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Disagio giovanile e pandemia, uno scenario complesso: il progetto Zero-17 Fatebenefratelli

Bambini e adolescenti hanno risentito notevolmente dell'impatto della pandemia, privati dei loro spazi educativi e scolastici, così come di quelli ricreativi e sportivi: il disorientamento e la fatica, che ciò ha prodotto nei ragazzi è stato ampiamente sottovalutato e non ha trovato alcuna accoglienza o risposta territoriale

Per questo la Provincia Lombardo Veneta, riconoscendo queste trasformazioni e sofferenze, vuole offrire con il Polo Zero-17 un presidio territoriale che sia punto di riferimento e dialogo tra le famiglie, i professionisti e l'intera comunità.

Con il contributo di Mirko Cristofori, abbiamo esplorato lo scenario attuale che avrà forti risvolti sulla dimensione emotiva, educativa, fisica e psicologica delle generazioni future. 

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L'impatto della pandemia su bambini e adolescenti: vulnerabilità e fragilità trascurate

L’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza, all’interno del suo report di maggio 2021, ha dedicato un’ampia sezione agli effetti della pandemia su bambini ed adolescenti:

“L’impatto globale della pandemia da SARS-CoV-2 sulla salute pubblica è stato devastante: come riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, la salute mentale e il benessere psicofisico di intere società sono stati gravemente colpiti da questa nuova crisi e rappresentano una delle priorità da affrontare con maggiore urgenza. I bambini e gli adolescenti, in particolar modo i più vulnerabili, sebbene non siano stati coinvolti in maniera importante nella battaglia al virus, continuano a subire più o meno indirettamente gravi ripercussioni a diversi livelli, dal piano emotivo a quello educativo, da quello fisico a quello psicologico.”

Bambini e pandemia: il Poliambulatorio Zero-17 Fatebenefratelli
I minori sono stati raramente oggetto di attenzione e di interventi integrati che guardassero oltre la specifica necessità del momento, come ad esempio l’introduzione della didattica a distanza oppure il loro coinvolgimento nel protocollo di vaccinazione.

È infatti innegabile che le misure restrittive utili al contenimento del Covid-19, abbiano creato delle condizioni di sviluppo anomale oltre che inaspettate, esacerbate molto spesso da un’insufficiente presa di consapevolezza degli effetti indiretti da parte delle istituzioni competenti.

Le trasformazioni sociali – che è stato chiesto loro di seguire – sono del tutto in contrasto con le spinte naturali del ciclo di vita in cui il minore, a seconda della specifica fase evolutiva, è fortemente coinvolto nei processi di apprendimento, di socializzazione, di ricerca di autonomia e di nuove esperienze, di costruzione di relazioni significative al di fuori della propria famiglia, nell’esplorazione di progetti per il futuro e, non da ultimo, nella costruzione della propria identità corporea.



Lockdown e giovani: tra disorientamento e fatica

I più giovani hanno risentito notevolmente del cambiamento delle proprie abitudini e routine, privati dei loro spazi educativi e scolastici, così come di quelli ricreativi e sportivi: il disorientamento e la fatica, che ciò ha prodotto nei ragazzi è stato ampiamente sottovalutato, quando non riconosciuto, a tutti i livelli.

Le loro stesse richieste e mobilitazioni per tornare a scuola in presenza sono state troppo spesso irrise come non credibili, non autentiche, anche a fronte di ricerche che testimoniano l’importanza del tema. Nel rapporto di Save the Children, in merito ad un’indagine condotta a 10 mesi dall’inizio della pandemia, il 28% degli studenti dichiarava infatti che almeno un loro compagno di classe dal lockdown del marzo 2020 avrebbe smesso di frequentare le lezioni.

Stanchi, incerti, preoccupati, irritabili, ansiosi, disorientati, nervosi, apatici, scoraggiati: questo è ciò che gli adolescenti hanno affermato di provare nel periodo più intenso del lockdown. Rispetto alla sfera della socialità per quasi 6 studenti su 10 (59%) la propria capacità di socializzare ha subito ripercussioni negative, così come il proprio umore (57%) e una quota non molto inferiore (52%) sostiene che le proprie amicizie sono state messe alla prova.



Salute mentale e future generazioni, dati a confronto

l numeri cominciano a farsi ancora più preoccupanti se si guarda ai servizi e alle istituzioni che si occupano in prima linea della fascia minorile: i dati che riguardano i primi nove mesi del 2021 riportano un incremento del numero dei ricoveri per disturbi psichiatrici di bambini e adolescenti, che supera il totale del 2019.

Le manifestazioni sintomatiche in costante aumento nel 2021 sono il discontrollo degli impulsi, l’autolesività, i disturbi del comportamento alimentare. Nell’ultimo decennio si è assistito ad un raddoppio dei pazienti e dei nuclei familiari, seguiti nei servizi di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (NPIA), a cui fa da specchio una continua contrazione delle risorse a disposizione, che allarga continuamente la forbice tra il bisogno e la capacità di fornire una risposta adeguata.

La tendenza è confermata anche dagli invii all’Istituto dai Pronto Soccorso del sud della Lombardia: le richieste di ricovero per autolesionismo da ottobre 2020 a gennaio 2021 sono aumentate del 50%: anche i tentati suicidi sono cresciuti del 50%, contro il precedente +15%. Accanto ad atti di autolesionismo e tentati suicidi, tra le patologie più frequenti ci sono anche: disturbi del comportamento alimentare, psicosi con compromissione dell’esame di realtà, aggressività e comportamenti distruttivi, ritiro sociale e dipendenza da internet.



Sofferenza emotiva dei minori e assenza di risposte territoriali

A fronte di questo quadro, che a due anni di distanza non può più definirsi emergenziale, quello che continua a mancare sono delle risposte territoriali, organizzate e tempestive che possano permettere un’accoglienza della sofferenza emotiva dei minori prima che la stessa assuma forme più conclamate e richiedenti soluzioni quali il ricovero o l’attivazione di percorsi residenziali.

I servizi presenti sono attualmente sottodimensionati, molto spesso coinvolti in ritardo rispetto all’insorgenza di determinati pensieri e comportamenti e non sempre in grado di attivare una rete di supporto continuo.

Bambini e pandemia: il Poliambulatorio Zero-17 Fatebenefratelli


Si stima che nel 2020, almeno il 25% dei pazienti ha riscontrato delle problematicità nell’accesso ai servizi territoriali e molti servizi di NPIA non sono stati in grado di garantire la continuità di cura nel corso della pandemia. Anche autorevoli riviste scientifiche, come il Journal of the American Academy of Child & Adolescent Psychiatry, stanno pubblicando diverse ricerche sistematiche sull’impatto che gli stravolgimenti causati dal Covid-19 avranno sulle future generazioni a livello evolutivo, educativo e sociale.

L’importanza di intercettare i segnali ed agire in modo tempestivo risulta centrale per evitare il progredire della malattia e la sua cronicizzazione. È da tenere a mente che, a seconda del livello evolutivo, le sofferenze implicitamente vissute per il periodo attuale possono manifestarsi attraverso campanelli d’allarme come deficit di attenzione, problematiche scolastiche, cambiamento nelle abitudini alimentari, forme di isolamento e dipendenze tecnologiche.

 

Covid e chiusura delle scuole, i risvolti negativi tra i più giovani

Molto spesso, i temi riguardanti i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), piuttosto che i Bisogni Educativi Speciali (BES), a vari livelli di scolarità, possono sottendere altre problematicità più complesse e multifattoriali, che tuttavia vengono manifestate in forme più concretamente visibili nei contesti scolastici e/o sportivi.

La chiusura delle scuole, in un primo momento tamponata con la DaD, e la sua progressiva riapertura a singhiozzo con tutte le altre attività che interessano la fascia minorile, ha portato alla ribalta il tema riguardante il significato insito in questi servizi. Infatti, oltre alla questione della didattica, si è sottostimata l’importanza che gli asili e la scuola hanno nell’apprendimento di nuove competenze, nella sperimentazione di relazioni extrafamiliari, nella crescita socio-emotiva e nella scoperta di sé stessi.

Le tematiche portate a galla durante la pandemia hanno avuto risvolti impattanti anche tra i più piccoli, soprattutto per quel che riguarda la salvaguardia di rapporti con persone di riferimento (es.nonni) e di luoghi sicuri (es. asili) in cui poter rendere solide le basi e le strutture intrapsichiche affinché le successive relazioni interpersonali possano essere costituite in modo significativo e duraturo.

I bambini più piccoli, tra i 3 e i 6 anni, esposti a livelli elevati di stress e isolamento sono maggiormente a rischio di uno sviluppo atipico permanente, poiché le loro strutture psicofisiche sono ancora in fase di sviluppo. Molto spesso i comportamenti e i segnali caratterizzanti riguardano l’eccessivo attaccamento, la paura che i membri della famiglia possano contrarre l’infezione, l’irritabilità, la disattenzione che possono anche concretizzarsi in comportamenti più esternalizzanti come l’aggressività o la litigiosità.

 

Fatebenefratelli: il Poliambulatorio Zero-17, un punto di riferimento la comunità

L’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli, da 500 anni impegnato nella cura e nella tutela della salute mentale, riconoscendo nella società queste trasformazioni e sofferenze, vuole offrire un presidio territoriale che si ponga come punto di riferimento per le istituzioni e le comunità, in un’ottica di lavoro di rete che possa far dialogare tra loro le famiglie, i professionisti ed i servizi.

Inizialmente strutturato rispetto le tematiche riguardanti l’età scolare, comprendenti l’area dell’apprendimento, della gestione delle emozioni e lo sviluppo delle relazioni extra-familiari, sta programmando un ampliamento dei servizi a disposizione della comunità in altre due direzioni, sempre in linea con i bisogni del territorio.

Il primo riguarderà un’area infantile, individuata nella fascia 0-3, in cui garantire una prima accoglienza dei bisogni dei nuclei familiari – in questo periodo di crescita ricco di cambiamenti molto delicati – che possa essere di supporto alla genitorialità e di orientamento rispetto alle necessità che vengono individuate, sempre in raccordo con gli altri servizi presenti sul territorio.

Il secondo ha come obiettivo l’area adolescenziale, rispetto alla quale poter offrire una rete di professionisti in grado di accogliere, comprendere e prendersi cura delle sofferenze principali sofferenze emergenti come l’area delle dipendenze tecnologiche, dell’isolamento giovanile e dei comportamenti alimentari.

Il servizio riguardante l’età scolare, attualmente già attivo, verrà potenziato da gennaio 2022 grazie ad un nuovo spazio ristrutturato ad hoc che comprenderà 4 studi per i professionisti, una sala gruppi ed una sala che verrà adibita per i programmi di psicomotricità. Entro la primavera 2022 ci si impegnerà per rendere concreti gli altri due progetti sopracitati in un’ottica di presa in carico globale dell’area Zero-17.

 

Prendersi cura di un'eventuale alterazione dello sviluppo, favorendo una crescita sana e armonica del bambino: adesso anche tu puoi dare il tuo contributo e
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