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Disturbi della personalità, quali sono i principali?

I disturbi della personalità sono patologie psichiatriche che modificano la percezione del soggetto verso se stesso, gli altri e il mondo circostante. Nel farlo diventano debilitanti per chi ne soffre: le relazioni sociali e il rapporto con se posso diventare sempre più problematici.

In questo articolo parleremo di:

- Cosa sono i disturbi della personalità
- Disturbi della personalità, una classificazione 
- I sintomi comuni dei disturbi della personalità, come si possono riconoscere?
- Diagnosi e cura dei disturbi della personalità

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Cosa sono i disturbi della personalità

Prima di comprendere cosa siano i disturbi della personalità è importante capire cosa sia la personalità. Con il termine "personalità" si racchiude un insieme di schemi di pensiero, percezione, reazione e relazione che sono tendenzialmente stabili nel tempo.

Di conseguenza, il Manuale MSD per professionisti definisce i disturbi di personalità come segue:

I disturbi di personalità compaiono quando tali tratti divengono talmente pronunciati, rigidi e disadattivi da compromettere il funzionamento lavorativo e/o interpersonale. Queste modalità sociali disadattive possono provocare un disagio significativo nelle persone con disturbi di personalità ed in coloro che le circondano.

In generale i disturbi di personalità implicano quindi una pervasività e persistenza nel modo di pensare, percepire, reagire e relazionarsi con gli altri diventando causa di un disagio.

L’ultima edizione del Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5) che ne definisce le caratteristiche, aggiunge che i disturbi della personalità si manifestano in un pattern permanente di esperienze interne - come pensieri, emozioni e sentimenti - nonché di comportamenti che si distanziano in modo significativo da quelli culturalmente condivisi. 

Ma quali sono i principali disturbi della personalità? Ne parleremo nel prossimo paragrafo.

Disturbi della personalità, una classificazione 

I disturbi della personalità sono dettagliati nel DSM-5 che ne riconosce 10 principali tipologie secondo 3 cluster a seconda delle caratteristiche comuni.

Cluster A - Disturbi della personalità

Il cluster A raggruppa 3 disturbi della personalità che si manifestano con un comportamento strano o eccentrico da parte di chi ne è affetto:

  • paranoide, che implica diffidenza e sospettosità nei confronti degli altri tanto da pensare che il comportamento altrui nei propri confronti sia una forma di maltrattamento o sfruttamento;
  • schizoide, il cui soggetto che ne soffre dimostra disinteresse verso il prossimo, nel creare relazioni e nel partecipare a situazioni conviviali;
  • schizotipico, che si manifesta in comportamenti e azioni eccentrici e nel disinteresse verso attività sociali, che conseguono spesso in isolamento.

Cluster B - Disturbi della personalità

I 4 disturbi della personalità inclusi nel cluster B hanno in comune comportamenti esasperati e drammatici, a cui si associa una limitata regolazione emotiva, impulsività e una scarsa empatia.

  • Antisociale: chi soffre di questo disturbo della personalità ignora e viola i diritti altrui in quanto non dà alcun tipo di valore alle norme sociali ma anzi ha comportamenti di irresponsabilità sociale. Nel farlo ha tendenze manipolatorie ed è propenso a ingannare gli altri sfruttandoli per meri scopi utilitaristici.
  • Borderline: si manifesta con una forma di instabilità dei rapporti personali, associata a emozioni intense e insufficienze capacità regolatorie. Chi ne soffre ha una sensazione di vuoto cronico, di solitudine e bassa autostima. La propria visione di sè e dell'altro, inoltre, varia repentinamente tra rappresentazioni opposte e conflittuali. La paura dell'abbandono esaspera i tentativi di scongiurarlo attraverso forme di coping non ottimali che conseguono in aggressività verso la propria persona e gli altri.
  • Istrionico: coloro che hanno questo disturbo della personalità ricercano in modo esasperato le attenzioni delle persone care, esprimendo in modo esagerato le proprie emozioni e sentimenti. Altra caratterizza distintiva è l'ossessione nei confronti della propria immagine corporea. 
  • Narcisistico: spesso impropriamente usato nel linguaggio comune, si manifesta nella percezione di superiorità, bisogno di ammirazione e mancanza di empatia che consegue nella percezione di avere il diritto che ogni proprio bisogno o desiderio debba essere appagato, anche a discapito di altri.

Cluster C - Disturbi della personalità

L'ultimo cluster dei disturbi della personalità racchiude tre patologie che sono accomunate da stati di ansia e forte timore.

  • Evitante: si manifesta con l'evitamento del contatto interpersonale per rifuggire alle critiche. 
  • Dipendente: caratterizzato da forte insicurezza e bassa autostima, che portano ad avere difficoltà nel prendere decisioni quotidiane in mancanza di conferma o rassicurazione con altre figure di riferimento. Così facendo è possibile sottomettere i propri desideri e bisogni a quelli altrui al fine di scongiurare l'abbandono.
  • Ossessivo-compulsivo: prende forma in un'estrema preoccupazione per l’ordine, la perfezione e il controllo, nonché nel rifiuto dell'errore il quale rende poco flessibile e adattiva la persona.

Nel video a seguire sono riassunti tutti i cluster e le tipologie di disturbi della personalità.


I sintomi comuni dei disturbi della personalità, come si possono riconoscere?

I campanelli d'allarme dei disturbi di personalità cambiano nettamente nelle loro singole manifestazioni, ma gli studi in merito evidenziano come essi siano causati da una combinazione di fattori genetici e ambientali. Questi disturbi si manifestano tra la tarda adolescenza e l'inizio dell'età adulta e con il passare degli anni diventano meno intensi.  

In particolare, i disturbi della personalità racchiudono difficoltà in almeno due delle seguenti quattro aree:

  • sfera cognitiva (pensieri, credenze, valutazioni);
  • affettività (emozioni e umore);
  • relazioni interpersonali;
  • controllo degli impulsi.

Sempre secondo il DSM-5-TR, i disturbi della personalità hanno quindi problematiche legate all'auto identità e al funzionamento interpersonali. Nel primo caso i sintomi si manifestano con un'immagine instabile di sé e degli altri e forte incoerenza in diversi ambiti - obiettivi, valori, aspetto fisico. Nel secondo caso invece si ha il fallimento nella creazione e nel mantenimento delle relazioni con gli altri

Diagnosi e cura dei disturbi della personalità

Chi soffre di un disturbo delle personalità, a differenza di altre patologie psicologiche e psichiatriche, solitamente richiede il supporto di un professionista in quanto i propri comportamenti disadattivi causano in loro sofferenza. Tuttavia, i disturbi della personalità sono sotto diagnosticati: chi cerca un trattamento spesso si rifà a un professionista evidenziando forme di depressione o per curare l'ansia e non tanto per le manifestazioni del loro disturbo di personalità

La diagnosi viene svolta principalmente dopo la maggiore età in quanto la personalità è più consolidata, mentre in età più giovanili è ancora in corso di definizione. Sempre secondo il DSM-5-TR per diagnosticare il disturbo della personalità dovranno essere soddisfatti i seguenti criteri:

  • Criterio A Compromissioni significative del sé (identità o auto-direzionalità self-direction) e del funzionamento interpersonale (empatia o intimità).
  • Criterio BUno o più domini del tratto patologico della personalità o sfaccettature/aspetti del tratto.
  • Criterio C – La compromissione nel funzionamento della personalità e l’espressione del tratto della personalità dell’individuo sono relativamente stabili nel tempo e costanti tra le situazioni.
  • Criterio D – La compromissione nel funzionamento della personalità e l’espressione del tratto della personalità dell’individuo non sono meglio compresi come normativi per la fase di sviluppo individuale o per l’ambiente socio-culturale.
  • Criterio E – La compromissione nel funzionamento della personalità e l’espressione del tratto della personalità dell’individuo non sono dovuti agli effetti fisiologici diretti di una sostanza (per esempio, un abuso di droga, l’uso di qualche particolare farmaco) o di una condizione medica generale (per esempio, grave trauma cranico, effetti particolari di patologie metaboliche ecc).

Il trattamento prevede l'utilizzo di terapie psicosociali e talvolta di terapia farmacologica.

In particolare, risultano efficaci sia la psicoterapia individuale sia quella di gruppo se il soggetto è motivato a cambiare. Questa terapia è finalizzata a: ridurre il disagio soggettivo; permettere a chi ne soffre di comprendere che i loro problemi sono intrinseci; minimizzare i comportamenti disadattivi; modificare i tratti problematici della loro personalità.

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