione sociale e la promozione del benessere. Promuovere una cultura della prevenzione significa principalmente migliorare la qualità di vita delle persone, così da attivare misure che modificano in positivo i loro comportamenti e il loro stile di vita.  

 

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